Creare troppe aspettative o spingere eccessivamente sul marketing alla fine si ritorce contro.
Ma poi perché non dovrei trattare? Certo, vorrei non farlo ma in alcun situazioni lo faccio e punto.
Mi prendi per il culo, mi fai perdere tempo, mi vuoi vendere aliud pro alio e dovrei pure farti la cortesia di girare i tacchi e andarmene senza battere ciglio?
Se ne ho voglia ed interesse a farlo mi armo di tutta la gentilezza e simpatia possibile e ne parliamo. Capirai, spesso basta fare il primo passo verso la porta perchè sia lei stessa a dare il via alla trattativa. E poi nessuno si è mai sentito dire "Ne parliamo a casa"? Non è forse un invito alla trattativa?
Che poi l'incontro possa andare bene o male è un altro discorso e non sempre dipende dalla spesa quanto piuttosto dall'attitudune della ragazza.
Le esperienze migliori, alcune durano da parecchi anni, sono iniziate con una trattativa di cui spesso ridiamo ancora. È il gioco delle parti e ognuno ne è consapevole.
Forse c'è un vizio di forma perché spesso parliamo di "sconto", ma a ben vedere non si tratta proprio di quello, il termine mi sembra inappropriato.
Ogni tanto infatti capita di leggere discussioni che riguardano le tariffe, chi le debba imporre e chi accettare. Tutto ciò si trascina dietro una variegata sequenza di argomentazioni relative a leggi economiche, modelli di produzione, sistemi di vendita e varie amenità inapplicabili al mondo del meretricio. Sembra impossibile trovare un punto d'incontro, almeno a parole, benchè là fuori invece tutti noi sappiamo che le cose vadano diversamente.
Pare infatti che una parte debba per forza recedere dalle proprie aspettative ed accettare supinamente le pretese altrui oppure girare i tacchi. Eppure sappiamo che nella maggior parte dei casi non è così, che se di incontro si parla è anche perché in qualche modo, da qualche parte e in base ad alcune circostanze ci si viene incontro.
È una strana pretesa quella di volere stabilire condizioni inderogabili in un mercato non regolamentato. Pretesa che assomiglia ad un ossimoro, primo perché è un mercato nel senso peggiore del termine, se mai ce ne fosse uno decente, secondo perché non è regolamentato.
Temo che, come è stato rimarcato da qualche altra parte, la prostituta che volesse dettare condizioni debba essere realmente in grado di poterlo fare e porsi in una posizione inattaccabile: dovrebbe cioè mettere foto esplicative e vere al 100 %, dovrebbe essere sincera al 100 % e onesta al 100 %. Inoltre dovrebbe godere di buone referenze.
Completa il quadro un cliente un po' coglione. Scherzo ovviamente.
In ogni caso è del tutto evidente che le condizioni qui sopra enunciate siano molto rare.
Infatti, se fossero sempre rispettate, tutto filerebbe liscio come l'olio, ogni cliente resterebbe volentieri, pagherebbe quello che deve pagare felice come una Pasqua e se ne andrebbe appagato senza nemmeno la necessità di recensire, risulterebbe infatti del tutto inutile poiché ogni incontro sarebbe perfetto. Quale necessità ci sarebbe in questo caso di chiedere sconti o ribassi? O di chiedere una tariffa più consona al mercato, vista e considerata la situazione che ci si para davanti? Nessuna.
Sono insomma situazioni limite simili a quegli esempi scolastici, quelle puttanate in cui si affermava che il laissez faire, laissez passer e la mano invisibile avrebbero dovuto farci vivere felici e contenti, che l'egoismo del singolo avrebbe portato prosperità a condizione che si giochi veramente a carte scoperte, che le informazioni circolino liberamente e siano accessibili a tutti. Evidentemente non è possibile, qualcuno non la conta giusta. Puttanate appunto.
Comunque è sicuro che ci siano professioniste corrette, mai messo in dubbio e tante ne ho incontrate, ed è altrettanto sicuro che molte siano qua tra noi, così come i clienti: pulitissimi, educatissimi, simpaticissimi e dotatissimi.
Scherzi a parte, sono davvero arcisicuro che le ragazze che si espongono in questo forum per il solo fatto di farlo rappresentino delle eccezioni di onestà e correttezza. Mi pare di capire che siano perfino stanziali e questo la dice lunga, non hanno cioè bisogno di fare su e giù per lo stivale a caccia di polli da spennare. Mosche bianche, non è certo a voi che mi riferisco in questo post.
Un'altra cosa, giusto per non prendersi troppo sul serio.
Per assurdo - mica tanto - volendo almeno una volta andare oltre le divine leggi della domanda e dell'offerta, potremmo ipotizzare quali siano le componenti del prezzo di una prestazione sessuale, perlomeno viste dal lato cliente?
P = B + S + T + K
P = Prezzo
B = Bellezza
S = Servizi
T = Tempo
K = Fattore soggettivo
Personalmente, e in maniera del tutto inconscia, applico questa equazione quando mi trovo davanti ad una professionista che evidentemente non è stata del tutto esemplare nel proporsi, sia a causa delle foto dell'annuncio sia a causa della chiacchierata telefonica. Non è proprio una richiesta di sconto, ma semplicemente il far presente che il precedente accordo telefonico è stato in qualche modo disatteso a causa di un vizio di sostanza. Pertanto, dal momento che il "contratto" non è stato ancora perfezionato, si cerca di trovare un accordo su basi diverse. Un modo come un altro per dire ad esempio: cara, la tua pubblicità è ingannevole, se vuoi reimpostiamo il discorso, altrimenti ci salutiamo. Magari la tariffa che chiedi l'avrei data, e perfino volentieri, ma alla tipa della foto non a te.
Sinceramente non ci vedo niente di male, perlomeno non tanto quanto prendere per i fondelli la gente e presentarsi, grazie a vari artifizi, come si sarebbe sempre voluto essere e non come realmente si è. D'altra parte si sa, a novanta gradi tutti i culi sono belli. O quasi.
Comunque, può piacere oppure no, ma se Tizia si sente in diritto di chiedere ciò che vuole, Caio ha la facoltà di offrire quello che ritiene opportuno o eventualmente andarsene.
Sarà cinico dirlo ed anche a me non piace ma è un mercato come un altro dove si fanno compravendite e si scambia denaro per ottenere una merce, di qualsiasi natura essa sia. È da quel dì che il lavoro è diventato merce e il corpo pure. Il meretricio, che unisce in un'unica attività entrambi gli aspetti, perché mai dovrebbe fare eccezione?
In tutto il mondo ci sono contrattazioni salariali, contrattazioni sul prezzo del greggio, dei cereali, del latte e tutto questo avviene in un mercato cosiddetto regolamentato. Non vedo perché non ci possano essere contrattazioni nel mercato delle prestazioni sessuali che, appunto, non è nemmeno regolamentato.
Ah già, sarebbe una cosa volgare e di cattivo gusto; fa un po' ridere perfino pensarlo, considerato che di lì a dieci minuti...