Mi accodo a questa discussione. Quanto sto per raccontare mi è successo prima di incontrare la pay con cui avevo appuntamento, per cui assimilabile ad una “cosa assurda”.
Sono a Trento e a sorpresa mi ritrovo con il pomeriggio completamente libero. Decido quindi di prendere appuntamento con una pay del posto, che guarda caso si molto vicino. Concordiamo via whatsapp per 35 minuti dopo ma arrivo in corso Buonarroti con 20-25 minuti di anticipo, che mi serviranno per ispezionare la zona ed eventualmente cercare un parcheggio.
Vado a fare il biglietto del parcheggio e non posso non notare una bella ragazza che staziona sul marciapiede dall’altra parte della strada. Il mio istinto maiale mi fa capire subito che non sta aspettando l’autobus… Infatti mi saluta, rispondo al saluto ma tiro dritto verso la macchinetta del parcheggio. Tornando alla macchina la ragazza mi saluta di nuovo e mi viene incontro.
Inizia una conversazione un poco surreale, ma tranquilla. Mi chiede se sono di mentalità aperta, dice che sta iniziando un nuovo lavoro e se poteva interessarmi. Mi induce a chiederle che lavoro sia, anche se lo immaginavo. Infatti risponde “io faccio l’amore” lasciando trasparire un po’ di imbarazzo. Lei è veramente bella e giovane: viso ovale, occhi da cerbiatta, capelli ricci raccolti a chignon, pelle leggermente mulatta ma chiara. Vestita in jeans e top nero che le lascia scoperto l’ombelico e fa risaltare una bella scollatura. Ho gli occhi incollati sulle tette, che si intravedono da sopra.
Mi invita a fare due passi per farmi vedere dove abita, ma malgrado tutto io non avevo intenzione di farci niente, avendo già un’altro appuntamento. Lei è d’accordo e vuole solo farmi vedere dove abita, senza entrare, per poi lasciarmi il numero di telefono per l’appuntamento vero e proprio.
Ho questi 20 minuti liberi e decido di passarli così. Facciamo due passi dove si chiacchiera e soprattutto mi fa un sacco di complimenti. Arrivati sul posto un centinaio di metri più in là, mi dice che quello è il palazzo, ma che per non dare nell’occhio a tutti i condomini, fa entrare i suoi clienti dai garage nel seminterrato a cui si accede tramite una scala chiusa da un cancello senza chiave. Lei scende ed io la seguo dopo aver controllato che non ci fossero tipi loschi nascosti o telecamere di sorveglianza.
Una volta sceso, vedo che insiste a dirmi che quella era la porta dove sarei entrato. Poiché aveva un modo di fare un po’ da pazzerella, la lascio parlare ma stavo solo pensando ad andarmene da lì. Lo spazio è piccolo, ma totalmente riparato.
Di punto in bianco inizia a chiedermi se sono ben dotato e se riesco a far godere le donne. Rispondo sorridendo che dipende da tutti due, quindi non sempre. Mi chiede allora come me la cavo con le dita. Rispondo che ci riesco sempre, ed anche con la lingua (anche se non è vero, ma non mi interessava).
Mi mette le mani sul pacco che immediatamente diventa di marmo. Mi slaccia e mi abbassa i miei jeans. Sono eccitato come un mandrillo. Si abbassa parzialmente i jeans e sotto non ha le mutande. Intravvedo la patata da davanti, con il cespuglio rasato ma non a zero, corto.
Mi prende una mano e se la infila tra le cosce e mi sussurra ad un orecchio che se con un dito la sgrilletto e le ciuccio un lobo, lei viene… Non me lo faccio ripetere. Con il dito medio la sgrilletto, con l’altra mano le prendo una chiappa e contemporaneamente la ciuccio tra collo ed orecchio. Lei si dimena come un’anguilla, anche troppo ed anche in maniera strana, scomposta. Sarà il posto, boh. Ancora non ci credo che mi sia successa un’avventura del genere.
Continua dimenando il bacino avanti ed indietro, dicendomi dove toccare, cosa fare e cosa no, fermandosi, ripartendo subito e dicendo frasi sconnesse. Penso che questa è completamente pazza. Mi fa strizzare le tette, una bella quarta soda, finché di colpo si ferma e dice di essere venuta. Una strana venuta, ma d’altronde non esiste uno standard.
Si riveste velocemente e mi dice adesso tocca a te. Io rifiuto. Ero soddisfatto così è poi questa non la conosco, non so chi sia ed il mio pisello non glielo infilo da nessuna parte. Ovviamente lei non insiste.
Due secondi di ripresa e poi si ritorna in strada sempre parlando. Ci salutiamo lei mi ricorda il nome, chiede il mio (falso) e mi lascia il suo cellulare per poterla incontrare e completare l’opera due ore dopo. Mi dice anche di avere 17 anni, ancora per un paio di mesi, probabilmente per lanciarmi un messaggio che mi sarebbe servito da lì a poco. Subito mi si gela il sangue, ma pensandoci dopo, valuto ne avesse almeno 22-23. Aveva anche una cicatrice sulla pancia.
Arrivo puntuale dalla mia pay e salgo. Contrattiamo il servizio ed essendo nuova faccio per pagare subito. Mi accorgo solo in quel momento che la troia di prima mi aveva ripulito il portafoglio di tutte le banconote. 170 euro. Per fortuna cellulare e carte di credito sono rimaste al loro posto. Il portafoglio lo tengo in un borsello chiuso, mai sulle tasche dietro proprio per evitare i furti. Quindi in tutto quel dimenarsi, lei mi ha aperto il borsello, sbagliato tasca, aperto la seconda tasca e trovato il portafoglio lo ha svuotato, rimesso a posto e chiuso il borsello. A quel punto ha avuto l’orgasmo… falso come le banconote che avrei dovuto avere in quel momento. In pratica mentre le ravanavo la figa, lei mi ravanava il borsello.
La pay invece si è dimostrata molto dispiaciuta e comprensiva. Nessun servizio ovviamente, ma qualche parola di conforto, compreso il fatto che non ero il primo suo cliente a raccontare fatti simili. Mi offre da bere e si valuta se fare una denuncia, ipotesi scartata subito tanto i soldi non li avrei più visti e come avrei raccontato il fatto ai carabinieri? Di certo sarei passato da vecchio porco e la sua versione sarebbe stata di certo a mio sfavore. Inutile chiamarla al cellulare, il numero è di un’altra ragazza del tutto ignara. L’avrà ascoltato da qualcuno. Amen.
La palpata più costosa della mia vita. Di certo mi ha fregato come un fesso, ma con molta maestria.
PS: tutto questo è successo ieri, per cui attenti se passate da quelle parti.