A me la cosa più strana è capitata in un non-incontro che non si è mai svolto perché ho fatto dietrofront direttamente all'ingresso.
Poche estati fa. Avevo appuntamento con questa rumena che stranamente riceveva in un paese della bassa Valseriana, provincia di Bergamo. Questo già era strano perché nessuna mai ospita in quella zona un po' fuori mano, ma già da qualche mesetto sempre un'altra rumena (mai incontrata e mai contattata) aveva annunci sempre in quel paese insolito, quindi ne conclusi che non poteva essere una coincidenza e sicuramente questa nuova doveva essere una sua amica.
Sta di fatto che arrivo nel luogo concordato e mi ritrovo in una zona di villette a schiera al confine con prati e boschi, sicuramente molte (o tutte) adibite a case di villeggiatura. Era sera, quindi praticamente tutto buio pesto al di là delle case. Le scrivo e mi fa attendere, poi risponde e mi dice cinque minuti. Il mio disagio aumenta perché sembro palesemente un malintenzionato essendo lì fermo al buio immobile senza apparente motivo. Mi metto alla luce vicino al citofono per non sembrare che sto nascondendomi, ma l'unica presenza vivente che si vede e si sente è a cinquanta metri da lì, lungo la stessa via, nello stesso complesso di villette in cui sto attendendo, dove si sente un vociare di gente allegra. La pazienza stava ormai finendo quando lei mi scrive ancora, stavolta mandandomi all'indirizzo giusto, stesso numero ma due lettere più in là. Ti pareva, il solito giochetto dell'indirizzo sbagliato. Proseguo di qualche decina di metri e arrivo ad un altro citofono, stavolta molto più vicino alla casa in cui le uniche anime vive in vista stavano festeggiando, adulti e bambini. Anzi, pare proprio lo stesso ingresso che conduce, tra le altre, anche alla villetta con queste persone in giardino. Mi capita all'orecchio qualche battuta e... sembra proprio parlino rumeno. "Sono qui", le scrivo. Attesa. Vabbe' ragazza, addio. A quel punto una delle persone che stava facendo baldoria mi vede. È un uomo sulla quarantina. Parla in italiano, ma con accento rumeno, a qualcuno vicino a lui: "ah, guarda che c'è il tuo amico!", e poi rivolto a me: "ciao! Vieni, vieni pure! Ti apro il cancellino!" nel modo più gentile e disinvolto che possiate immaginare.
Io sono pietrificato, a bocca aperta dalla sorpresa, per qualche motivo apro il cancellino e faccio un paio di passi sul vialetto mentre mi viene incontro esattamente la ragazza dell'annuncio. "Ciao, ehm... scusa ma in stanza c'è la mia amica con un cliente, pensavo avrebbe finito prima... Se vuoi però possiamo farlo nella tua macchina, sei qui in macchina?". Io ancora incredulo biascico qualcosa tipo "no in macchina no" e me ne vado senza salutare. Dopo un minuto mi scrive "scuza tesoro".
Ma dove cazzo ero finito?