I POLLI

Resteranno pochi locali con ragazze e proprietari più brutti, clienti più vecchi e più poveri, locali pieni di spacobotilia e ci saranno sempre i polli sfigati derisi dalle ragazze e dai proprietari.
 
A me sembra che la figa sia come il diesel: ormai viene scoraggiata in tutti i modi, chi ne fa "uso" è un dinosauro che deve essere abbattuto. Si parlava sopra di loft e massaggi, si forse i massaggi sono ancora in trend positivo ma a livello loft pure credo che ci sia stata una involuzione dell'offerta come quantità e qualità. Quelle poche volte che ho provato mai una volta che ho pensato "che gran figa che ho trovato" anzi. Ma forse è solo che viviamo in un paese ormai allo sbando economico, che non è più attrattivo per "forze" che vengono da est, ormai nei locali arrivano solo nord africane di seconda generazione o italiane super problematiche. Non c'è soluzione per tutto questo, forse solo che Elon Musk faccia enormi progressi con I suoi robot umanoidi. Una situazione alla blade runner con una Ana de Armas finta è il meglio che posso ipotizzare per il futuro...
 
Ormai i polli sono diventati l'unico core business dei lap dance.
L'offerta generalista è in crisi causa cambio delle abitudini di svago delle nuove generazioni così come vale per le discoteche, leggi e normative sempre più stringenti anche per cose minime mentre fuori tra loft e massaggi è esploso un mercato concorrente credo molto più florido perverso ed evasivo, in ultima i cambiamenti della comunicazione socializzante verso la digitalizzazione su piattaforme online hanno messo in crisi molti locali di provincia lontani dai tempi dei pienoni ogni sera e sicuri dai controlli.
Molti si sono adeguati cercando nicchie, chi organizza eventi e invitando ospiti, chi ha eliminato il biglietto di ingresso per una semplice consumazione da pochi euro diventando praticamente un bar con benefici sexi, chi si direzione verso una clientela specifica poca ma buona ma se si elimina il pollo non so quanti resterebbero aperti.
In futuro credo sarà sempre piu cosi, ma anche i polli non vivono in eterno e I locali che resisteranno saranno quelli che garantiranno sicurezza (per clienti e lavoratrici), qualità dello spettacolo e un'esperienza complessiva (atmosfera, servizio, intrattenimento, accoglienza) che giustifichi il prezzo.

Resteranno pochi locali con ragazze e proprietari più brutti, clienti più vecchi e più poveri, locali pieni di spacobotilia e ci saranno sempre i polli sfigati derisi dalle ragazze e dai proprietari.
Quello che già succede in molti locali di provincia che si sono spinti verso la marginalità per sopravvivere diventando un ricettacolo di sbandati dopo l'orario di chiusura dei bar.

A me sembra che la figa sia come il diesel: ormai viene scoraggiata in tutti i modi, chi ne fa "uso" è un dinosauro che deve essere abbattuto. Si parlava sopra di loft e massaggi, si forse i massaggi sono ancora in trend positivo ma a livello loft pure credo che ci sia stata una involuzione dell'offerta come quantità e qualità. Quelle poche volte che ho provato mai una volta che ho pensato "che gran figa che ho trovato" anzi. Ma forse è solo che viviamo in un paese ormai allo sbando economico, che non è più attrattivo per "forze" che vengono da est, ormai nei locali arrivano solo nord africane di seconda generazione o italiane super problematiche. Non c'è soluzione per tutto questo, forse solo che Elon Musk faccia enormi progressi con I suoi robot umanoidi. Una situazione alla blade runner con una Ana de Armas finta è il meglio che posso ipotizzare per il futuro...
Non ho esperienza da venderti sui massaggi, ma certo molte persone che conosco e frequentavano lap ora sono clienti dei centri massaggi. Se gli dici che frequenti lap ti danno anche dello scemo, anzi, del pollo.
 
Guarda io sarò un pollo anzi sicuramente, ma per me il lap è solo un posto che mi permette di passare il sabato sera senza dover chiedere niente a nessuno, e mi permette di scegliere visivamente e dal vivo la ragazza con cui avere a che fare, mi sono dato questa giustificazione mentale (forse auto inganno) per i prezzi più alti di altri tipi di intrattenimento...

Probabilmente il mix ideale sarebbe fare qualche drink a lap e poi andare a loft invece di far prive peccato che a quell'ora dormono giustamente
 
Guarda io sarò un pollo anzi sicuramente, ma per me il lap è solo un posto che mi permette di passare il sabato sera senza dover chiedere niente a nessuno, e mi permette di scegliere visivamente e dal vivo la ragazza con cui avere a che fare, mi sono dato questa giustificazione mentale (forse auto inganno) per i prezzi più alti di altri tipi di intrattenimento...

Probabilmente il mix ideale sarebbe fare qualche drink a lap e poi andare a loft invece di far prive peccato che a quell'ora dormono giustamente
Una volta andavo con le scarpe antinfortunistiche, come sapientemente il caro amico si informa, era nel dopo lavoro alla fine del giro delle osterie come ultima spiaggia ma non li frequentavo mai come alternativa seria ad altre forme di intrattenimento e mai ero stato pollo di portafoglio, spendevo solo per privé niente drink che consideravo una perdita di tempo con persone non adeguate a me.
Poi fatalmente raddrizzata la schiena negli ultimi anni sono diventati il mio centro ludico e sociale e ho cominciato a fare il pollo pure io, pollo più emotivo che di taccuino.
Centri massaggi e simili non li considero nemmeno perché prima ci deve essere perlomeno un preambolo se no sembra di essere solo conigli.

Guarda io sarò un pollo anzi sicuramente, ma per me il lap è solo un posto che mi permette di passare il sabato sera senza dover chiedere niente a nessuno, e mi permette di scegliere visivamente e dal vivo la ragazza con cui avere a che fare, mi sono dato questa giustificazione mentale (forse auto inganno) per i prezzi più alti di altri tipi di intrattenimento...

Probabilmente il mix ideale sarebbe fare qualche drink a lap e poi andare a loft invece di far prive peccato che a quell'ora dormono giustamente
Andarci in maniera saltuaria e distaccata senza mai immergersi dentro altrimenti si rischia di perdersi in mille rivoli e prima o poi si diventa il pollo di qualcuna.
Ci risentiamo per il lancio in KDP
 
Vista la sosta forzata rilancio questo thread sui polli.
Un mio ex collega, rimasto invischiato per anni in una di quelle relazioni che consumano tutto, aveva subìto una spennatura di proporzioni bibliche. Eppure, quando dopo anni dalla rottura — avvenuta per intuizione più che per certezza — venne finalmente a conoscenza delle verità che gli erano state tenute nascoste, la sua prima reazione fu disarmante nella sua semplicità: "Se me l'avesse detto, sarei rimasto."
È una frase che vale più di mille analisi.
Perché per un uomo — chiamatelo pollo come dir si voglia — la ferita più profonda non viene dai soldi persi, né dal tradimento carnale, né dalla scoperta di una verità scomoda e bruciante. La ferita che non rimargina è un'altra: sentirsi trattato da sciocco.
È la stessa ragione per cui molte ballerine che vivono di questo gioco finiscono per perdere i loro clienti non perché non si concedono sessualmente, non quando le promesse restano lettera morta, non quando il conto non torna. Il pollo abbandona nel momento esatto in cui capisce di essere stato preso in giro. Non beffato — beffato si può sopportare — ma disprezzato nella propria intelligenza.
Quello è il confine che, una volta attraversato, non si torna indietro pur continuando ad desiderarla e amarla.
 
La cosa grottesca, è che, se facessero i conti a mente fredda di tutto quello che "subiscono" senza ricevere niente in cambio, lo capirebbero dopo una o due settimane di essere trattati perennemente da sciocchi.
Le persone con la mente fredda non vanno nei lap ma in Austria o nei club sportivi.
Così come una prostituta che é anche essa più "fredda" non va a lavorare nei lap ma in Austria o nei club sportivi.

E non fa ridere perché la tragedia del pollo non sta nell'essere stato spennato, quella è solo la superficie visibile, la parte che fa sorridere i forumisti.
La tragedia vera, quella che non si racconta volentieri, è che spesso il pollo lo sapeva. O meglio: sentiva. E ha scelto di non sapere, perché sapere avrebbe significato dover agire, e agire avrebbe significato perdere qualcosa a cui teneva più della propria dignità.
La lei!!!
Ecco perché non fa ridere. Perché chiunque abbia amato davvero ha rischiato di essere quel pollo. E chi ride troppo forte, di solito, sta solo cercando di coprire il rumore di piume che cadono da qualche parte nella sua storia.
 
Vista la sosta forzata rilancio questo thread sui polli.
Un mio ex collega, rimasto invischiato per anni in una di quelle relazioni che consumano tutto, aveva subìto una spennatura di proporzioni bibliche. Eppure, quando dopo anni dalla rottura — avvenuta per intuizione più che per certezza — venne finalmente a conoscenza delle verità che gli erano state tenute nascoste, la sua prima reazione fu disarmante nella sua semplicità: "Se me l'avesse detto, sarei rimasto."
È una frase che vale più di mille analisi.
Perché per un uomo — chiamatelo pollo come dir si voglia — la ferita più profonda non viene dai soldi persi, né dal tradimento carnale, né dalla scoperta di una verità scomoda e bruciante. La ferita che non rimargina è un'altra: sentirsi trattato da sciocco.
È la stessa ragione per cui molte ballerine che vivono di questo gioco finiscono per perdere i loro clienti non perché non si concedono sessualmente, non quando le promesse restano lettera morta, non quando il conto non torna. Il pollo abbandona nel momento esatto in cui capisce di essere stato preso in giro. Non beffato — beffato si può sopportare — ma disprezzato nella propria intelligenza.
Quello è il confine che, una volta attraversato, non si torna indietro pur continuando ad desiderarla e amarla.
non fa na piega
 
E non fa ridere perché la tragedia del pollo non sta nell'essere stato spennato, quella è solo la superficie visibile, la parte che fa sorridere i forumisti.
La tragedia vera, quella che non si racconta volentieri, è che spesso il pollo lo sapeva. O meglio: sentiva. E ha scelto di non sapere, perché sapere avrebbe significato dover agire, e agire avrebbe significato perdere qualcosa a cui teneva più della propria dignità.
La lei!!!
Ecco perché non fa ridere. Perché chiunque abbia amato davvero ha rischiato di essere quel pollo. E chi ride troppo forte, di solito, sta solo cercando di coprire il rumore di piume che cadono da qualche parte nella sua storia.
Vero che chi ama può diventare pollo in certi momenti ma esiste la possibilità di scegliere chi amare e chi no, esiste la possibilita di sbagliare a scegliere ma ci può accorgere a breve di avere per compagna una sanguisuga. Quindi polli vero possiamo esserlo, e magari lo siamo stati tutti, ma a tutto c'è un limite che certi, polli all'ennesima potenza, non hanno.
 
A mio modesto parere, prima che succeda tutto questo, Cioè l'innamoramento, bisogna saper gestire le proprie emozioni avendo più rispetto per sé stessi, capire se ad un certo punto ne vale la pena o no, capisco anche che molti si fanno troppo coinvolgere dai sentimenti e alla fine l'aspettativa che si poteva avere verso quella lei delude..a un certo punto si ragiona più con la testa che con il cuore
 
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A mio modesto parere, prima che succeda tutto questo, Cioè l'innamoramento, bisogna saper gestire le proprie emozioni avendo più rispetto per sé stessi, capire se ad un certo punto ne vale la pena o no, capisco anche che molti si fanno troppo coinvolgere dai sentimenti e alla fine l'aspettativa che si poteva avere verso quella lei delude..a un certo punto si ragiona più con la testa che con il cuore
Si, bisogna lasciare il cuore a casa quando si va nei lap o in generale dalle sexworker e farsi i cavoli propri senza pensare di essere un salva polli.
 
Le persone con la mente fredda non vanno nei lap ma in Austria o nei club sportivi.
Così come una prostituta che é anche essa più "fredda" non va a lavorare nei lap ma in Austria o nei club sportivi.

E non fa ridere perché la tragedia del pollo non sta nell'essere stato spennato, quella è solo la superficie visibile, la parte che fa sorridere i forumisti.
La tragedia vera, quella che non si racconta volentieri, è che spesso il pollo lo sapeva. O meglio: sentiva. E ha scelto di non sapere, perché sapere avrebbe significato dover agire, e agire avrebbe significato perdere qualcosa a cui teneva più della propria dignità.
La lei!!!
Ecco perché non fa ridere. Perché chiunque abbia amato davvero ha rischiato di essere quel pollo. E chi ride troppo forte, di solito, sta solo cercando di coprire il rumore di piume che cadono da qualche parte nella sua storia.

Sono in larga parte d'accordo, ma come ha detto Buk1 a tutto c'è un limite. Per dirla con una metafora: se ti spari su un piede perchè sei imbranato posso ancora darti un po' di solidarietà, se lo fai apposta e poi ti lamenti che ti sono esplose le dita, NO.

A mio modesto parere, prima che succeda tutto questo, Cioè l'innamoramento, bisogna saper gestire le proprie emozioni avendo più rispetto per sé stessi, capire se ad un certo punto ne vale la pena o no, capisco anche che molti si fanno troppo coinvolgere dai sentimenti e alla fine l'aspettativa che si poteva avere verso quella lei delude..a un certo punto si ragiona più con la testa che con il cuore

Siamo d'accordo. E l'ho già ripetuto in altri topic: se vai a puttane (o in questo caso a lap) con il cuore, stai sbagliando qualcosa e hai bisogno di ben altro che non sia la figa.
 
Il mese scorso, parlando con una ballerina, mi esprimeva il suo disappunto — già sentito da molte altre — sui gestori che la spingono a "pollizzare" i clienti per farli venire al locale a consumare, perché il locale non attira clienti di suo e ci devono pensare lei e le sue colleghe. Al suo rifiuto fermo, ha perso il lavoro. Si rifiuta perché è come portarsi a casa il lavoro: tenere quotidianamente i piagnistei dei polli in quel gioco di finzione, solo per fidelizzarli. E sempre poi una volta svelato il gioco sono sempre loro a dover sopportare le lamentele e la pressione dei polli mentre gli altri stanno pacifici e sormioni all'ombra.
 
Il mese scorso, parlando con una ballerina, mi esprimeva il suo disappunto — già sentito da molte altre — sui gestori che la spingono a "pollizzare" i clienti per farli venire al locale a consumare, perché il locale non attira clienti di suo e ci devono pensare lei e le sue colleghe. Al suo rifiuto fermo, ha perso il lavoro. Si rifiuta perché è come portarsi a casa il lavoro: tenere quotidianamente i piagnistei dei polli in quel gioco di finzione, solo per fidelizzarli. E sempre poi una volta svelato il gioco sono sempre loro a dover sopportare le lamentele e la pressione dei polli mentre gli altri stanno pacifici e sormioni all'ombra.

Cercano di battere cassa finché possono, perché ormai i polli sono in diminuzione, vuoi per soldi, vuoi per abitudini, da quello che sento io i giovani e gli adulti di oggi preferiscono fare altro piuttosto che pollizzarsi e quelli che si fanno polli si stufano in fretta.
Restano i polli di mezza età o piú vecchi che prima o poi mollano anche loro, specie dopo che sono stati trattati da idioti.
Ovviamente, stima per la ragazza che ha rifiutato il pollo, ci guadagna in sanitá mentale.
 
Cercano di battere cassa finché possono, perché ormai i polli sono in diminuzione, vuoi per soldi, vuoi per abitudini, da quello che sento io i giovani e gli adulti di oggi preferiscono fare altro piuttosto che pollizzarsi e quelli che si fanno polli si stufano in fretta.
Restano i polli di mezza età o piú vecchi che prima o poi mollano anche loro, specie dopo che sono stati trattati da idioti.
Ovviamente, stima per la ragazza che ha rifiutato il pollo, ci guadagna in sanitá mentale.
Certi polli e ballerine sono la faccia della stessa medaglia. Il pollo geloso e la ballerina con la maschera.
 
Cercano di battere cassa finché possono, perché ormai i polli sono in diminuzione, vuoi per soldi, vuoi per abitudini, da quello che sento io i giovani e gli adulti di oggi preferiscono fare altro piuttosto che pollizzarsi e quelli che si fanno polli si stufano in fretta.
Restano i polli di mezza età o piú vecchi che prima o poi mollano anche loro, specie dopo che sono stati trattati da idioti.
Ovviamente, stima per la ragazza che ha rifiutato il pollo, ci guadagna in sanitá mentale.
Una "ballerina" con un pò di cervello sa come fare in modo che il pollo non si stufi mai di lei;e soprattutto non è così idiota da far capire all'idiota che lo sta trattando da idiota!
 
Sai che pazienza che ci vuole a sentirlo poi quasi ogni giorno per telefono tra messaggini e cuoricini.
Lo posso immaginare. Ma ricordiamoci che spessissimo le telefonate contengono la di lei frase:" Amore,sono in guai seri! Se non pago l'affitto/la luce/l'intervento chirurgico di mia madre morente/la parcella dell'avvocato di mio fratello/il mutuo di mia nonna,sono rovinata! aiutami tu,ti prego tesoro mio adorato! Giuro che ti ridò tutto fino all'ultimo centesimo!"
Quindi,è vero che è lancinante sentire il pollo ogni giorno,ma pure redditizio...
 
Lo posso immaginare. Ma ricordiamoci che spessissimo le telefonate contengono la di lei frase:" Amore,sono in guai seri! Se non pago l'affitto/la luce/l'intervento chirurgico di mia madre morente/la parcella dell'avvocato di mio fratello/il mutuo di mia nonna,sono rovinata! aiutami tu,ti prego tesoro mio adorato! Giuro che ti ridò tutto fino all'ultimo centesimo!"
Quindi,è vero che è lancinante sentire il pollo ogni giorno,ma pure redditizio...
Ma il pollo può diventare molto stressante per lori.

IL POLLO STRESSATORE
All'inizio per il pollo c'era amore. Vero, ingenuo, totale — quello che non calcola, non si protegge, non si chiede se merita una risposta prima di darla. Poi gli eventi, come un producer spietato dietro le quinte di un copione già scritto, hanno riscritto la scena pezzo per pezzo: il silenzio al posto della parola, l'accusa al posto del grazie, l'attesa al posto della certezza. E quell'amore, colpo dopo colpo, si è prosciugato fino a lasciare solo il suo residuo più amaro — risentimento, astio, la sensazione di aver recitato una parte in un film che qualcun altro dirigeva.
Anche lui ha pollizzato, a modo suo — e in certi momenti è andato oltre, in un territorio che oggi fatica a guardare senza disagio. Messaggi mandati e rimandati nella stessa ora, l'impossibilità di lasciare un silenzio senza riempirlo, l'auto guidata di notte verso una casa che non era la sua solo per controllare, per sapere, per placare un'ansia che aveva smesso da tempo di essere amore e si era trasformata in qualcos'altro — un bisogno ossessivo di certezza su una persona che certezze non ne dava.
Non lo nasconde, non lo giustifica con il dolore che lo ha preceduto. Lo riconosce per quello che era: un comportamento che, se non fermato, può scivolare ovunque. E proprio nel riconoscerlo, senza scuse, ha trovato la prima vera crepa nel proprio copione.
Perché ogni pollo arriva a un bivio. Restare a bruciare nella stessa fiamma, ripetendo lo stesso schema fino a confondersi con gli altri abitanti del circo — oppure fermarsi, guardare indietro senza vergogna, e scegliere la consapevolezza. Non la vendetta, non la rivincita — solo la lucidità di chi capisce che il fuoco non va più alimentato.
È in quella scelta, non nel dolore che l'ha preceduta, che si misura la differenza tra chi resta pollo per sempre e chi smette di esserlo.


LA BALLERINA CON LA MASCHERA
Nel circo esiste anche lei — la ballerina che non balla per arte ma per sopravvivenza, e ha imparato a confondere le due cose così bene da non ricordare più la differenza.
Sa sedurre, sa promettere, sa far sentire speciale chi le sta intorno — finché ne ha bisogno. Poi sparisce, si irrigidisce, diventa scortese con la precisione di chi ha calcolato che puoi permettersi di perdere. Ti chiama da quattro spicci quando deve mancare alle promesse dette, ti ignora quando non le servi, e chiama tutto questo - così è la vita-
La sua arma più affilata è la tossicità intermittente — calda quando ha bisogno, fredda quando ha ottenuto. Ti convince che il problema sei tu: troppo presente, troppo esigente, troppo qualcosa. E intanto prende — il tuo tempo, la tua energia, il tuo lavoro, la tua generosità — con la naturalezza di chi è convinto di meritare senza dover dare.
E quando l'equilibrio si rompe, quando il pollo osa chiedere invece che dare, l'acidità prende il sopravvento. Non litiga — colpisce. Cerca il punto più fragile, quello che il pollo stesso le ha consegnato in un momento di fiducia, e lo trasforma in arma. Una particolarità fisica, un modo di parlare diverso dagli altri, una vulnerabilità che non aveva scelto e che le aveva confidato credendo si fosse al sicuro — tutto diventa insulto, tutto diventa motivo di scherno. Lo umilia -anormale malato di mente schizzato- esattamente dove sa che fa più male, perché ha imparato a memoria le crepe altrui solo per saperle usare al momento giusto.
Ma il suo schema non cambia mai. Cambiano i nomi, cambiano i volti, ma la coreografia resta identica: prendere finché c'è qualcosa da prendere, respingere quando il conto si fa pesante, sparire quando arriva il momento di restituire. Non impara, non si guarda allo specchio, non si chiede perché ogni storia finisca uguale alla precedente.
E anche quando il necessario è già garantito — quando le mancherebbe poco o nulla per stare bene — non si accontenta mai. La fame non è di bisogno ma di abitudine, una voragine che nessuna quantità di attenzioni, di aiuto, di sacrificio altrui riesce a colmare. Più riceve, più pretende; più le si dà, meno basta.
Ed è qui il suo limite più profondo: non la cattiveria, ma l'incapacità di uscire dal proprio cerchio. Resta intrappolata nella coreografia che ha scelto, mentre intorno a lei le persone imparano, cambiano, se ne vanno per non tornare più nello stesso ruolo.
Ma può arrivare il momento in cui le certezze scricchiolano, i sostenitori si diradano. Ed è allora che riemerge — con un messaggio, una domanda, un sorriso che sa ancora di promessa. Cerca di nuovo chi aveva scartato, chi aveva chiamato da quattro spicci, chi aveva trattato da scemo utile, chi aveva sminuito.
Il pollo che resta pollo tornerà credendo che il Fato ora sia a suo favore oppure se il pollo ha già attraversato il fuoco, ha imparato il prezzo delle maschere, e sa riconoscere lo schema — perché lo ha vissuto sulla propria pelle una volta di troppo- abbandonerà il gioco senza risentimento.
La ballerina può continuare a ballare. Ma certi polli non tornano più in prima fila.
 
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