E' vero che non mi sono "aggiornato" negli ultimi 20 anni perché i dubbi, motivatissimi, instillatimi allora mi hanno dissuaso dall'approfondire ulteriormente.
In quegli anni la tesi virale dell'AIDS veniva contrastata da più e più parti. Il libro che ho citato è, secondo me, esemplare per la chiarezza espositiva e l'autorevolezza di chi l'ha scritto, ma naturalmente quegli stessi dubbi m'erano venuti prima di leggere il libro ed erano stati espressi da più fonti. Ricordo ad esempio un articolo pubblicato su Penthouse (che magari non sarà Lancet, ma voglio dirti che il dibattito negli anni '80 c'era).
E' un po' come se ti viene un dubbio sull'esistenza di Babbo Natale, poi trovi un libro che ti spiega che lo stesso dubbio viene nutrito in ambito specialistico. Dopodiché, non ho approfondito le ulteriori "evidenze" sull'esistenza di Babbo Natale, prestando alle stesse la stessa attendibilità delle "evidenze" iniziali.
Quindi, per quanto mi riguarda, sono rimasto fermo a vent'anni fa: menzogna la teoria virale dell'AIDS vent'anni fa, menzogna oggi. Ripeto, qualcun altro avrà voglia di esaminare nuove versioni della teoria, e farsi un'idea. Il dibattito serve a questo. Se tu sei d'accordo che, vent'anni fa, ci hanno detto un sacco di cacchiate, penso che questo chiuda la questione per me come per altri, né io ho voglia di mettermi a studiare il nuovo giro di fandonie create per difendere una teoria sputtanata ampiamente vent'anni fa. Altri ancora, invece, vorranno sentirne un nuovo giro. Ma è un po' come se io ti chiedessi di esaminare le nuove evidenze sull'efficacia della cura Di Bella. Se non t'ha convinto vent'anni fa, non hai voglia di prenderla sul serio ora.
Tuttavia, ti assicuro che ho letto i link che mi hai citato. Alcuni, francamente, confusi e confusionari, voci di Wikipedia per cui, ad ogni riga, ci sarebbe da porre una domanda.
Comunque non ho affatto letto della diminuzione dell'aspettativa di vita, o di serie dimostrazioni circa la sua attribuzione all'AIDS.
Riguardo alle cure di Talluto, veramente ho letto in giro e mi pare anche in questa discussione che NON fosse in cura.
Mi pare che tu sia medico. Da medico sai certamente che le statistiche di vita sono divise in due classi: aspettativa di vita alla nascita, e aspettativa di vita dopo il primo anno.
Questo perché, s.t. nei paesi poco sviluppati, l'alta mortalità infantile (dovuta ad un milione di cause) "falsa" il dato dell'aspettativa di vita.
Cioè dove ti dicono che l'aspettativa di vita nel paese X è 49 anni questo non significa che la vita media è 49, o che in media si muore a 49 anni. Significa che c'è un elevato numero di bambini morti nel primo anno di vita e pertanto ciò abbassa la media.
(La abbassa molto, perché, per fare un esempio assurdo, se 10 persone che superano il primo anno di vita vivono in media 70 anni, cioè fanno 700 anni in 10, e l'undicesimo muore a un anno, gli 11 fanno 701 anni in 11 pari a una vita media di circa 6,5 anni. Se cioè ci fosse un morto infante ogni 11 nati, una percentuale verosimile anche solo pochi decenni fa, le statistiche ti direbbero che in africa la vita media è di 6,5 anni, e sarebbe statisticamente vero! Quindi, da bravo medico e statistico sanitario, tu avrai la massima diffidenza verso le statistiche di vita media non esplicitamente corrette per la mortalità infantile, né penso tu creda veramente che la vita media, in certi paesi africani, sia di 40 anni o poco più, come si legge in giro, anche su Wikipedia).
Naturalmente apriremmo un vaso di Pandora se ci mettessimo a discutere come mai le statistiche sanitarie su paesi africani sono, come appaiono da uno dei tuoi link, tanto diverse.
Anzi mi pare che il Sud Africa, che credo sia sicuramente il paese più evoluto, più "occidentale" dell'Africa, quello col migliore reddito medio e il sistema sanitario migliore, parrebbe quello messo peggio sotto diversi profili. Ciò può avvenire per svariate ragioni: le statistiche sanitarie sono confrontabili solo se sono confrontabili i metodi di indagine statistica. Cioè un conto è un paese dove i morti di malaria vengono, secondo un ragionamento arbitrario, attribuito all'AIDS perché magari conviene per avere denaro internazionale, e un conto è un altro paese dove ciò non avviene perché la politica locale ritiene che l'AIDS sia una vergogna e vada cancellato dalle statistiche (un paese magari in cui l'omosessualità non è statisticamente rilevata, e gli omosessuali vengono messi a morte, magari in cui vige la Sharia, può falsare grandemente le statistiche sanitarie sull'AIDS perché vuole rimarcare la propria differenza rispetto al resto dell'Africa. Un altro paese, ripeto, può invece voler dipingere una situazione tale da fargli ricevere soldi).
In sostanza, le statistiche sanitarie sono comunque da interpretare, caso per caso, alla luce di fattori anche politici e religiosi locali. Non dimentichiamo che l'Africa è Africa: in molti stati la stregoneria è reato, e si viene condannati penalmente per pratiche stregonesche. Stante questo livello di cultura scientifica, puoi fare la tara a tutto il resto.
Non mi pare in nessun caso si possa parlare di diminuzione dell'aspettativa di vita vista l'esplosione demografica in atto in tutta l'Africa, che credo ti sia nota. Mi pare invece che le notevoli discrepanze tra paesi africani nelle statistiche di Wikipedia che mi pare di aver letto da tuo link siano, come dire, un po' troppo ampie per non apparire inaffidabili.
Siccome non capisco esattamente, riguardo le statistiche, a cosa ti riferisci, se mi indichi espressamente dove si dice che è diminuita l'aspettativa di vita, magari ne discutiamo. Ma - ripeto - il problema è sempre la correttezza scientifica dell'attribuzione di una morte all'AIDS, e dall'AIDS a un virus che ne sarebbe la causa.
Cioè, se ANCHE le morti in Africa per malaria e tifo fossero aumentate, mi devi dimostrare che sono aumentate a causa dell'AIDS. E, molto più importante, se trovi la colonna "Morti di AIDS" mi devi dimostrare che sono morti di "malaria causata dal virus dell'AIDS" o "tifo causato dal virus dell'AIDS" e non di "morti di malaria senz'altro" e "morti di tifo senz'altro" poiché è questa l'obiezione che viene posta. Per quanto io mi possa studiare letteratura su antigeni X, Y e Z, mi si deve mettere davanti uno studio serio di rispondenza tra antigene, virus e malattia, proprio come c'è per la sifilide o l'influenza (nessuno ti dirà: se sei sieropositivo all'influenza, tra vent'anni di ammalerai, salvo che tu non faccia questa cura antivirale).
Infatti, è costume attribuire arbitrariamente all'AIDS morti di altre malattie (ad es. malaria). Quindi, nelle statistiche, tu troverai come "morti di AIDS" morti che in realtà sono morti di malaria ma non sono conteggiati tra i morti di malaria. Questo genere di analisi (o, se preferisci, lo smascheramento di questi artifici statistici) è cosa che può essere fatta solo da gente che lavora nel settore. La statistica che tu leggi è "a valle" del lavoro mistificatorio, ne è già infetta.
Quello che vedi da Wikipedia è il dato già manipolato, coi morti di AIDS comodamente aggiustati per confermare la teoria. L'AIDS sotto questo profilo è versatilissimo, perché tu puoi prendere un morto di qualsiasi malattia e attribuirlo all'AIDS visto che, alla fine, è di qualche malattia che si muore e non di AIDS. Il "bacino" di morti in Africa è amplissimo e puoi mostrare un numero di morti di AIDS crescente o decrescente, secondo la convenienza politica del luogo e del momento - consistente ad esempio nel chiedere più soldi stante l'aumento del contagio, oppure dimostrare che i soldi stanziati hanno prodotti effetti per averne altri - senza preoccuparti di trovare il nesso tra la morte e il virus.
(Mi rendo conto che in questo modo la nostra discussione proseguirebbe all'infinito perché, alla tua produzione di una statistica X circa il numero Y di morti di AIDS, io non potrei che obiettare che il dubbio di fondo è proprio che questi Y morti siano morti di AIDS, oppure che questo AIDS sia causato da un virus).