I commenti in rosso sul tuo precedente post li ho messi io per risponderti su i punti che ritenevo meritassero contraddittorio.
E' una "tecnica" di risposta e citazione non sempre usata ma che ho già visto fare sia in questo forum che in molti altri. Peraltro pensavo che il testo in rosso aiutasse a capire che il commento fosse mio.
Per il 90% del tuo ultimo intervento, se lo rileggo e lo rileggi, in verità stai sostenendo tesi che sono normalmente usate dai sostenitori della teoria virale dell'AIDS proprio a suo sostegno.
I casi sono due: o anche tu sei a sostegno della teoria virale (visto che sostanzialmente argomenti nello stesso modo dei suoi fautori), oppure hai letto e riportato "tesi" che avrebbero un certo significato (a mio giudizio ben chiaro e "inequivocabile") ma che tu hai equivocato (anzi hai interpretato al rovescio).
In quanto a quello che sostieni sulle morti in Africa e Brasile mi limito a citare solo questi due link (per iniziare), relativi alla situazione africana (ci sono anche le fonti e riferimenti a fine pagina):
https://it.wikipedia.org/wiki/Diffusione_dell'HIV_in_Sudafrica
https://it.wikipedia.org/wiki/Diffusione_dell'HIV/AIDS_in_Africa
Ora so già che mi dirai che i "TG" parlavano di morti e aspettative di vita praticamente dimezzati ma mi permetto di rispondere che questo "lo sostieni tu".
Come peraltro nessuno sostiene che dall'allarme lanciato nei primi anni 80 ad oggi le conoscenze mediche siano state affinate e le stime riviste.
Ma non ci vedo niente di strano e "di male" in ciò.
Ritengo invece pretestuoso il contrario: ossia sostenere che poichè all'inizio degli anni 80, in base alla conoscenze che si possedevano, le stime e le aspettative di vita sono state ("in parte". Metto in parte tra parentisi perchè occorrerebbe aprire un discussione solo per questo) disattese allora l'unica deduzione logica da fare è che la teoria virale dell'AIDS non solo è sbagliata ma totalmente falsa e inventata ad arte.
Se ci pensi bene un'affermazione del genere è totalmente arbitraria e appunto pretestuosa.
Ma quello che mi preme veramente discutere è l'ultimo capoverso del tuo post.
Ti esorto a fare ricerche, anche in internet, e vedrai che la correlazione tra presenza di virus e AIDS è ormai stata recentemente (e anche non troppo recentemente) confermata (in pratica è stato confermata la presenza del virus in tutte le persone che sieropositive e anche in quelle che poi hanno sviluppato sintomi o per meglio di dire la sindrome) e anche viceversa (in tutte le persone in cui è stato rilevato il virus, in assenza di terapia retrovirale, si è sviluppata la sindrome).
Ma bisogna partire appunto dall'accettazione o meno di questo assunto (scientifico, verificabile e verificato).
Qualche post fa tu esortavi a provare a mettere in dubbio alcune delle proprie convinzioni.
Ti chiedo: tu sei disposto ad iniziare a credere (o almeno avere qualche ragionevole dubbio) che sia scientificamente provato che, appunto, tutte le persone sieropositive hanno il virus nel corpo e tutte quelle che hanno il virus nel corpo sono sieropositive? Inoltre, tutte le persone sieropositive (o in altre parole che hanno il virus nel corpo), in mancanza di terapia retrovirale, sviluppano prima o poi (più prima che poi) i sintomi alias la sindrome fino ad esisti fatali?
E anche viceversa: tutte le persone sieronegative sono anche negative alla ricerca diretta del virus e, anche in assenza di qualunque terapia specifica non svilupperanno "mai" i sintomi dell'AIDS.
Ti ricordo inoltre che in caso di esito positivo ad un test HIV, che in prima analisi ricerca, gli anticorpi, ne segue uno di ricerca diretta del virus (si chiama Western Blot) che se positivo conferma la diagnosi, se negativo invalida il primo test classificandolo come falso positivo (alcune cause di falsa positività sono a volte riconducibili a vaccinazioni recente per altre patologie).
Per finire faccio una considerazione.
Fino all'avvento della penicillina la sifilide non era sostanzialmente curabile (anche se sicuramente ci saranno state guarigioni spontanee, questo è statistico per ogni malattia o soggetti con aspettativa di vita superiore alla media).
Con l'avvento della penicillina la malattia è diventata curabile.
Ma, a me uomo della strada, come posso essere sicuro che la penicillina curi veramente la malattia?
Perchè ne annulla i sintomi e le manifestazioni?
Secondo il tuo ragionamento questa cosa potrebbe anche essere solo una coincidenza tra l'assunzione del farmaco e la regressione dei sintomi mentre magari non esiste nessuna vera correlazione documentabile sperimentalmente e microbiologicamente tra l'assunzione del farmaco e la scomparsa della malattia.
In altre parole perchè io dovrei accettare la teoria batteriologica della sifilide (e i relativi meccanismi di efficacia dei farmaci) e invece rigettare quella virale dell'AIDS?
Di fatto, io uomo della strada, non ho modo di verificare personalmente nè l'una nè l'altra.
E inoltre, perchè mi dovrei fidare dei medici sulla teoria batteriologica della sifilide e non fidarmi su quella virale dell'AIDS? Solo perchè sulla sifilide non c'è mai stato il minimo dissenso?
Secondo il tuo ragionamento anche l'assoluto consenso dei medici su qualcosa sarebbe comunque da guardare con sospetto.