Una storia di mezzo secolo fa
Vi racconto una rece di 50 anni fa...
Frequentavo una compagnia di amici in cui l'età variava dai 16 ai 22 anni.
Ci ritrovavamo le sere d'estate al bar del paese, i più vecchi del gruppo raccontavano le loro avventure amorose e noi giovani stavamo affascinati ad ascoltare.
Col senno di poi so che 3/4 di quei racconti erano inventati, ma allora era eccitante ascoltarli.
Una sera entrò nel bar uno degli amici più vecchi, che chiamerò Gianni, che ci raccontò di aver appena scopato con una tardona.
Allora le donne di una certa età non si chiamavano Milf o Granny, una che aveva più di trentanni, e non era ancora sposata, era una "Tardona".
Per farla breve, Gianni ci raccontò di questa sua esperienza arricchendola di particolari e dicendoci che la tipa era veramente assatanata, che qualunque soggetto maschile le capitasse a tiro, se lo scopava.
Insomma, nel giro di una mezz'oretta, c'eravamo raccolti in un gruppetto di tre o quattro giovanissimi che pregavamo sto Gianni di dirci chi era la tipa e dove abitava.
Gianni fece di più: avendo lui l'automobile, noi ancora il motorino, ci caricò in auto e ci portò a casa della tardona.
Eravamo in quattro, tutti sotto i 18 anni, più Gianni.
Arrivammo a casa della tipa e lei, che a me sembrò molto perplessa e imbarazzata, ci fece comunque entrare.
Ora è d'uopo fare una breve descrizione della donna, sebbene passati così tanti anni ho l'impressione di immedesimarmi nei panni di Adso da Melk, con la differenza che il giovane monaco doveva richiamare alla propria mente una storia d'amore con una giovincella, mentre io devo ricordarmi di un squallido rapporto sessuale con una vecchia.
Abbiate pietà!... Come diceva il buon vecchio Fantozzi...

Nelle mie aspettative la tardona doveva avere 30, 35 anni, al massimo 40. Invece mi ritrovai al cospetto di questa vecchia 60enne con i capelli bianchi, un po' trasandata e spettinata, con un grembiule da cucina di quelli che si usavano in quegli anni, e che sembrava mia nonna.
Inutile dire che, nonostante il costante bisogno di scopare abbinato all'essere sempre in bolletta di quel periodo, non l'avrei scopata nemmeno se mi avesse pagato.
Sta di fatto che mi ritrovai a partecipare alla conta per stabilire l'ordine d'ingresso in camera da letto.
Il primo, nonostante l'avesse scopata qualche ora prima, fu Gianni... Che pelo sullo stomaco che doveva avere quel soggetto!...

Io fui il quarto. Rifiutarsi era impossibile. Sarebbe stato come per un affiliato di un'organizzazione criminale rifiutarsi di eseguire un ordine. Si rischiava la pena di morte mediatica, ovvero la pubblica gogna al bar.
Naturalmente il rapporto sessuale sarebbe stato tutto scoperto, tanto la vecchia non correva rischi di gravidanza, e l'HIV allora era ancora e solo nel sangue delle scimmie.
Quando entrai in quella stanza fui contento di vedere anzi, di non vedere perché eravamo quasi al buio, la vecchia già distesa sul letto. Mi risparmiava un problematico preliminare. Del resto erano già passati altri tre prima di me, e qualcosina le avranno pur fatto. Lei era a gambe aperte, immobile come un sacco di patate.
Mi abbassai i pantaloni e salii sul
talamo. Tentai di penetrarla con il pene moscio, e naturalmente non ci riuscii, nonostante non dovesse essere proprio stretta stretta, visto che erano già da poco passati altri.
Allora feci ricorso a tutta la mia immaginazione, e cercai di pensare a qualcosa di piacevolmente erotico.
Non so come, non so perché, credo per quel po' di calore che ancora la vecchia emanava da in mezzo alle gambe, con il pene ancora moscio riusci a venire.
( Performance, quest'ultima, che mi riesce solo ora che ho più di 60 anni...

)
Ho ancora il trauma. Non sono più riuscito a scopare con una donna che avesse più di 50 anni, tranne con la mia compagna... ma questa è un'altra storia.