danton ha scritto:
Gran bel thread che ha preso il volo!
Quoto!
Bellissima discussione.
Complessa, affascinante, stimolante.
danton ha scritto:
E mi provo a sintetizzare alcune ipotesi con secchezza quasi lapidaria:
1. La conoscenza rende liberi: è ossigeno per l'autodifesa del cervello, contro le cazzate inoculate/propalate/bombardate da tutti i POTERI di ogni dove;
La conoscenza forse non renderà liberi, ma quantomeno ci permette di sviluppare un certo spirito critico, di vedere bene le sbarre della prigione. E' un inizio.
Alla fine penso, come già espresso da altri, che sia fondamentale cercare di continuare a ragionare con il proprio cervello, limitarsi a cercare di farsi un opinione sui FATTI, non cercare un'opinione di qualcun altro e seguirla pedissequamente.
danton ha scritto:
2. I media (ha ragione l'amico Dylan) dovrebbero quantomeno essere indipendenti (senza entrare nello specifico, riconosciamo la grave persistenza del problema). Insieme è vero anche che la stampa e il giornalismo, per loro natura, sono sempre espressione più o meno parziale di una sommatoria di potentati (Rupert è un editore puro... eppure tresca a 360gradi con governi di destra e sinistra, in Europa come nel resto del mondo, nel modo che sappiamo... Un bel documentario, "OutFoxed" – titolo che è un chiaro gioco di parole – racconta un po' di cose sul modo di fare informazione in casa del magnate: è un esempio emblematico). La rete è l'utopia di una conoscenza circolante "dal basso". Bisogna sperare non venga strangolata, e anche un po' bisogna stare attenti a non cadere in una forma di speranzoso quanto ingenuo ottimismo: il popolo delle formiche resta pur sempre fatto di tante... formiche. Mentre, dalla presenza di giornali o telegiornali MIGLIORI, cosiccome di un pubblico esigente consapevole severo, una democrazia avrebbe da guadagnare tanto, tantissimo (le due cose invece, giornali scialbi o stupidi o in malafede, per lettori distratti e di bocca buona, vanno di pari passo, come rovesciando un processo entropico nel suo contrario, dal ciclo virtuoso a quello vizioso!);
Io non credo che esista un Grande Fratello, ma tanti Piccoli Cugini.
Esistono vari gruppi di potere politici/industriali/economici che cercano di orientare il più possibile le nostre scelte.
Ed il modo migliore di orientare le nostre scelte è tramite i media.
D'altronde quando mai i giornali non sono stati schierati? E' mai esistito un giornale imparziale? Ricordo che chi era di destra leggeva solo certi giornali, chi era di sinistra leggeva solo altri giornali.
Ogni tanto compro IL GIORNALE e L'UNITA' insieme, incredibile come la stessa notizia cambi aspetto.
danton ha scritto:
3. Panem et circenses funziona sempre. Non fa male il divertimento, che è parte della cultura (cioè della vita). Però fa male il divertimento usato come un'arma, il corrispettivo di un oppiaceo per stordire le intelligenze e narcotizzarle. Cito durevole: "dovremmo imparare a dividere il nostro tempo e il nostro pensiero tra le tette della collega e la drammaticità che ci circonda". Proprio così. Invece, per lo più, i media affidano un commento sulla "drammaticità che ci circonda" alle tette parlanti di una collega. Tutto si mescola con tutto, perseguendo un'indistinzione malintenzionata, avente per unico nemico lo spirito critico. È una forma tipica del complotto. Ovviamente non c'è un complotto, se non per metafora. Non c'è un burattinaio, la nostra società non può essere ridotta a uno o pochi burattinai, tanto più in età globalizzata. C'è però la cupola coesa dei detentori e manovratori del Potere. Potrebbero essere, al limite, persino alcuni milioni di persone. Comunque un "milieu" piuttosto coeso. Detentore di un'ideologia in atto, e infatti ha detto bene qualcuno: "le pecore nere", chi canta fuori dal coro, tendenzialmente è un reietto, o un reietto potenziale.
Panem et circenses.
Un elettorato apatico, pronto a farsi condizionare facilmente con quattro parole di rito non sarebbe forse il sogno di ogni politico?
Un bacino d'acquirenti lobotomizzati non sarebbe forse il sogno di ogni venditore?
[youtube:1ge5edre]http://www.youtube.com/watch?v=6vv3i9iQ9Bo[/youtube:1ge5edre]
A me sembra di notare inoltre un generale abbassamento della qualità dell'informazione, o forse è più un tentativo di condizionamento verso il basso.
Voglio dire che ormai ai TG non si parla dell'argomento, si ascoltano le dichiarazioni del politico di turno sull'argomento.
I giornalisti si preoccupano di dare la notizia prima degli altri, di renderla appetibile, più che di verificarne l'attendibilità .
danton ha scritto:
La rete è l'utopia di una conoscenza circolante "dal basso".
Occorre però fare attenzione, la rete ci offre un surplus di informazione, ma alla fine occorre spirito critico anche lì.