Personalmente preferisco dire pane al pane e pene al pene. Però, visto che "pene" mi sembra parola troppo tecnica, da libro di anatomia o di educazione sessuale, quando mi trovo in un determinato contesto uso chiamarlo brutalmente "cazzo", oppure ricorro ad una versione leggermente più eufemistica come "uccello". Ma qui si leggono migliaia di recensioni (ed ecco il luogo comune, anzi i luoghi comuni) in cui l'organo maschile diventa "il fratellino", oppure "l'amichetto", oppure "l'amico del piano di sotto". Qualcuno lo chiama "il mio lui", che fa pensare ad un rapporto omosessuale con il proprio organo riproduttivo. A parte il fatto che sono allergico ai luoghi comuni, nel senso di usare una parola o un'espressione perché lo fanno anche altri cento, o altri mille, mi sembra strano, e dissonante, questo pudore da parte di gente che descrive come ha sodomizzato una donna o come le ha eiaculato in bocca.