Ma la vostra fidelizzata ideale come la immaginate, quali sono le qualità ideali?
Eta', canoni estetici, disponibilita', grado di partecipazione.
La condividevo tacitamente, ma consapevolmente, con un altro iscritto (anche se della sua presenza ho imparato circa a meta' strada) e forse inconsapevolmente con qualche altro, quindi se egli (loro) leggendo la riconosce (riconoscono), sicuro si fara' (faranno) due risate e ricordera' (ricorderanno) con simpatia ed anche un po di nostalgia, come sto facendo io, ora.
Era la mia fidelizzata ideale. Non sapevo che quella era la mia fidelizzata ideale. Ne ho preso consapevolezza in parte mentre ci stavamo frequentando, e poi, definitivamente, solo dopo, quando non ci siamo visti piu'.
Ha ventidue anni. Italiana di origine balcanica, anche se, non sapendolo, avresti detto latina del centro america o al massimo nord-africana. Mora, non molto alta, un po' booty, viso incantevole con smorfia perennemente imbronciata/assonnata. Sexissima. E' incazzata col mondo, in continuo conflitto interiore, perchè, a suo avviso, non ritiene giusto che esistano persone straricche mentre invece lei no. Ha ventidue anni.
Io di anni ne ho piu' del doppio dei suoi. Ho gia' avuto i suoi stessi conflitti interiori e pure molti altri, li ho risolti, ne ho avuti altri e li ho risolti, e cos' via. Insomma, sono un adulto. Sto vivendo un momento difficile ed è credo per questo motivo che sto andando molto a troie. Il nostro incontro è del tutto casuale, nel senso che io, quel giorno, non mi ero affatto svegliato sapendo che io e lei avremmo fatto sesso. Non avevo programmato nulla, nessun sito, nessuna recensione, nessuna attesa che aumenta il desiderio o attesa che è il desiderio stesso, o qualcosa del genere. Nulla. E' capitato solo che, senza nessun motivo, mi rammento che durante l'estate, per circa un mesetto, un paio di italiane hanno messo Bologna a ferro e fuoco a forza di pompini stereofonici e sontuose scopate, vuoi in threesome vuoi in singola, a seconda di come preferivi. Poi sparite. Mi rammento che quando leggevo le recensioni mi saliva un gran voglia di andarci ma non so perchè qualcosa mi impediva sempre di farlo. Ora siamo in dicembre. Le tizie sembrano aver fatto perdere le loro tracce. Sto chattando con un amico via sms. Ricodo che lui da loro c'è stato. Gli chiedo se ha conservato il numero di una delle due, quella piccola, quella che dalle rece mi sembrava confacermi maggiormente. Lui mi risponde che si, non sa se sia quello della piccola, ma che ha conservato un contatto telefonico. Grande! Me lo segno.
Sto viaggiando in treno da una citta' emiliana destinazione una citta' romagnola. Non devo fermarmi a Bologna, ma qualcosa mi dice che devo farlo.
E' tardo pomeriggio e fa freddo. Sto camminando per Via dei Mille quasi come uno zombie. Ho la sensazione che sono sceso per fare qualcosa ma non riesco a capire cosa. Nel dubbio, tiro fuori il numero che mi ero segnato e chiamo. Due squilli. Mi risponde, le chiedo se sto parlando quella alta o quella piccola: “Sono quella piccola!” Ride e mi dice che, si, una mezz'ora e posso andare. Fantastico, il caso vuole che sono proprio qui vicino. Il caso. Davvero, fosse stata a Borgo Panigale di certo non pigliavo autobus o taxi per andarci.
Busso. Mi apre. E mi trovo davanti decisamente quella “piccola” strutturata esattamente come cio' che desidero e ho sempre desiderato.
Ottimo sesso. Ottimo social. Il tutto reso ancora piu' ottimo dal fatto che è completamente inaspettato. Una sorta di manna dal cielo, per me, in quel momento della mia vita.
Le chiedo se le secca se ci rivediamo. Mi risponde che si, le secca se non ci rivediamo. Pero' c'è un pero'. E quale pero' c'è? C'è il pero' che io la mignotta non voglio farla piu'. Non ti sei accorto che non ci sono piu' annunci da almeno un paio di mesi? Quella alta prende una stanza, quando le tira, e poi ci alterniamo o facciamo in coppia, quando ci va, coi clienti che ci va, oppure come oggi, che lei ha un outcall, e mi ha costretto a stare qui per ammortizzare il costo della stanza, mentre oggi di stare qui non mi va per niente, quando mi hai chiamato ero qui fuori, stavo per salire sull'autobus per tornare a casa, ti ho risposto, non so perchè, mi sentivo che tu eri uno ok, io sono un po' sensitiva in queste cose, ma io mi sono rotta le balle di tutto questo, per uno ok che arriva altri dieci sono dei malati di mente maniaci sessuali. Le rispondo che lo prendo come un complimento, ma che spesso non è tutto oro quello che luccica, Ted Bundy docet. Ted chi? Ma insomma quindi, ci si ribecca o no? Fammici pensare – mi dice - mi piacerebbe, ma fammici pensare. Lasciamo passare Natale e le Feste. Richiamami in gennaio. E mi da il suo numero privato.
Questa cosa che “durante le feste ci deve pensare” mi intriga una cifra. Intuisco che deve aver buttato l'amo. Non sapro' mai se si è trattato di una strategia. Se lo ha fatto inconsapevolmente è stata un genio. Infatti passo tutte le festivita' pensando a lei che sta pensando se è il caso che ci rivediamo. Questo pensiero è come un tarlo, l'attesa, il desiderio, il desiderio, l'attesa, o qualcosa del genere. Nel frattempo faccio le mie indagini, sto attento ai vari forum, mi metto in contatto anche con un'entita' aliena per avere info esclusive. Ho la conferma che in effetti “la piccola” non lavora piu', almeno pubblicamente. Mentre invece “la alta” si. E pure parecchio.
Gennaio, il 7, cioè il primo giorno utile dopo le festivita'. Primo pomeriggio, freddo porco. Sto aspettando l'arrivo di un regionale in pieno entroterra romagnolo e la chiamo. Lei: “Ciao, mi fa piacere risentirti, si, sto bene, si, le feste sono andate bene, sono stata in montagna con amici, ci siamo diveriti, si, certo che ci rivediamo. Quando ti andrebbe? Se non hai problemi di giorno e orario ci penso io alla camera. Ti so dire domani dove e quando, ok?”
E da quel giorno, con la stessa modalita' (cioè lei che mi chiama il giorno prima dicendomi che la camera è libera - una delle stesse camere che affittano le troie russe da tour, invece che andare in hotel - e che se mi va la prende, se no ciccia, ci si becca la volta dopo) andiamo avanti così per piu' di un anno e mezzo.
Ma perchè proprio lei era la tua fidelizzata ideale?
I motivi sono molteplici, e forse, li hai gia' intuiti.
In primo luogo la paradossalita' della situazione. Mi piace vivere nelle situzioni paradossali. Mi piace essere in bilico ed essere sempre sorpreso, nella mia seconda vita. Mentre in quella vera, affatto. In quella vera, lavoro, famiglia, amici, tutto inquadrato che non ci entra uno spillo. In quella parallela, una giovane, fresca, inquieta e per nulla affidabile, incoerente ed esuberante ventenne che ti succhia l'uccello in pace e tranquillita', e pare, in esclusiva, è il top. Non mi era mai capitata una situazione del genere. E neppure la concepivo. Una prostituta che smette con tutti, tranne che con te. Da un certo punto di vista c'era quasi da andarne fieri di sta cosa. Glielo dicevo spesso e si rideva. Poi, quando scoprii che mi aveva mentito e non ero affatto l'unico ma ne esisteva almeno un'altro, per un attimo ne rimasi deluso, poi ricordo che ne fui sollevato. E, completamente spiazzato, ne rimasi ancor piu' conquistato di questa sua fanciullesca e troiesca slealta', condita poi da svariati bidoni, cambi di orario all'ultimo momento, ritardi. Tutte cose per le quali una volta si litigo' pure pesantemente, ma che poi si fece la pace. Incredibile, era come essere salito sulla macchina del tempo ed essere tornato indietro alla mia adolescenza. Che tenerezza. E lei era sempre piu' irresistibile in questo contesto.
Poi l'estemporaneita' degli incontri. La location era sempre differente. Il fattore sorpresa. Potevano avvenire in qualsiasi giorno della settimana, tranne il we, a causa mia. Mattina, pausa pranzo, pomeriggio (sera e notte per gli scapoli). Io stavo di solito un paio d'ore, a volte di piu' a volte di meno, ma non c'era un vero e proprio limite di tempo. A volte la stanza era condivisa (tempo e prezzo) con un'altra ragazza, no prof per così dire “arrotondante”, che una volta mi presento', e quindi il costo era ammortizzato. Altre volte no, e ci si è trovati anche a stare a letto per intere mattinate o pomeriggi. A volte si scopava, a volte si chiacchierava e basta. Era bello solo stare sdraiati a letto o sul divano a cazzeggiare. Si andava a sentimento. E se chiacchieravamo e basta lei non voleva soldi. Come soldi non mi ha mai chiesto per nulla, sebbene sapeva benissimo che avrebbe potuto farlo, come fanno tutte, le fidelizzate, in genere. Poi ci si è trovati anche alcune volte a uscire a prendere un caffè, a fare shopping, una colazione, un aperitivo. Una volta ci siamo anche ubriacati assieme. Almeno, io lo ero. Fu bello. Anche se le cose belle ti accorgi che sono belle solo quando non ce le hai piu'.
Poi è successo un fatto, nella mia vita, che ha prioettato su di essa nuovi scenari. Scenari che, al momento non capivo, ma che di fatto erano incompatibili con una frequentazione del genere. Un giorno le mando un sms chiedendole come mai è gia' da un po che non mi propone un incontro. Lei mi risponde semplicemente “Ti voglio un mondo di bene e te ne vorro' sempre, non scordartelo mai! Capito? Mai!”. Poi disattiva il numero e sparisce.
E' stata lei la mia fidelizzata ideale. Anche se forse fidelizzata non è la parola adatta.
ps. E' gia' capitato spesse volte che un GENIO iscritto a questo forum, stampa cio' che ho scritto e lo porta a far leggere alla ragazza, come un cagnolino fa con l'osso che gli lancia il padrone, la quale poi, leggendosi appellare “troia” “mignotta” “prostituta” in un contesto ove sono utilizzati pure i termini“pompini, cazzo, culo e figa”, non coglie il sarcasmo e poi se la rifa' col sottoscritto, a volte pure utilizzando la magia nera (è per questo che sto così messo), non capendo che egli è un poeta e che quindi ha licenze. Se il poeta scrive “troia” non significa che lui poi lo pensa davvero. E' solo una roba che lui scrive per bellezza.