Rassegna StamPunter

http://www.milanotoday.it/cronaca/violenza-sessuale-taxi.html

Milano, tassista violenta e rapina una prostituta: arrestato

Tassista stupra, rapina e scaraventa fuori dall'auto in corsa una prostituta 20enne: preso
Nei guai un cittadino italiano di 44 anni, arrestato nella notte tra sabato e domenica


Prima si è avvicinato e l'ha fatta salire sul suo taxi. Voleva avere un rapporto sessuale senza preservativo e quando lei si è rifiutata l'ha stuprata. Non solo: prima di scaraventarla giù dall'auto in corsa e scappare le ha rubato tutto quello che aveva nella borsa.

Questo nella notte tra mercoledì e giovedì 19 aprile in via Salmoiraghi a Milano (zona Qt8). La giovane vittima, aiutata da una collega, la sera della violenza aveva chiesto l'aiuto di una pattuglia dei carabinieri di passaggio, ma le ricerche erano state vane. Adesso il presunto responsabile ha un volto, un nome e un cognome. Ed è stato arrestato dai carabinieri nella notte tra sabato e domenica 20 maggio a Cura Carpignano, comune della provincia Pavese.

Nei guai un cittadino italiano di 44 anni, un volto già noto alle forze dell'ordine. I carabinieri del comando provinciale di Milano sono arrivati a lui dopo un mese di complicate indagini: le telecamere della zona di Qt8, infatti, non avrebbero ripreso nulla di utile per gli investigatori. Determinante, invece, è stato il numero di targa raccolto nei giorni successivi da un'altra prostituta, grazie al quale i militari sono risaliti al 44enne. Dopo le prime verifiche, i carabinieri hanno fatto riconoscere l’uomo alla vittima, e all’esito positivo hanno proceduto all’arresto. Il blitz è scattato intorno alle 4 di domenica 20 maggio: l'uomo è stato arrestato nel cuore della notte, sotto gli occhi di sua moglie; deve rispondere delle accuse di violenza sessuale e rapina. Le indagini proseguono per capire se l'uomo possa aver commesso altre aggressioni analoghe.
 
Riguardo alla legge svedese sullo stupro, fatta approvare da esponenti di Amnesty International, gli stessi che vogliono cancellare la norma punisci punters nel medesimo Stato, bisogna registrare, magari anche con il sistema video, il tutto!
Agganciandomi in merito, si dovrebbe fare la stessa cosa in Italia già fin d'adesso.
https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/prostituta-tassista-1.3935569
 
MASSA. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere al giudice delle indagini preliminari i membri del clan Cretu arrestati una settimana fa dal nucleo investigativo dei carabinieri di Massa. Gli indagati (tredici si trovano agli arresti in carcere o ai domiciliari, mentre cinque non sono stati raggiunti dalla custodia cautelare perché all’estero). Gli interrogatori si sarebbero dovuti tenere con la formula della rogatoria, perché le casi circondariali scelte per la reclusione sono diverse (Massa, Lucca, La Spezia), e quindi i legali della difesa(tra gli altri gli avvocati Giuseppe Del Papa, Enzo Frediani e Giovanni Pellerano), hanno preferito prendere tempo. Anche per consultare tutte le carte dell’ordinanza.

Come detto sono diciotto le persone iscritte nel registro degli indagati, tutte appartenenti al clan Craiova, dal nome della città romena di provenienza. Eccoloe: Claudiu Toni Cretu, Dumitru Titi Cretu, Ana Maria Cretu, Claudiu Andrej Anusca, Andrada Maria Golu, Costinel Narcis Totilca, Marius Barbosu, Totilca Miora Cretu, ionut Cosmin Cretu, Ionut Erico Nica, Laura Irina Sfetculuscu, Adriana Florentina Guinea, Alexandru Ionut Olaru, Delia Georgiana Barbosu, Dumitru Masica, Marian Irinel Vinca, George Cristian Cobzarencu, Viorel Mihail. Tante le prove raccolte dagli inquirenti. Tra le accuse contestate, oltre al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione, violenze, pestaggi, furti notturni in appartamenti ed esercizi commerciali.
Intanto continuano a tremare, i clienti delle lucciole del clan Cretu. I carabinieri alcuni li hanno già sentiti dopo che sono andati in casa delle ragazze o sul Lungomare di Ponente a contrattare. I militari hanno atteso che consumassero il rapporto e poi li hanno convocati in caserma facendosi spiegare dove si trovavano le alcove oppure quanto avevano pagato la ragazza che avevano fatto salire in macchina sul viale. Ma ne sentiranno degli altri perché gli inquirenti durante la perquisizione a Capanne hanno trovato il registro della contabilità delle case di Marina. E lì ci sono i nomi dei più assidui. C’è l’imprenditore spezzino che ha pagato 450 euro per una notte intera o il libero professionista massese che di euro ne ha spesi duecento per un rapporto non protetto. Questi due verranno chiamati presto in caserma perché la loro testimonianza sarà determinante.

Ci sono poi i pestaggi fatti dai boss del clan, quello di sanguinoso nei confronti di un turista bergamasco che solo per aver scambiato una battuta con una lucciola, importunandola, è stato preso a pugni e a calci. Ha rischiato di perdere un occhio e

ha avuto una prognosi di 180 giorni. In questo caso una telecamera di videosorveglianza ha ripreso l’inizio del pestaggio. In un’altra occasione invece ad avere la peggio era stato un cittadino marocchino che si era visto anche rubare la bicicletta.
fonte il tirreno
 
Avevo già affermato che il meretricio in Italia è un illecito civile, poiché contrario al buon costume e di conseguenza, il soggetto coinvolto nel relativo contratto, non può richiedere la restituzione del mal torto in merito (art. 2035 Codice Civile). Però, ciò non esclude affatto l'applicazione dell'articolo 640 del Codice Penale, che prevede il reato di truffa, come nel seguente caso.
https://corrieredelveneto.corriere....fa-74d7ca7c-6996-11e8-822f-3206ad85e825.shtml
 


Il solito penoso, fazioso articolo di una (pseudo) giornalista conformista. Sicuramente con simpatie proibizioniste, visto che a un certo punto non manca di ricordare che "se non ci fosse la domanda, non ci sarebbe neanche l’offerta" (capito politici che sedete in Parlamento? Adesso sapete di chi è la colpa e cosa dovete fare).

Questo articolo è uscito con molte fanfare, come se contenesse chissà quale scoop giornalistico.
Per esempio è stato annunciato su La7 dal quaquaraqua Beppe Severgnini, che è solo casualmente omonimo dell'autrice Chiara Severgnini, durante "Otto e mezzo", trasmissione condotta dalla insopportabile snob Lilli Gruber (anch'essa proibizionista)

Però, qualcosa di interessante c'è e ve lo segnalo.

Nel 2017, Segnavia [ente antitratta dei Padri Somaschi, con cui è stata fatta l'inchiesta] ha incontrato 690 donne. Circa il 60% ha chiesto aiuto di tipo sanitario o burocratico. Meno del 5% ha lasciato la strada. Esiste prostituzione senza sfruttamento? «C’è, ma il 90% delle ragazze che incontriamo sono sfruttate», risponde Escalante [responsabile dell'ente suddetto]

Quindi, anche se le ragazze si lasciano avvicinare da quelli dell'ente, e non hanno problemi a chiedere aiuto per cose pratiche (salute), meno del 5% ha deciso di cambiare mestiere. E questo fra le stradali, che si dice siano le messe peggio per scarsità dei guadagni, livelli di costrizione e disagi nella condizione lavorativa, e benché venga loro concesso in via straordinaria un permesso di soggiorno e, presumo, dei corsi di addestramento ad un mestiere alternativo.
Non ci è dato poi di sapere come si arrivi alla conclusione che il 90% delle ragazze sono sfruttate.


Visito il Pronto Intervento, dove le vittime di tratta passano le prime settimane dopo aver lasciato la strada. A vegliare su di loro, oltre alle educatrici, c’è padre Ambrogio, fondatore della prima unità di strada di Fondazione Somaschi. Il Pronto Intervento impone una rottura forzata con la vita precedente delle ragazze, che non possono avere un telefono privato, né uscire da sole. «Alcune, all’inizio, la vivono come una prigione, benché siano qui per scelta», spiega Valeria Budau, educatrice

Non la vivono come una prigione: è una prigione.
In altre parole per allontanarle dalla prostituzione, dove ci sarebbe un pappone che le tiene prigioniere, vengono sottoposte a ...limitazioni della libertà dai loro salvatori.
Non è la prima volta che sento storie come questa. Qualche associazione di sex-worker denunciava come in alcuni paesi asiatici (Bangladesh, Thailandia), polizia e associazioni antitratta facessero irruzione nei bordelli e portassero le ragazze in centri di rieducazione dove, naturalmente per il loro bene e per salvarle dai papponi, venivano tenute contro la loro volontà come se fossero in prigione. Per poi avviarle ad un lavoro dignitoso .... come operaie nell'industria tessile. Moltissime ragazze scappano dai centri di rieducazione dei loro salvatori.


È IL MONDO invisibile della prostituzione a porte chiuse, che approfondisco la mattina dopo con Carolina e Carmen Abbamonte, una tirocinante. Loro passano in rassegna i siti alla ricerca di annunci nuovi per poi contattare una per una le ragazze. Molte delle foto che accompagnano le inserzioni sono dozzinali, ma non mancano quelle di qualità professionale. Anche dietro a queste ultime si nasconde, però, una vita ben poco patinata. «A volte penso che le ragazze in appartamento sono persino più sfruttate di quelle in strada: spesso lavorano giorno e notte», commenta Carolina

Le loft quindi sono più sfruttate delle stradali. Infatti a quanto pare nemmeno una si è lasciata convincere dall'associazione anti-tratta a cambiare mestiere.

Un consiglio alla pseudo-giornalista: vuole sapere qualcosa sulle puttane? Lo vada a chiedere alle dirette interessate: le puttane stesse. Non alle associazioni anti-tratta. Che esistono solo se si crede che esista la tratta.
 
Giustamente, lo sfruttamento non coincide sempre con la schiavitù, come spesso i media d'informazione tendono a non chiarire.
 
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