DETTAGLIO DELLA OTR
Nome: Regina Mora
Nazionalità: albanese
Età apparente: 23 dichiarati
Descrizione fisica: alta ca. 1.65, fisico magro da velina con addome piattissimo, lunghi capelli neri lisci, viso un po' allungato ma carino, occhi scuri, seni fra la 1a e la 2a taglia
Attitudine: buona, senza la minima fretta ; le piace parlare, anche se in modo un po' sconclusionato

Reperibilità: molto ardua, a cui aggiungere la postazione di carico in Eurovisione
DATI RELATIVI AL SERVIZIO
Compenso richiesto: 30 inderogabile
Compenso concordato: 30
Servizi offerti: BJ, RAI1
Servizi usufruiti: BJ, RAI1 (mission), HJ finale
Durata dell'incontro: quasi 20' nelle retrovie
DATI RELATIVI AL LUOGO DELL'INCONTRO
Zona di imbarco: Cermenate
Coordinate: rientranza fra la pizzeria napoletana e la Esso
LA MIA RECENSIONE
E Regina fu! Mi scuso per il papiro, ma è colpa della fanciulla, che ha il minimo fatturabile a 30 e mi ha obbligato anche a sintonizzare RAI1, allungando così l'incontro a dismisura ... e volevo pure battere il record di lunghezza dell'amico Sambugar
Per chi non ama i preamboli, un paio di paginate sotto c'e la rece vera e propria
Quando in radio cominciano a passare solo Fedez, i Boomdabash, Baby K e Alessandra Amoroso, coi loro tormentoni da spiaggia, vuol dire che è davvero estate. Quando poi esce pure il singolo trash di Elettra Lamborghini, quello è il momento in cui
Regina Mora potrebbe sfilarsi i jeans e passare, per un paio di settimane all'anno, alla minigonna
Dopo la caldazza dell'ultimo mese, i temporali degli ultimi giorni hanno raffrescato e asciugato l'aria, rendendo l'OTR uno sport di nuovo praticabile. Sono invero un po' preoccupato che l'abbassamento delle temperature possa avere spinto Regina a rispolverare i jeans o addirittura la tuta da sci, ma rompo comunque il porcellino e prelevo le dieci monetine extra che serviranno alla causa, perchè è noto che la graziosa moretta abbia il minimo fatturabile a 30.
Le condizioni stasera sono perfette: un camion con targa svizzera occupa metà dello slargo e rende un po' più discreto l'abbordaggio, schermando del tutto la vista della signorina, per chi arrivi da Lentate. Il problema è che la fanciulla non lascia bottigliette, si assenta per intere mezz'ore e quindi va presa davvero al balzo, quando scende dalla vettura del cliente precedente.
Il trenino dei
Surgelati inizia a fare ruggine,
Nikki chissà dove è finita, la
Maltesina sarà a prendere il sole a Mamaia, le ragazze del team
Gigante devono avere fatto l'aperitivo e appaiono solo sul tardi, penso di avere le traveggole perchè vedo
Sandra al posto di Saretta, un camperista rimane in panne nel bel mezzo di viale Tirana ... insomma, succede di tutto, tranne che la comparsa di Regina.
CHI LA DURA, LA VINCE
Quando ormai sto per arrendermi, vedo una macchina accostare nello slargo e la portiera di destra aprirsi. Sono troppo vicino e ho macchine dietro, per potermi fermare, per cui mi tocca il giro di boa alla Esso. Ripasso e la moretta ha ripreso la sua posizione composta nella penombra ... e, soprattutto, non ha indosso i malefici jeans che deve comprare all'ingrosso a 50 paia alla volta, per essere certa di non rimanere mai senza.
Mi metto in rampa di lancio allo stop della pizzeria, dove attendo con ansia che il traffico da Montesordo si diradi. Come neppure il miglior Marotta avrebbe saputo fare, con l'occhio sinistro tengo d'occhio i trenini di macchine che scendono dalla collina e con il destro mi assicuro che la moretta non mi venga rapita sul più bello.
Passa almeno un lunghissimo minuto, se non due, ma finalmente l'orizzonte è sgombro sino ad
Anna Pivot e allora parto a razzo e inchiodo 100 metri dopo, nascondendomi dietro al camion e attendendo che la moretta si avvicini. "Trenta boccafiga" è la sentenza dell'oracolo, non tratto e non chiedo nulla, invitandola solo ad accomodarsi a bordo: se durante l'intervista non si è sugli schermi TV di tutto il continente, è solo perchè Regina non veste abbastanza trash per potere partecipare all'Eurovision.
PIACERE, REGINA!
Appena mi è accanto, la moretta dal lungo crine allunga la mano e si presenta: "Piacere,
Regina!". Faccio lo stesso e si può ripartire. Giusto il tempo di scoprire che è albanese ed è lei a iniziare l'interrogatorio, perchè è convinta di avermi già visto transitare di lì. "Sì, passo da Cermenate ogni tanto, di solito quando vengo a fare benzina su a Vertemate ...", cerco di sminuire il mio contributo alla causa dell'Agip e della Goodyear.
Solito giochino di indovinare la sua età (23), ma ormai ho capito che bisogna sempre sparare 2-3 anni in meno e non si casca mai in fallo. E' positivo che si tolga parecchi mesi di servizio dal curriculum (dice di essere qui da 8, mentre saranno almeno 14): se le lancette del suo cronometro gireranno altrettanto piano, sarà già domani, quando torneremo in viale Tirana.
Il tragitto verso il retrobottega è parecchio lungo, ma Regina è decisamente chiacchierona e non c'è da annoiarsi. Lei è convinta di portarmi in chissà quale posto segreto, ma si va a parare in uno dei classici trombodromi di Cermenate. "Parcheggia qui, perchè di là si mette un'altra ragazza ...", mi intima la moretta. Le credo, perchè 5 metri più a destra ero stato con la
ABC e per terra dove ci siamo fermati devono esserci ancora le impronte del mio ultimo incontro con
Katia.
LA RECE VERA E PROPRIA
Spento il motore, le consegno l'obolo e Regina mi domanda se voglia poi copulare all'esterno. Le dico che non è il caso, perchè eviterei volentieri di scoprire quanto siano scomode le celle della caserma di Cantù. La fanciulla estrae allora il necessaire e si spoglia quanto basta, togliendosi la gonnellina (o erano shorts?), abbassandosi i collant di rete e scoprendo anche il busto. In realtà, non rimuove il reggipetto ma si limita a estrarre due simpatiche tettine, che non arriveranno alla 2a taglia ma che sembrano sode.
Mi complimento per il bel fisico magro da velinetta, ma pare che sia tutto merito della mamma e della ginnastica da materasso, perchè giura di non praticare alcuno sport e anzi di dormire sino a tardi.
Regina si avvicina al compare ancora semi addormentato, lo incappuccia, si dispone in una strana posizione che è una via di mezzo fra lo stare gattoni e il coricarsi di sbieco sul mio basso ventre e dà inizio alle danze.
Faccio giusto in tempo a vedere che la mano sinistra impugna l'asta per tenerla ritta, poi i suoi lunghissimi capelli corvini schermano tutto e non capisco bene che succeda là sotto. Sento il compare risucchiato e avvolto come da una ventosa, vedo la testa di Regina muoversi su e giù, la cosa è piacevole, ma mi sfuggono i dettagli delle operazioni. Da parte mia, srotolo immediatamente i tentacoli verso destra e mi fiondo sulle sue chiappette, la cui rotondità è lì a portata di mano: la pelle non è liscia come mi sarei aspettato, ma ha un tatto leggermente granuloso, il che potrebbe essere il motivo dei jeans indossati come divisa "quattro stagioni", sempre che la fanciulla non sia particolarmente freddolosa.
NO BLUE, NO SMORZA
Trascorsi 4-5 minuti al massimo, Regina si risolleva e mi fa capire che è giunto il momento di accendere la TV sul primo canale nazionale. Mi sfugge cosa diavolo abbia combinato giù nei Paesi Bassi, ma resto a bocca aperta, nel vedere quanto si sia ingrossato e inturgidito il compare. Di sicuro, hanno giocato molto anche gli ormoni, perchè il suo fisico da velina è stato un piacere da vedere a da toccare.
Visto che sembra leggera e agile, le propongo lo smorzacandela, che lei però rifiuta, adducendo un non meglio identificato mal di piedi. Insisto un po', suggerendole di togliere le scarpe, ma non dev'essere quello il problema. Alla fine, mi pare di cogliere che non sia granchè allenata e che dopo un minuto dovrebbe arrendersi, coi quadricipiti pieni di acido lattico. "Però in albergo sono brava!", giura la moretta, senza peraltro spiegare come i materassi del Blue riescano a trasformarla in una prodigiosa amazzone
La programmazione di RAI1 è quindi abbastanza limitata: si può scegliere fra Lorena Bianchetti che presenta un servizio sui
missionari in Africa oppure un interessantissimo documentario sulle
pecore neozelandesi. Opto per il primo e quindi Regina si cimenta nella sempre ardua impresa di abbassare lo schienale, operazione che la vede vincitrice con facilità quasi disarmante, mentre la maggior parte delle Otr si lamenta sempre di quanto sia dura la rotella.
SI RIPIEGA SULLA MISSIONARIA
Le sue mutandine vengono finalmente rimosse e quindi non mi resta che varcare il tunnel centrale. Regina si spinge con le chiappette sin quasi all'orlo del sedile, apre le gambe a ranocchia e possiamo così procedere all'infilamento. Pur non essendosi sfilata del tutto i collant di rete, il cui cavallo le vincola le ginocchia, è abbastanza agile e snodata da ribaltare le gambe quasi contro il tronco e alla fine non saranno di grande intralcio alla mia danza pelvica. Non si è neppure sfilata le scarpe, per non perdere tempo a rimettersele, e ora mi è chiaro perchè lo smorza fosse off limits: per una mera questione di ottimizzazione dei tempi. Per un attimo, mi figuro la stessa scena in una fredda notte di gennaio, con la ruvida tela dei suoi jeans a grattarmi i fianchi come carta vetrata, ma fortunatamente è la stagione dei temporali e non quella della brina.
Incastrate in qualche modo le pelvi, mi corico quasi completamente su di lei, puntellandomi sugli avambracci messi a triangolo attorno alla sua testa, parto con 2-3 percussioni lente e poi accelero, sino a raggiungere la normale andatura di crociera. Mentre io mi cimento in un piacevole stantuffamento, Regina è anche discretamente partecipativa: dopo qualche esitazione iniziale, in cui sembra piuttosto optare per la siesta di mezzanotte, si sveglia come la Bella Addormentata nel bosco e mi cinge la schiena, per poi scendere a strizzarmi le chiappe e a massaggiarmi il retro delle gambe. La testolina è reclinata su un lato, posizione di solito assunta per schivare eventuali tentativi di FK, ma non era mia intenzione baciarla. C'è anche una leggera colonna sonora a fare da sottofondo, ma è nulla rispetto al dolby surround di altre sue connazionali, ben più abili nell'arte della recitazione.
La moretta lascia fare e non è minimamente incalzante col cronometro: la copulazione durerà almeno 7-8 minuti, perchè ho il tempo di inframezzare due fasi di strusciamento pube contro pube, per riprendere un po' fiato ed evitare di finire vittima del riscaldamento globale. La seconda è anche più prolungata, tanto che ho modo di carezzarle un po' le gambe raccolte accanto al mio tronco e di complimentarmi di nuovo per il suo bel fisichino snello.
BANDIERA BIANCA
Per l'ultima sessione di stantuffamento, riparto con gli avambracci distesi e il tronco staccato da lei, così da non finire lessato dal caldo. L'accorgimento è però vano e, anche se non ho il termostato come a casa Milinturo, si devono raggiungere in un attimo gli stessi 33 gradi centigradi e dopo un paio di minuti devo alzare bandiera bianca.
Mi sfilo con cautela, per non perdere il condom per strada, e mi riporto sul sedile del conducente. Regina è però convinta che sia il cappuccetto a impedirmi di varcare trionfale la linea del traguardo e allora lo rimuove, gettandolo sul tappetino davanti a lei.
Ha così inizio un HJ abbastanza energico, che vede la moretta semi-china sul mio basso ventre e leggermente raggomitolata su se stessa. Come durante il BJ, le chiappette sono lì a portata di mano, oltretutto senza l'intralcio del perizoma, e i miei tentacoli non se lo fanno ripetere due volte, prima di srotolarsi di nuovo verso destra.
LA PENNICHELLA DI MEZZANOTTE
Quando le certezze di Regina iniziano a vacillare, le propongo il solito passaggio di consegne, così da far giocare a Federica l'ultimo scampolo di partita. La moretta non può che accettare con favore la mia offerta, che le permetterà di schiacciare un pisolino di 3-4 minuti, prima di ricomporci e tornare alla mattonella. In realtà, il suo cellulare aveva vibrato e trillato nella borsetta come se fossimo al call center della Vodafone e, all'ennesimo tentativo di chiamata, Regina recupera lo smartphone e risponde in malo modo all'interlocutore/trice albanese.
Messo a tacere per qualche minuto lo smartphone, la moretta può coricarsi del tutto sul sedile del passeggero e schiacciare la sua pennichella, mentre il mio sguardo divora il suo fisichino senza un filo di grasso e i miei tentacoli (in realtà solo quello di destra, perchè il sinistro ha assunto le fattezze di Federica) si muovono avidamente su e giù, fra le cosce snelle, la vulva, il ventre piattissimo e la piccole collinette che emergono dal suo petto.
IL GOLDEN GOAL
Stasera lo spumante non vuole saperne di uscire dalla bottiglia, per cui anche Federica deve giocare una delle sue migliori partite, per evitare uno 0-0 che non smuoverebbe la classifica. Quando il traguardo è vicino, risveglio Regina dal suo pisolino e le chiedo con la massima urgenza un paio di salviette, che prontamente recupera dalla confezione. La prima serve a trattenere il fiotto di piacere che finalmente pone fine al match, le altre a darsi una rinfrescata al basso ventre e a raccogliere i vari rifiuti, che poi getteremo in un cestino strada facendo.
Il tutto sarà durato quasi 20 minuti, per cui la pazienza di Regina può competere con quella proverbiale di Giobbe. In realtà, ora che le squadre sono rientrare negli spogliatoi e lei è stata più lesta a rivestirsi, è un po' più incalzante nell'invocare la risalita sul pullman e l'abbandono dello stadio, perchè pare che l'attenda già il prossimo match.
Il viaggio di rientro è altrettanto lungo, ma Regina è di nuovo una piacevole compagnia. Continuo a indossare i panni di quello che passa ogni tanto da Cermenate e scopro che a Novedrate c'è un motel di nome Blue, che la moretta sembra frequentare abbastanza assiduamente, per il solito rate di 100/60'.
Fortuna vuole che la Maltesina sia in vacanza, sennò mi avrebbe tagliato le gomme in diretta, mentre ero fermo allo stop di via Volta con una rivale a bordo. Ancora qualche centinaio di metri lungo viale Tirana e siamo di nuovo in largo Regina. La ringrazio per la compagnia, le prometto che ripasserò a trovarla e la congedo, perchè si è fatto davvero tardi e la branda mi aspetta.