Gira che ti rigira il mondo è sempre quello, ti rispondo da divorziato e da compagno di una persona che si trova pressappoco nella tua stessa situazione, sia pur a sessi ribaltati.
Intanto pur sapendo perfettamente di andare controcorrente ti invito per il momento a lasciar stare per il momento i legali, ci smeneresti qualche decina di migliaia di euro in consulenze con l'unico risultato di ritrovarti con una mano davanti e l'altra di dietro. Cercati un buon consulente familiare piuttosto, ti sembrerà strano ma l'unico posto dove trovarne sono i consultori familiari e sono anche gratis. Spiegagli la situazione dal tuo punto di vista, sarà poi compito suo eventualmente contattare la signora e trovare un punto di mediazione. Se questo non fosse possibile da raggiungere l'unica cosa che ti resterebbe da fare è quella di mandare il figlio dai nonni o altro posto lontano da voi due ed affrontare l'argomento tra voi due soli, in questo caso solo una cosa, guardati bene e legati le mani se solo ti venisse la voglia di alzarle contro la tua compagna, sarebbe la tua fine dichiarata, perciò discutete, gridate se vi fa piacere ma, mani tassativamente in tasca, in modo che non ti si possa dire che tu l'abbia aggredita, li davvero perderesti tutto.
Se tanto mi da tanto alla fine sarete costretti giocoforza a vendere la casa proprio perchè di entrambi, fatto salvo il caso che uno dei due non abbia abbastanza mezzi economici per acquistare la quota dell' altro, te lo dico per esperienza personale, non c'è alternativa. Se doveste arrivare in giudizio, con una separazione complicata e con la presenza di figli, come è da quel che dici, sappi che il figlio, salvo che la madre non sia una delinquente abituale, le sarà assegnato probabilmente in via esclusiva, ed a seguito di questo le sarà assegnato anche il tetto coniugale, a te resterà pertanto la sola nuda proprietà sulla tua aliquota ( sulla quale devi comunque pagare le tasse ) ma non avrai mai il diritto di abitazione, il che significa semplicemente che la casa sarà interamente sua, potrà viverci, disporne l' uso, fare quel che crede, anche viverci con un altra persona e scopare in quello che era il tuo letto ed a te resteranno solo ed esclusivamente i costi.
In quanto a tuo figlio, probabilmente potrai vederlo ( sino al raggiungimento della maggiore età) un paio d'ore ogni 15 giorni presso un ufficio degli assistenti sociali del comune dove egli risiede. Questo è il quadro generale basato sulla mia attuale esperienza.
Non è per voler essere tragici, ma è lo specchio della realtà, ti invito pertanto a riflettere bene sui pro e sui contro, ma soprattutto cerca quanto meno di arrivare ad una separazione consensuale, un accordo tra di voi sarà sempre molto molto meglio per entrambi che non passare per le vie giudiziarie, dove passereste entrambi per le force caudine, sareste controllati, verificati, sottoposti a continue verifiche, a perizie spicologiche e spichiatriche per vedere se davvero siate in grado di gestire la situazione familiare nei confronti del figlio, sempre con la costante spada di Damocle sulla testa di veder revocata la patria potestà ad uno o ad entrambi ed il suo affido ai servizi sociali presso il più vicino brefotrofio, luogo da cui dimenticatevi di poterlo vedere o accudire sino a quando non raggiungerà i 18 anni.
In conclusione Auguri amico mio, ne hai un gran bisogno, lasciatelo dire da chi ci è dentro da ormai un paio d'anni, senza vedere un bricciolo di luce in fondo al tunnel, che se tutto va bene durerà ancora non meno di altri 5 anni a detta dell 'unico legale di cui io possa fidarmi.