Non credo proprio.
La Cina sta mettendo in serie misure "protezionistiche" (eufemismo) per quanto riguarda l'export di capitali su estero, in particolare per quanto concerne le attività ludiche e/o che riguardano il divertimento "generativo".
Stanno vendendo Wanda (cinese al 90%) che col calcio aveva parecchio le mani in pasta, l'Inter cinese quasi in toto ha capitali (sorretta a sua volta da una multinazionale) ma non può investire (pena il blocco del mercato interno...), il Milan è un caso particolare (quasi terminale, purtroppo) e il mercato interno dei calciatori è stato stringato dopo l'ultimo e folle acquisto di Tevez.
In ogni caso non è solo il mercato interno ad avere problematiche di questo tipo, anche su estero molte imprese cinomade hanno dovuto limitare acquisizioni di rilievo (basti guardare la "svendita" in corso nelle mayor hollywoodiane), il tutto per ricominciare a reinvestire nella terra di origine.
Io lavoro presso una multinazionale cinese di origine, ma con varie "diramazioni" o stacked (gergale), con uffici parificati in Giappone (ind), Singapore (ind), Taiwan (dip) e non c'è nazione di rilievo in cui non abbiamo un "ufficio" (in Italia infatti non ci siamo...).
Ti posso dire che negli ultimi 4 mesi (casualmente è la data in cui si sono riuniti i "capoccia" a Pechino e poi a Taiwan) abbiamo rallentato parecchio il ritmo, non tanto nel lavoro, ma nell'espansione (in sostanza meno acquisizioni), "riconvertendo" l'attività da logistica instesa come spostamento (merci e non solo) a fissa.
Per esempio io sono andato a metà 2017 in terra Sudamericana per verificare (fattibilità) e iniziare la costruzione di un warehouse.
FIno ad ora invece ci appoggiavamo sempre a terzi, ma con le nuove norme sta diventando tutto molto più complesso.