Il guaio è che ogni volta dobbiamo scimmiottare gli americani e ovviamente lo facciamo da poveracci. Le SB sono molto diverse dalle escort perché sono delle vere e proprie amanti e non vanno ad ore, stiamo facendo il contrario di quello che si è fatto con il passaggio dal latino all'italiano. In latino esisteva l'equus per indicare il cavallo di razza e il caballus per il cavallo da tiro, siccome ad un certo punto siamo diventati poveracci, di equus ne vedevamo così pochi da non sapere più cosa fossero e abbiamo chiamato tutti caballus. Lo stesso si è fatto con la parola casa che in latino era l'abitazione di campagna di contadini e la domus quella dei ricchi, anche qui quando nessuno si poteva permettere una domus si è usato solo la parola casa, perché tutti erano messi male ma erano in grado di capirlo, noi invece usiamo un termine nato per una ragazza da ricchi per indicare le ragazze per i poveracci, costose ma sempre da poveracci
Un tempo, nei salotti dorati delle citta' moderne, tra luci soffuse e champagne versato in bicchieri di cristallo, regnava l’equus, la Sugar Girl.
Era la donna che viveva di bellezza e desiderio, di sguardi ammirati e regali costosi.
Il suo corpo era il suo regno, la sua giovinezza, la sua moneta.
Gli uomini la cercavano come si cerca un sogno proibito: per vantarsene, per sentirsi vivi, non per amarla.
L’Equus sapeva d’incantare e si compiaceva del suo potere.
Guardava con disprezzo chi lavorava, chi costruiva, chi si sporcava le mani.
«Io sono nata per essere mantenuta, diceva,non per faticare».
E mentre si circondava di lusso, credeva che il tempo non potesse toccarla, che gli uomini non si sarebbero mai stancati di desiderarla.
Ma gli uomini cambiarono.
Col passare degli anni, impararono a distinguere l’apparenza dalla sostanza, l’illusione dal valore.
Capirono che la bellezza, da sola, non nutre, non consola, non resta.
E iniziarono a cercare una donna diversa: non la statua da ammirare, ma la presenza da rispettare.
Una donna che sapesse dare e non solo ricevere, capire e non solo pretendere.
Fu allora che nacque il Caballus, la Escort consapevole.
Non viveva di capricci, ma di disciplina.
Non cercava un uomo da cui dipendere, ma un equilibrio da costruire.
Aveva imparato che il valore non sta nel corpo, ma nel modo in cui si offre: con rispetto, intelligenza e misura.
Non chiedeva di essere mantenuta, ma riconosciuta.
Non vendeva sogni, ma offriva realta' fatta di ascolto, presenza e umanita'.
Gli uomini la apprezzarono per la sua forza silenziosa, per la sua capacita' di comprendere senza giudicare, per il suo saper unire sensualita' e saggezza.
Scoprirono che il desiderio piu' autentico nasce dal rispetto, non dal possesso.
E cosi' il Caballus prese il posto dell’Equus: meno scintillante, ma piu' vera; meno adorata, ma piu' amata.
L’Equus, la Sugar Girl, resto' sola davanti allo specchio dei suoi giorni.
Le borse firmate impolverate, i regali dimenticati, i messaggi non piu' letti.
Si accorse troppo tardi che la bellezza, senza scopo, si spegne come una candela senz’aria.
Capì che il lusso non e' libertà, e che chi vive per farsi mantenere, alla fine resta mantenuta solo dalle proprie illusioni.
E mentre la notte calava sul suo splendore passato, il Caballus continuava il suo cammino.
Non nei salotti, ma nella vita vera: dove contano la parola, la fiducia, il rispetto reciproco.
Perche' la vera eleganza non sta nel prezzo, ma nella dignita'.
E la donna che sa faticare e dare valore a se stessa, anche nel mestiere piu' difficile, e' quella che davvero conquista l’uomo e il mondo.
"Non forma sed virtus gloriae fundamentum est”
Non la bellezza, ma la virtu' e' il fondamento della vera gloria.