Senza voler passare per qualunquista, qualora il rapporto sia vincolato da uno scambio economico o di altra natura non c'e' gelosia che regga.
Il regime di esperienza di intrattenimento, un po' come al cinema o a teatro, mette al centro dello scambio la soddisfazione del cliente, almeno nelle intenzioni dell'intrattenitore/ice.
E non per caso ci stanno simpatici attori (o ruoli) piu' di altri, come ci puo' star simpatico l'elettricista che ci ripara una presa in casa, al di la' della mera prestzione per cui e' presente e pagato.
Siamo esseri umani, nel bene e nel male.
Se si esce da questo focus cambia radicalmente il contesto delle considerazioni da fare.
E molte ragazze, prostitute o meno, pur conoscendo bene, oppure ignorandolo deliberatamente, conoscono il vantaggio di giocare sul confine di questo limite.
Non a caso una delle sigle piu' richiesta, se pur ognuno a modo suo, e' appunto il GFE. Cosi' come in un film cerchiamo appunto una sorta di coinvolgimento paraemotivo o pseudoemozionale.
Insomma e' sempre necessario tener presente dove sta il limite tra la realta' e la finzione scenica anche e soprattutto con una prostituta.
E sto seriamente pensando che le paghiamo piu' per non aver rotture di coglioni dopo che per l'esperienza sessuale in se'.
Ma tant'e, a volte si svalica.
Che fare ?
Al di la' della prestazione ci sta la vita reale, e nella vita reale ognuno ha le sue regole, difficile dare indicazioni.
Io personalmente penso che date due persone libere e adulte ciascuna sia libera di adottare i comportamenti che meglio crede anche nelle interazioni con altri individui ivi comprese le relazioni sessuali, l'altro individuo a sua volta, in nome della stessa liberta', dovra' rispettare la situazione cosi' com'e'.
Qualora, a qualsivoglia titolo, uno degli individui avanzasse delle pretese comportamentali sull'altro, dovrebbe questo per primo mettere sul piatto della bilancia qualcosa di concretamente equivalente.
In soldoni, e' troppo facile schiamazzare insultare, urlare, piangere e battere i piedi per terra (si... la scena e' e'stremamente infantile) perche' un cliente va con un'altra. Pensare di aver tutto sempre e comuncuqe e' una caratteristica spiccatamente femminile, soprattutto sul piano relazionale.
Eppure certe scelte forti, come quella di prostituirsi, portano conseguenze altrettanto forti, come delle limitazioni sul piano relazionale.
E non nascondiamoci dietro un dito: al netto degli scambisti seri (dove l'avere sesso con altri partner e' espressione stessa di un rapporto esistente di una certa natura e in quanto tale complicita') non ci sono uomini o donne che accettano di andare in deroga ad una naturale necessita' di sentirsi desiderati e unici agli occhi di un potenziale partner.
Quindi per me la questione e' fin troppo facile: finche' i rapporti sono reciprocamente leggeri, ognun si sollazzi come gli pare senza recare fastidio al prossimo, in virtu' di una manifestazione come quella descritta dal collega, se profondamente sincera, deve conseguire una presa di coscienza e una proposta di impegno altrettanto seria e concreta che ne giustifichi le esternazioni.
Tutto il resto sono capricci isterici e fuffa di una persona troppo abituata ad aver attenzioni addosso e soldi facili per le mani.
Con questo non voglio dire che fare la prostituta sia facile, ma il facile soldo porta spesso a pensare che i diritti siano sempre dovuti o addirittura si possano comprare con i soldi.
Mettersi in gioco davvero nella vita reale per una persona che ci piace e' cosa molto piu' difficile.
E' piu' facile strillare e battere i piedi per terra, oppure lamentarsi, tanto qualcuno prima o poi ci casca....