Amici, siete molto diretti e lasciate poche speranze.
Dunque nessuna espiazione, nessuna redenzione per noi, mi pare di capire; ad essere sincero si sono innescate automaticamente le vecchie dinamiche.
Credo che la tipa sia reduce dal solito fallimento sentimentale e, tanto per cambiare, una volta tirate le somme credo che si sia accorta che la sua relazione più importante sia stata quella col sottoscritto.
Quindi, presa dalla solitudine e dallo sconforto, si è armata di telefono e di ricordi struggenti su quanto eravamo belli e felici e soprattutto su quanto lei sia maturata nel frattempo. Poi, una volta verificata la mia disponibilità a vederla ed eventualmente frequentarla si è irrigidita, come se volesse solamente saggiare il potere del suo ascendente su di me ed appagarsi con quel poco che il suo ego avrebbe intuito.
Insomma, il solito delirio di onnipotenza che si traduce nel constatare quali strade siano ancora percorribili per poi non percorrerne nessuna.
Gliel'ho spiattellato in faccia. Tesoro bello vivere significa scegliere, come diceva quello là; il tuo supposto percorso di crescita è ancora dentro un tunnel esistenziale e tu come al solito scegli di non scegliere.
Mi ha dato ragione ed il paradosso è che dovremmo rivederci.
Che palle. Perché spesso le relazioni si riducono ad una forma di dominio, ad una lotta per il controllo dell'altro? Come una stupida lotta per la supremazia simile ad un orribile minuetto?
Ditemi che non mi sto azzerbinando, e se anche fosse non siate brutali.