Conoscendomi sarebbe un periodo di merda che mi farebbe pentire di esserci andato.
Se mai decidessi di fare una cosa simile infatti non mi negherei nulla, perché se cazzata dev'essere e allora che sia bella grande.
Poi però, nemmeno concluso, inizierei a sentire tutti i sintomi ancora con l'uccello in mano. Appena levato il preservativo, ecco il primo attacco di tosse e accenno di svenimento.
Passati un paio di giorni, dopo un leggero stato di serenità, penserei di essere asintomatico o paucisintomatico e incomincerei una quarantena in solitaria per non infettare nessuno, mentre il resto del mondo si avvia verso una vita normale.
Come conseguenza inizierebbero le preoccupazioni di parenti e amici e riprenderei a somatizzare con qualche linea di febbre. Chiamerei la tipa per verificare il suo stato di salute ed essere fanculizzato in un nano secondo, provando però la tentazione di esalare l'ultimo rantolo tra le sue chiappe.
In uno stato di paranoia delirante, mi esibirei in una danza di corteggiamento intorno ad ogni guardia medica, ambulatorio e pronto soccorso senza avere il coraggio di avvicinarmi ma stalkerizzandoli da una distanza non inferiore ai venti metri.
Solo e abbandonato, deciderei infine di affogare la disperazione in una seduta di brutal facesitting in tutte le sue varianti, tanto ormai il danno è fatto mi direi, con la conseguenza di peggiorare la situazione e vedermi costretto a fare outing con tutti, dall'ultimo dei barellieri fino al primario, per non parlare dei congiunti.
In conclusione, per combattere l'emarginazione sociale finirei per sottopormi ad ogni tampone, da quello orofaringeo a quello uretrale, senza ricavarne alcun sollievo.
Nel frattempo le cose si potrebbero essere normalizzate per qualsivoglia motivo e, a Dio piacendo, mi sarei potuto evitare tutto lo stress di un periodo di merda