kernel scusa la mia franchezza, ma non credo che tu stia giocando nel modo corretto.
andare a prostitute e un modo per scaricare lo stress svuotando le palle e provare cose nuove a livello sessuale.
non è un modo per relazionarsi con una donna a livello sentimentale, il fatto che tu non riesca a non pensarci e che soffri per questo è un sintomo di un problema tuo che dovresti affrontare.
lei come esercente trovo abbia fatto bene a bloccarti perché avrà capito che la cosa da parte tua si stava trasformando in altro.
in bocca al lupo.
No, fermi, mi avete frainteso e sicuramente io non mi sono spiegato bene.
Non intendevo dire che lo avrei fatto, ma che in determinate situazioni una persona fortemente coinvolta potrebbe anche arrivare a pensare di riagganciare un rapporto in quel modo. Tra immaginare uno scenario e metterlo in pratica, però, c’è un abisso. Ovvio che una persona con un minimo di amor proprio non accetterebbe mai né di fare una richiesta del genere né tantomeno di accettarla.
Diciamo che sono solo elucubrazioni mentali. È normale che, soprattutto nelle giornate che per anni erano dedicate ai nostri incontri, ogni tanto il pensiero vada lì. Questo però non significa che la mia vita si sia fermata.
Come detto in altri postsono comunque contento che abbia chiuso questo capitolo della sua vita e io di averne fatto parte. Certo, dispiace il modo, ma è evidente che probabilmente non avrebbe potuto fare diversamente. Una volta capito questo, tutto rientra in uno schema e, come accaduto anche a
@McC, credo sia l’unica spiegazione che giustifichi un taglio netto. Anzi in questo caso Bisognerebbe esserne felici perché se non gliene fosse importato nulla di noi cosa le avrebbe impedito di dircelo e bloccarci?
@squattrinato non condivido completamente il tuo punto sui motivi del nostro hobby.
Credo che sia un errore pensare che andare con una prostituta significhi sempre e soltanto cercare sesso. Per alcuni è così, per altri no. C’è anche chi cerca compagnia, ascolto, complicità o semplicemente qualche ora in cui sentirsi nuovamente desiderato, pur sapendo perfettamente che si tratta di un rapporto con confini ben definiti.
Immaginate una persona sposata che ami sinceramente la propria moglie ma che, a causa di una malattia, non possa più vivere una normale intimità con lei. In una situazione del genere una professionista può rappresentare un modo per soddisfare un bisogno fisico e umano senza mettere in discussione il proprio matrimonio e senza trascinare altre persone in una relazione parallela fatta di bugie, aspettative e sofferenza.
Oppure pensiamo a una persona rimasta sola dopo una separazione o un lutto, o semplicemente a qualcuno che da anni non riesce più a instaurare un rapporto con una donna. Per qualcuno un incontro può significare anche tornare a parlare, ridere, sentirsi considerato come uomo. Non è la soluzione ai propri problemi, ma può rappresentare un momento di normalità senza creare illusioni o coinvolgere emotivamente un’altra persona in una relazione destinata magari a non avere futuro.
Oppure, ancora, una persona invalida e con gravi deficit sarebbe così sbagliato per loro cercare affetto anche se a pagamento??
Per questo motivo credo che ogni situazione andrebbe valutata senza generalizzazioni. Le motivazioni possono essere molto diverse da persona a persona e ridurre tutto a “si va a prostitute solo per svuotarsi le palle” secondo me è una semplificazione che non rende giustizia alla complessità delle persone e delle loro storie.
E comunque, per la cronaca, non mi ha bloccato ma ha semplicemente spento definitivamente il telefono. Ho le competenze tecniche per capire la differenza tra essere bloccati e avere un telefono definitivamente spento.
Senza rancore, ovviamente. Se mi sono spiegato male, ben venga aver avuto l’occasione di chiarire meglio il mio pensiero. Apprezzo le vostre critiche, anche quando ogni tanto fanno venire voglia di... rompere la tastiera… ma è proprio questo il bello di un forum: confrontarsi senza per forza pensarla allo stesso modo.