Cosa hanno in comune pagina 20 e 21 della Repubblica di lunedì u.s.?
Sono accomunate da due casi di ineliminabili diritti dei minori.
Nella prima è tristemente raccontata la storia di Zinaida Solonari, nella quale emerge ai miei occhi il diritto che avevano le tre figlie a poter avere una madre ed un padre per tutta la vita.
***Apro una parentesi***
Non ho parole per quest'uomo che riconosce la prima figlia della moglie, per poi assassinarle la madre. Vorrei invitare tutti coloro i quali si invaghiscono di una donna perchè è molto carina, credendo da imbecilli che ciò sia condizione necessaria e sufficiente per costituire una famiglia, a tener presente che questo interesse destato dall'avvenenza fisica svanirà, mentre per contro resterà inalterato per le nuove conoscenze che questa donna farà nella sua vita.
Dunque, quando fottete una pay, e ciò vi induce a ritenere che iniziare una vita di coppia insieme sia la cosa più giusta e più facile da fare, sappiate che state commettendo un grossolano errore.
***Chiusa parentesi***
Diritto che il padre ha negato loro, privandole in un colpo solo di entrambi i genitori.
A pagina 21 abbiamo invece il diritto di una bambina nata da una coppia dello stesso sesso.
Beh, a dire il vero l'articolo non è impostato così. Racconta infatti la storia dal punto di vista di Giovanna e Margareth, coppia omosessuale dove la seconda si fa ingravidare in Danimarca e partorisce negli USA, così che il figlio è cittadino americano con un solo genitore (per lo Stato italiano).
Tra dieci giorni la Consulta dovrà esprimersi sul diritto delle due donne a veder implicitamente trasferito il loro diritto ad essere coppia nel loro diritto ad essere genitori.
Ma a me piacerebbe che qualcuno desse voce al diritto dei nascituri ad avere un padre ed una madre, non semplicemente una coppia di genitori. Secondo me non si può assimilare il diritto ad una convivenza omosessuale (con le sue ricadute pratiche, quotidiane e concrete) con il diritto ad imporre ad un figlio la mancanza di quella dualità che nel rapporto genitoriale è costituita dalla complementarietà maschio - femmina.
Ma oggi come oggi sostenerlo è molto politically uncorrect, si fa prima e si è a la page dichiarando che tutti hanno tutti i diritti. Anche perchè, soprattutto quando magari si ha la coscienza appena un poco sporca, si preferisce sancire a gran voce il diritto degli altri a fare ciò più gli aggrada, a patto (in un implicito non-detto) che anche nei nostri confronti si sia indulgenti.
Sicuramente se intervistassimo questo bambino ci sentiremmo dire che ama entrambe le mamme, che le vuole tutte e due, che non si sente diverso dagli altri, etc.
Anche tante pay adulte che intervistiamo ci raccontano che il loro pappa - fidanzato le ama, e ben sappiamo come un occhio più maturo e meno coinvolto veda la situazione in modo molto diverso.
Ma pensare che un nascituro debba avere il diritto ad una coppia mista di genitori, e che ciò avvenga prima del SUPPOSTO diritto ad avere un figlio sempre e comunque (diritto che non c'è neanche nelle coppie eterosessuali, e, se dipendesse da me, istituirei una patente per poter preventivamente riconoscere chi può avere e chi no un cane ed un gatto), mi rende al giorno d'oggi arcaico, impopolare, retrogrado, ottuso, clericale (che in queste cose la religione è come il prezzemolo, ce la puoi sempre infilare).
Triste assistere che la decisione, che il mandato popolare vorrebbe esercitata dalla rappresentanza parlamentare, venga da quest'ultima pilatescamente scaricata sulla giustizia.
In ordine alla qual cosa, interverrò prossimamente su un diverso argomento.