Altair, cerchi continuamente una fine alla storia più confortevole della fine che hai avuto. Non è che non ti rassegni alla fine della storia, ma deve essere una fine che ti lascia in qualche modo in pace. E più volte hai cercato, quindi, di sostituire una "nuova fine storia" alla "fine storia" che avevi, in parte con successo. Non è finita "come se non foste stati niente", ti ha concesso l'ultimo chiarimento, hai potuto accertarti che non avesse frainteso i tuoi sentimenti.
Ora che hai avuto una "fine storia" che doveva lasciarti abbastanza sereno - per quanto si possa essere sereni in questi casi - ecco che vuoi di nuovo dare un'aggiustata alla "fine storia".
Mesi fa, questo ti sollevò. Ora sei di nuovo insoddisfatto e dici che è finita "come se non foste stati niente".
Siete stati qualcosa, e non ha funzionato. Lei è rimasta scottata, tu sei rimasto ferito. Lei ci sta passando sopra, e tu ci passerai sopra con un po' di pazienza.
La vita non è un romanzo, di cui uno può scrivere ogni capitolo finché viene proprio bene. I capitoli della vita vissuta si scrivono solo una volta, e sono pieni di errori, di goffaggini, di rimpianti. E quando il capitolo finisce, nella vita vera finisce così, tutto storto e sgraziato, con tante cose inespresse e ancora da dire, con tante incomprensioni vere o temute.
"E' annata com'è annata". Passerà.