IL CLASSICO SABATO DI META' LUGLIO
Come ve lo immaginate un sabato pomeriggio in pieno luglio? Casino ovunque, ressa e luoghi sovraffollati, ma soprattutto code, code e dunque attese, attese rispetto alle quali le reazioni dei coinvolti variano (e di molto) a seconda del carattere e della latitudine. Che siate stati sdraiati al sole in una località di villeggiatura oppure immersi in un accappatoio nel più celebre catino carinziano, l'impressione iniziale che avrete avuto credo decisamente sia la stessa. Ciò che è diverso lo scriverò tra poco, poiché è l'oggetto di questa storia.
PIGRO
Essendo geneticamente incapace di svegliarmi presto quando non lavoro, a conti fatti mi rendo conto che devo consumare rapidamente un pasto e mettermi subito al manubrio per poter centrare l'appuntamento concordato...
thereturn ha scritto:
happyfish70 ha scritto:
x thereturn , forse questo sab sono di passaggio, come faccio a riconoscerti '??
come ci mi riconosci sono rasato e magro media statura.... parlo toscano puro ..... e poi che ti posso di .... proviano una sorta di ritrovo anche se non sara' facile non sapendo a che ora ci sarai.... facciamo alle 16,30 / 17 al tavolino dell ingresso bar.......cerchero' di non trombare nessuna per quel tempo....
thereturn ha scritto:
caludi ha scritto:
thereturn ha scritto:
Caro compaesano, ci sto ragionando seriamente... e poi, per la mia seconda presenza in quel di Technologieparkstrasse, sarebbe ottimale la compresenza di un professionista del posto e della fia in generale, con tanto di apprezzamenti in vernacolo.
Meteo su Villach: venerdì diluvio, sabato soleggiato con massime gradevoli... ma allora lo fanno apposta!
allora se vieni lo stesso orario che ho dato ad happyfish vale anche per te.....
Arrivo alle 16.30 circa ed inspiegabilmente la cerberocassiera (copyright roberto1964) è di buon umore, scherza, fa battute e mi consegna il necessario (nota: visto l'alto numero di presenze, molti devono condividere gli armadietti).
Doccia rapida e sono in sala. Vedo al tavolino un ragazzo che corrisponde alla descrizione fisica fatta da thereturn, mi avvicino e gli dico: "Ciao, sei toscano?" Lui: "No, di Treviso." Mi giustifico dicendo che sto aspettando dei non meglio precisati amici e lo lascio ai suoi affari, visto che gli si avvicina più di una ragazza.
DICHIARAZIONE DI GUERRA
Per temporeggiare mi sposto di pochi passi, prendo da bere ed ecco che, senza neanche lanciare un ultimatum, la Repubblica di Bulgaria decide di sferrare un attacco missilistico, sfruttando sapientemente l'impreparazione della mia contraerea (sono un pivello dell'Andiamo, e appena arrivato sono già troppo carico). Si presenta davanti a me
ANITA, notevole criniera mora e autoreggenti nere. Gnocca è gnocca, non c'è che dire, parla abbastanza bene l'italiano anche se non è di molte parole. Dice che farà (e le piacerà) tutto ciò che preferisco (eh, già...), tirando fuori pure la carta cinema, una sorta di effetto-telepass per saltare le lunghe code ai caselli delle camere. Non avevo ben capito il regolamento interno della sala nella quale stanno proiettando una pellicola piuttosto patinata la cui trama non mi è chiara, ma la bulgara appronta alla bisogna un divano d'angolo e inizia la sua opera, col chiaro intento di sbrigare rapidamente la pratica. Quando cerco un contatto fisico ha una reazione stile Inzaghi in area di rigore (lei non si butta, ma ad un mio appoccio di body licking simula con la voce come se le avessi strappato un braccio a morsi). Chiede pure se preferisco il bj cover o cabrio... vabbè, finiamo va... due posizioni e lo spettacolo è terminato (continua invece il film in cui riconosco il bravo e simpatico David Perry). Lei capisce che non sono troppo soddisfatto, ma tant'è... à la guerre comme à la guerre.
VILLACH A FORTE DEI MARMI
Di nuovo in sala, mi avvicino al famoso tavolino per vedere se a quest'ora (sono appena passate le 17) si sia palesato il mio contatto, magari con l'aggiunta del mitico happyfish, del quale però non ho descrizioni. C'è un ragazzo seduto, anch'esso scarsicrinito, e gli butto lì una battuta marcando il mio accento toscano. Non ottengo risposta, per cui mi convinco che anche stavolta ho fallito l'obiettivo. Mi manca ancora una carta da giocare, il dialetto, per cui drizzo le orecchie cercando di captare suoni che mi siano familiari. Ben presto incrocio un gruppo di maremmani in trasferta pallonar-passereccia, poi una autentica diaspora di pisani (credo) che festeggiano un addio al celibato. Insomma, toscani in ogni dove, coloriti come da stereotipo: se mi mettessi metodicamente a cercarne uno in particolare, romperei i coglioni a più di metà clientela!
Anche se realmente dispiaciuto, desisto dalla ricerca, augurandomi che possa andare a buon fine una prossima volta. Non riesco neanche a individuare visivamente il gruppo di carusopaskoski "tre piccoletti insieme ad un omone, che parlano in veneto", capirai... chissà in quali avventure scoperecce sono finiti! Quanto al veneto poi, lì lo parlano tutti, forse pure le rumene!
Ho deciso... la prossima volta che andrò su sarò vistosissimo, così mi farò di certo riconoscere, moltiplicando così il divertimento della giornata grazie alla vostra compagnia.
SOGNO O SON DESTO?
Quando ormai sembrava che i rapporti diplomatici fossero definitivamente compromessi, ecco che Sòfia mi invia un tatuatissimo ambasciatore che, mentre sono al bancone, si diverte un mondo a tirar via dalle mie spalle le pellicine post-abbronzatura, sotto gli occhi poco convinti di alcune sue colleghe. Gradisco molto queste sue attenzioni, così come la sua verve un po' "pazzerella".
ADRIANNA ha due occhi magnetici, forme sinuose e natuarali, un piercing sulla lingua (non lo vedo subito, ma quando lo scopro...) e un tatuaggione che non te lo scordi... eppure... questa faccia non mi è nuova, come diceva Totò... mah... Comunque non mi lascio certo sfuggire una ragazza del genere e ci dirigiamo in sala d'aspetto, dove scoppio a ridere non appena sento: "Chi è l'ultimaaa?" "Ma che è? l'ambulatorio?" faccio io... troppo forte! Sui divanetti dimostra la sua estroversione dilettandosi da androloga, ma è in camera che esplode tutta la sua carica: FK tostissimo (ecco che scopro il piercing), BBJ che raggiunge vette stile Galibier (hors catégorie), disparate posizioni, impreziosite dal fatto che si mette in posa davanti allo specchio, guardandosi, guardandomi e commentando. Avrete capito che sono andato in estasi, mezz'ora sfruttata in pieno e con grande soddisfazione. Sono circa le 18.30 e lei mi fa: "Hai fame, vai a mangiare?" (nota: lei parla italiano, ma molto meglio l'inglese, che infatti scegliamo per comunicare) Io: "Eh sì, ho proprio fame, e tu?" "Yes, I'm hungry for dick!" Meravigliosa.
Solo dopo che ci siamo congedati mi si accende la lampadina in un cervello ottenebrato da tanta fregna... ma lei non è una modella che lavorava su Eurotic TV? Tatuaggio, fisico, occhi... sembra quadrare tutto. Che faccio: la cerco e glielo chiedo? Non l'ho fatto, per cui mi rivolgo a voi, andiamisti e telespettatori: è proprio lei? Sul sito c'è un commento che conferma la tesi, ma io aspetto religiosamente il sacro responso del forum.
QUEL CHE NON TI ASPETTI
Contrariamente alla dieta di Adrianna, io opto per il sempre valido buffet della casa: primo, secondo, contorno, frutta, birretta e... basta... oh, ragassi, siam mica allo stand gastromico della festa dell'unità! Dopodiché mi accascio sul divano sotto la scala, una zona in cui c'è parecchio transito. Come da costume locale, per un bel po' nessuna ragazza mi calcola, né io noto davanti a me esemplari che mi ispirino particolarmente. Medito addirittura una ripartenza anticipata rispetto alla tabella di marcia (risparmiassi mai 70 euro...). Poi si avvicina al bancone una ragazza magra, longilinea, con uno sguardo un po' spaesato. Si accende una sigaretta sottile e ordina da bere. E' la più "normale", semplice, "acqua e sapone" tra tutte quelle che ho visto lì dentro. E mi conquista. Scatto su dal divano, la affianco al bancone divincolandomi tra due siliconatissime/tatuatissime sue colleghe e le sorrido. La sua risposta è dolcezza allo stato puro: lei è timidissima, forse perché arrivata (mi dice) da solo 11 giorni. E' ungherese, le chiedo il nome... <lettere incomprensibili>. Beh, penso, conoscendo la fama della lingua magiara, non mi stupirei se anche i nomi fossero qualcosa di impronunciabile. Ma io ho il dovere della recensione, per cui le chiedo lo spelling (sì,lo spelling di un nome d'arte in un fkk... ma come ho fatto a diventare così?). Viene fuori che in quel luogo lei è
GERALDINE (sdrammatizzo con una pantomima in francese), studia economia all'università, quando scopre che sono toscano ha un sussulto ("Ponte Vecchio..."), anche la pettinatura è demodé, semplicemente diversa. Per la prima volta lì dentro sono io quello sicuro di sé, quasi spavaldo; il social time somiglia tanto a uno di quei ricordi di quando eri ragazzino, e mentre bighellonavi in piazza con gli amici arriva la comitiva di straniere in gita con la scuola, il più guascone del gruppo si avvicina e... Le lascio finire la seconda sigaretta e sono io a dirle la fatidica parolina che ci porterà al piano di sopra. Non riesco a descrivere la nostra mezz'ora col dizionario del punter, poiché si è trattato di qualcosa di adolescenziale, leggero, facendole il solletico e ammirando per lunghissimi momenti il suo sorriso. Sensazioni provate poche altre volte, comprese quelle della vita "normale", quella delle cotte, degli amori, delle amanti. In un certo senso, i 70 euro servono a riportarmi alla realtà. "Grazie." "Good luck..."
Dopo la doccia, non mi viene neanche in testa di buttare un'ultima volta l'occhio in sala. Evidentemente per oggi non ho altre emozioni da cercare. Rimetto il casco e con l'ultima luce di un giorno nuvoloso imbocco Karntnerstrasse.
PS: questa recensione avrei dovuto pubblicarla ieri (domenica), ma ero collassato a letto con la febbre a 38.5°. Maledetti luoghi sovraffollati, pieni di germi...