E' una domanda alla quale si può rispondere in modo "meramente tecnico": ad esempio <mi piace slinguazzare, farmelo succhiare senza, fare 2-3 posizioni ect ect >.
E poi invece si può approfondire e cercare di capire perchè continuiamo a farlo e rifarlo. Solo perchè ci piace scopare delle belle fighe senza fare troppa fatica? Beh, non è certo cosa da poco ma non credo che sia tutto lì. In realtà quando il nostro hobby diventa un vizio forse non è più solo una questione di scopare bene, subito e con chi vuoi tu. Ripeto, sicuramente non è cosa affatto scontata potere scegliere come quando e dove però credo anche che ci sia dell’altro.
L’abitudine ad esempio.
Un conto è togliersi uno sfizio altro discorso è dedicare comunque una parte abbastanza costante del proprio tempo e dei propri pensieri all’hobby.
“Con chi vado la prossima volta?”;
“Chissà se quella tizia è brava oltre che bella?”;
“Cosa dicono i colleghi di quella tale?”
Quando l’atto viene reiterato e oltre all’atto in sè c’è tutto un contorno di pensieri, di ricerca, di condivisione, allora non è più solo una questione di scopare ora e subito. Piano piano il vizietto finisce con l’occupare una parte della tua vita non indifferente. L’abitudine appunto ti porta a continuare e a viverti l’hobby in un certo modo piuttosto che un altro. Molti tra di noi, ad esempio, hanno conosciuto altri colleghi qui nel forum e sono nate delle comitive, delle amicizie. Si condividono esperienze, si parla di puttane, si fanno viaggi assieme, si tromba e ci si confronta.
Quindi non è più questione di trombare ora e subito con chi vuoi tu. Sì è vero, tutto nasce da lì però se andare a puttane ti piace e continui e conosci altri colleghi allora è probabile che il vizio si allarghi.
Torniamo alla domanda “perchè paghi?”.
C’è chi paga solo per scopare e chi paga perchè gli piace proprio andare a puttane.
Mi sono accorto che almeno per me non è solo una questione di scopare. Ogni volta diventa una sorta di avventura, un film nel quale ti senti protagonista e che fino alla fine non sai come va a finire. E’ una sorta di gioco di ruolo se vuoi. Dismetti gli abiti da lavoro, cessi di essere un impiegato, un marito, un fidanzato e diventi un punter.
Il piacere della scelta.
Non scegliamo solo la bionda o la mora o il bel culo. Scegliamo davvero come vivere una fetta del nostro tempo a nostra completa discrezione. Nella vita (parlo per me) raramente capita di potere scegliere come avviene, invece, quando si va a puttane. La vita è piena di compromessi e scelte quasi obbligate. Ed invece quando andiamo a puttane scegliamo pensando solo a noi stessi e a quello che ci piace e ci fa stare bene. Quello che ci stuzzica in quel preciso istante. Quello che da tempo abbiamo desiderato e covato silenziosamente. Quello che ci fa stare bene e ci fa sentire sicuri e appagati.
E anche una illusione come qualcuno ha scritto. E’ sicuramente vero. Anche un film è finzione, ma è ugualmente una forma d’arte ed essere spettatore di un film è sicuramente un piacere. Una finzione talmente ben riuscita che ti coinvolge e ti tiene con il sedere sulla poltrona fino alla fine. Il punter non è spettatore di un film ma è il protagonista. Come ha scritto il buon Gomez a volte piace pensare che sotto sotto anche la girl goda. E’ vero, è un pensiero che ha sfiorato anche me più volte. Una brava puttana deve sicuramente sapere fingere e deve saperlo fare bene perchè altrimenti non sarà mai una brava puttana . L’attore di un film finge o recita? Diciamo che l’attore deve sapere recitare e deve anche immedesimarsi nel ruolo, deve credere nella recita se vuole essere un bravo attore, deve andare d’accordo col proprio personaggio e calarsi a pieno. Per la puttana credo sia molto simile. Può essere una finzione ma credo che quel lavoro finisca per assorbirti se lo vuoi fare bene. Sicuramente anche loro avranno i loro stratagemmi per salvaguardare il loro equilibrio mentale , forse alcune di loro avranno una doppia vita ma ciò non toglie che quando entrano nel ruolo di puttana debbono esserlo almeno un po’. Una brava puttana non può fingere di fare qualcosa che le fa schifo e farlo contemporaneamente bene tutti i sacrosanti giorni. Non ci credo. Forse sarà una recita ma è una recita che le riesce molto bene e che fore, sotto sotto, appaga anche una piccola parte di lei.
E dov’è il bello per noi? Quando il film scorre talmente bene che ti senti a tuo agio perfettamente nel ruolo. Quando non ti sembra nemmeno un film. Quando il film ti trascina nonostante tutto e ti accorgi che l’azione ti conduce e magari se all’inizio eri titubante ritorni padrone della situazione in un batter d’occhio perchè il film scorre davvero nel modo propizio.
E’ bello giocare sul filo del rasoio, tra realtà e finzione, recita e spontaneità. E’ bello anche sfidare la finzione per sondare fino a che punto puoi rimanere distaccato e quando, invece, finisci con il cedere e ti fai trascinare realmente nella parte.
Una delle sensazioni alla quale sono affezionato è quella che ci pervade dopo l’atto. Quando ci siamo ricomposti e usciamo da quella stanzetta. Quando ci sentiamo davvero bene con noi stessi ma allo stesso tempo ci sentiamo un po’ diversi rispetto a prima.
Quando siamo contenti di quel qualcosa di nuovo che abbiamo scoperto.