Le dimensioni contano?

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Quando sono passivo con una trans preferisco di gran lunga un cazzo grosso ad uno piccolo. Sia oralmente che analmente. Fa più male? Certo che sì soprattutto all'inizio. Poi ci si adegua e si gode. Voglio ribadire il concetto, non è strettamente necessario e non è assolutamente sufficiente, ma un cazzo grosso è un'arma in più.
Certo se è grosso lo senti di più e se sei predisposto provi piacere, altrimenti dolore, e ma considera che quando andiamo a trans lo facciamo per trasgredire, spesso godiamo per la situazione, sei in un letto con una femmina dotata del tuo stesso sesso, già questa situazione mi eccita di suo. Purtroppo non ho mai avuto l’opportunità di fidelizzare un rapporto con una trans, ho avuto incontri in cui si è creato un momento di intimità empatica, fatta di pensieri condivisi di emozioni, scambio di idee anche se di pochi minuti, ma raramente ho saputo dare piacere alla trans come mi accade con una donna biologica.
Andando a trans da passivo è un modo egoistico di cercare piacere, non è un caso che scelgo quelle trans più dotate.
 
Io personalmente non ho mai avuto esperienze con trans, anche se la cosa mi ha sempre in qualche modo incuriosito.
Per quel che riguarda le esperienze che ho avuto escludendo le pay credo di aver compreso che le dimensioni contano per certe persone, molto meno per altre. Una volta un'amica mi ha confidato che è uscita per un periodo con uno che aveva un arnese di una certa importanza e per lei non è stato poi così fantastico....
Guarda le confidenze delle amiche meglio lasciarle perdere. Poverine, mentono a se stesse.
 
Ultima modifica:
Ma parlare di sessualità femminile (donna biologica) con una trans lo trovo un controsenso... biologicamente siamo tutti uomini.
Secondo me stai semplificando un po’ troppo.

“Biologicamente siamo tutti uomini” non ha molto senso: esistono corpi maschili e femminili, e la sessualità non è fatta solo di biologia ma anche di testa, esperienza e relazione.

Sul discorso che noi donne trans, non operate, è un controsenso: è semplicemente una sessualità diversa da quella di una donna cis, ma non per questo meno “reale”.

E sulla frase finale… dire che a nessuna donna etero dispiaccia “un bel cazzo duro” è una generalizzazione bella grossa. Basta parlare con un po’ di donne per capire che il piacere è molto più vario e non ruota tutto intorno a quello.

Più che stabilire regole valide per tutti, forse ha più senso accettare che il piacere cambia da persona a persona.
 
Porto una mia esperienza, perché secondo me si dà troppo peso alle dimensioni.

Avevo un paio di clienti con problemi di erezione legati a fattori fisici (post-operatori, patologici, genetici, ecc.), quindi sotto la media. Sulla carta uno pensa che manchi qualcosa… in realtà non è così.

Proprio perché non potevano puntare sull’erezione, avevano sviluppato un’attenzione e una capacità nel dare piacere fuori dal comune. Lo dico senza giri di parole: i migliori pompini che abbia mai ricevuto.

Il livello di appagamento era altissimo, perché c’era un'attenzione ai dettagli, sensibilità e una vera voglia di farmi godere.

E anche dal loro lato passivo non mi sono mai tirata indietro: in quel contesto era tutto molto naturale, senza blocchi.

Per questo dico che fissarsi su dimensioni o sulla prestazione “classica” è limitante. Il piacere è molto più ampio di così.
 
Tornando a noi ,scusa l'esempio ma e' per capirci, se vai in giro per l'italia e' meglio un'auto
grande (non necessariamente la piu' grande) o una piccola tipo smart ?
Capisco la metafora e rende bene l’idea della “dimensione visibile”.

Ok, le dimensioni contano, ma non tutti sono predisposti a riceverle, quindi la platea si restringe parecchio. È un po’ come per un’auto grande: può essere bella e potente, ma trovare un parcheggio comodo diventa più complicato.

E se capita un “incidente di percorso” e l’auto non funziona più… beh, può esserci un momento di frustrazione, ma si trovano sempre altri modi per completare la propria esperienza. Nel sesso succede lo stesso: se qualcosa non va, ci sono sempre altre forme di piacere e modi per vivere la sessualità appagante.

Alla fine, come per le auto, non è solo questione di grandezza. Una “Smart” può essere più versatile, facile da usare e comunque dare tanta soddisfazione. Nel sesso, più che le dimensioni contano sensibilità, attenzione e chimica tra le persone.
 
Secondo me stai semplificando un po’ troppo.

“Biologicamente siamo tutti uomini” non ha molto senso: esistono corpi maschili e femminili, e la sessualità non è fatta solo di biologia ma anche di testa, esperienza e relazione.
Si ma la biologia non mente

Sul discorso che noi donne trans, non operate, è un controsenso: è semplicemente una sessualità diversa da quella di una donna cis, ma non per questo meno “reale”.
infatti quindi non ha senso di parlare di donne o sessualità femminile. Una donna ha una forma mentis (generalizzando) totalmente differente da quella di un uomo o di una trans.
Sono di certo più simili uomo e trans. Di fatti dalle trans esportando vanno principalmente uomini.


E sulla frase finale… dire che a nessuna donna etero dispiaccia “un bel cazzo duro” è una generalizzazione bella grossa. Basta parlare con un po’ di donne per capire che il piacere è molto più vario e non ruota tutto intorno a quello.
una donna etero è attratta anche da un cazzo duro e funzionante. Altrimenti come le scopi?
Ma stessa cosa vale per le trans, a meno che non siano disposte a fare solo la parte attiva. Forse a pagamento.
Ma in un contesto free una trans vuole fare la donna (a parte casi particolari).

Più che stabilire regole valide per tutti, forse ha più senso accettare che il piacere cambia da persona a persona.

Sicuramente
 
Si ma la biologia non mente

Si ma la biologia non mente
Sì, il sesso biologico è reale, ma l’identità di genere e la sessualità non si riducono alla biologia: includono esperienze, relazioni e percezioni personali.


una donna etero è attratta anche da un cazzo duro e funzionante. Altrimenti come le scopi?
Ma stessa cosa vale per le trans, a meno che non siano disposte a fare solo la parte attiva. Forse a pagamento.
Ma in un contesto free una trans vuole fare la donna (a parte casi particolari).
Il piacere sessuale non può essere ridotto a ruoli o genitali: varia molto tra persone, indipendentemente dal genere o dall’orientamento. Le generalizzazioni come quella che hai fatto non rispecchiano la realtà.
 
Sì, il sesso biologico è reale, ma l’identità di genere e la sessualità non si riducono alla biologia: includono esperienze, relazioni e percezioni personali.

Ok ma esperienze relazioni etc le hanno etero gay etc...

Il piacere sessuale non può essere ridotto a ruoli o genitali: varia molto tra persone, indipendentemente dal genere o dall’orientamento. Le generalizzazioni come quella che hai fatto non rispecchiano la realtà.

Il piacere sensuale può tradursi anche nel guardare e basta.
Io parlo di piacere sessuale, quello semplice e maggiormente diffuso.
Per l'uomo, tradotto, in una o più belle sborrate 😘
 
Il piacere sensuale può tradursi anche nel guardare e basta.
Ok, vedo che parli di piacere sessuale ‘semplice’ e diffuso, ma ci sono diverse discrepanze nel tuo ragionamento.

Io parlo di piacere sessuale, quello semplice e maggiormente diffuso.
Primo, ridurre il piacere sessuale a genitali e orgasmi è una semplificazione enorme: il piacere è anche emotivo, relazionale e psicologico, e varia moltissimo tra individui, a prescindere dal genere o dall’orientamento. Non tutte le donne etero o le persone trans reagiscono allo stesso stimolo fisico o ricercano le stesse esperienze; c’è chi trova piacere anche in modalità non genitali o in forme di intimità più complesse.

Secondo, le tue affermazioni sulle trans sono stereotipate e riduttive. Dire che una trans vuole fare la ‘donna’ a meno che non sia a pagamento ignora completamente la varietà di esperienze e desideri reali. La sessualità non è una regola matematica: ognuno ha gusti, preferenze e limiti diversi.
Per l'uomo, tradotto, in una o più belle sborrate 😘
Infine, anche la logica della tua argomentazione è contraddittoria. Se il piacere sessuale fosse davvero così uniforme, non esisterebbero tutte le sfumature di desiderio, attrazione e relazione che vediamo nella realtà. La biologia può descrivere corpi, ma non determina in modo rigido come le persone provano piacere o cosa desiderano.

In sintesi: la tua descrizione riduce fenomeni complessi a meccanismi meccanici e generalizza a partire da una presunta norma, ignorando l’enorme variabilità individuale e le dimensioni emotive e psicologiche del piacere sessuale. Non esiste solo il tuo piacere, sai?
 
Per l'uomo, tradotto, in una o più belle sborrate 😘
Questa frase EMI ha colpita: ‘Per l’uomo, tradotto, in una o più belle sborrate 😘’ – è un esempio lampante di riduzionismo estremo.

Veramente sei convinto che il piacere sessuale è legato solo e soltanto a un gesto meccanico e a un risultato visibile?

É come dire che leggere un libro significhi solo muovere gli occhi sulle parole: ignora completamente tutto ciò che avviene nella mente, nelle emozioni e nelle relazioni.

La sessualità è molto più complessa di un semplice atto fisico, e generalizzazioni come questa trasformano un’esperienza ricca e sfumata in una funzione biologica unica e universale io direi proprio superficiale… cosa che, ovviamente, non corrisponde alla realtà
 
Ok ma esperienze relazioni etc le hanno etero gay etc...
Sì, è vero che tutte le persone, indipendentemente dal loro orientamento sessuale o identità di genere, vivono esperienze e relazioni. Ma il punto centrale non è l’esistenza di queste esperienze, bensì la qualità, la natura e il contesto in cui avvengono.

L’identità di genere e l’orientamento sessuale influenzano profondamente le modalità con cui le persone vivono e percepiscono le loro relazioni e il loro piacere sessuale.

Ad esempio, due persone possono avere esperienze romantiche o sessuali, ma la loro interpretazione, le emozioni associate, le dinamiche di potere e le aspettative sociali possono essere completamente diverse a seconda della loro identità.

Una persona cisgender etero, una donna trans o un uomo gay possono avere esperienze che, pur nella forma superficiale di incontri o relazioni, sono diverse proprio delle loro prospettive, delle loro storie personali e del contesto sociale in cui vivono.

Quindi, dire che tutti hanno esperienze simili o equiparabili perché “ci sono esperienze e relazioni per tutti” è una semplificazione che ignora la complessità dell’identità e del desiderio umano.

La realtà non è uniforme: la biologia, l’identità, l’orientamento, la cultura e la psicologia si intrecciano e creano percorsi unici per ciascuna persona. Equiparare esperienze solo sulla base della loro esistenza riduce tutto a una visione superficiale e non rappresentativa del modo in cui viviamo realmente il piacere, le relazioni e l’intimità.
 
Proprio perché non potevano puntare sull’erezione, avevano sviluppato un’attenzione e una capacità nel dare piacere fuori dal comune. Lo dico senza giri di parole: i migliori pompini che abbia mai ricevuto.
bisogna superare i propri limiti, più di una trans mi ha detto che me la cavo bene con l’orale, ma non riesco ad andare fino in fondo, mi da fastidio il sapore del profilattico, quindi l’orale preferisco farlo scoperto, ma come percepisco l’avvicinarsi dell’orgasmo mollo e rovino tutto, non potrei mai farmi venire in bocca, al contrario con le donne faccio di tutto per sentire il loro liquidò scorrermi sulle labbra, ma ricevere sperma non mio in bocca proprio non ci riesco.

Comunque hai perfettamente ragione il piacere non è dato soltanto dalla penetrazione e dalle dimensioni, anni fa frequentavo una trans molto bella, tendenzialmente attiva, ma non particolarmente dotata, però ci sapeva fare, nonostante le dimensioni normali mi faceva venire anche senza toccarmi.
 
Ok ma esperienze relazioni etc le hanno etero gay etc...



Il piacere sensuale può tradursi anche nel guardare e basta.
Io parlo di piacere sessuale, quello semplice e maggiormente diffuso.
Per l'uomo, tradotto, in una o più belle sborrate 😘
Non ridurrei il piacere sessuale a una o più sborrate, un rapporto sessuale è fatto di tanti momenti che provocano piacere psicofisico, per questo evito di frequentare quelle tipe che non parlano, allargano le cosce o le chiappo e ti chiedono ma non sei ancora venuto?
 
per questo evito di frequentare quelle tipe che non parlano, allargano le cosce o le chiappo e ti chiedono ma non sei ancora venuto?
È proprio questo tipo di comportamento che ha contribuito a distorcere il sesso, trasformandolo da esperienza di piacere reciproco a pura prestazione o risultato meccanico. Sono i classici atteggiamenti frustranti: invece di incontri autentici e significativi, tutto viene ridotto a velocità e obiettivi.

un rapporto sessuale è fatto di tanti momenti che provocano piacere psicofisico
E anche nel contesto del sesso pay, la qualità dell’esperienza quando è condivisa hai un Mood diverso. Quando si rivestivano, si notava dalle espressioni del viso che l’incontro aveva una vera svolta alla giornata, lasciando soddisfazione e piacere genuino, e non la classica ‘scopata’ veloce da film porno!
 
Non ridurrei il piacere sessuale a una o più sborrate, un rapporto sessuale è fatto di tanti momenti che provocano piacere psicofisico, per questo evito di frequentare quelle tipe che non parlano, allargano le cosce o le chiappo e ti chiedono ma non sei ancora venuto?

Il mio problema con il pay è proprio dato dal rapporto meccanico che spesso si verifica.
Ora possiamo stare qui a disquisire, perché c'è anche chi si rapporta alla sua sessualità pagando ragazze su of o simili.
O vari leccapiedi etc... nulla di male ognuno faccia ciò che preferisce.
 
Sì, è vero che tutte le persone, indipendentemente dal loro orientamento sessuale o identità di genere, vivono esperienze e relazioni. Ma il punto centrale non è l’esistenza di queste esperienze, bensì la qualità, la natura e il contesto in cui avvengono.

L’identità di genere e l’orientamento sessuale influenzano profondamente le modalità con cui le persone vivono e percepiscono le loro relazioni e il loro piacere sessuale.

Ad esempio, due persone possono avere esperienze romantiche o sessuali, ma la loro interpretazione, le emozioni associate, le dinamiche di potere e le aspettative sociali possono essere completamente diverse a seconda della loro identità.

Una persona cisgender etero, una donna trans o un uomo gay possono avere esperienze che, pur nella forma superficiale di incontri o relazioni, sono diverse proprio delle loro prospettive, delle loro storie personali e del contesto sociale in cui vivono.

Quindi, dire che tutti hanno esperienze simili o equiparabili perché “ci sono esperienze e relazioni per tutti” è una semplificazione che ignora la complessità dell’identità e del desiderio umano.

La realtà non è uniforme: la biologia, l’identità, l’orientamento, la cultura e la psicologia si intrecciano e creano percorsi unici per ciascuna persona. Equiparare esperienze solo sulla base della loro esistenza riduce tutto a una visione superficiale e non rappresentativa del modo in cui viviamo realmente il piacere, le relazioni e l’intimità.

Io sono una persona tradizionale su questo. Non complichiamoci la vita. Se parliamo di sesso l'uomo ha un ruolo e la donna un altro. Con tutte le sfumature del caso.

Mi è capitato anche di conoscere trans non per (loro) lavoro. Tutte volevano una sola cosa. Poi magari hanno provato a proporre parti invertite ma io su quello ho dei limiti e se una cosa mi provoca dolore non mi cimento nemmeno.

Ora che la sessualità possa tradursi anche in altre pratiche che esulano dal sesso ok, ma sono delle perversioni.
 
Io sono una persona tradizionale su questo. Non complichiamoci la vita. Se parliamo di sesso l'uomo ha un ruolo e la donna un altro. Con tutte le sfumature del caso.

Mi è capitato anche di conoscere trans non per (loro) lavoro. Tutte volevano una sola cosa. Poi magari hanno provato a proporre parti invertite ma io su quello ho dei limiti e se una cosa mi provoca dolore non mi cimento nemmeno.

Ora che la sessualità possa tradursi anche in altre pratiche che esulano dal sesso ok, ma sono delle perversioni.
Il sesso non è solo ruoli o atti biologici: è un incontro di corpi, emozioni e desideri, e la reciprocità può assumere forme molto più varie di quanto immagini
 
Il mio problema con il pay è proprio dato dal rapporto meccanico che spesso si verifica.
Esatto, è proprio questo il punto: il problema non è il sesso a pagamento in sé, ma quando diventa meccanico e ridotto a prestazione.

In realtà, hai ragione, anche in pay l’esperienza può essere autentica e condivisa, se c’è attenzione e reciprocità ( da parte sua ) sennò sei solo un numero.

Il vero piacere psicofisico e nella lettura delle espressioni dell’altro.. trasmettono soddisfazione e connessione... è questa dimensione che trasforma l’atto sessuale in un’esperienza significativa, e non una semplice prestazione da completare.
 
Leggo tantissime cose interessanti, credo che stiamo fuori tema del post, ma provo a semplificare dicendo che stiamo parlando di situazioni ed emozioni che si presenterebbero più facilmente in contesti non pay.
Per l’uomo come scrivono qui sopra il piacere più semplice si tramuta in una sbo….ta che pagando è quello che si cerca.
Se si cerca altro pagando, parlo di emozioni, effusioni, coccole ecc….. credo che si sbagli luogo. Non si può pagare una pay per cercare questo.
Poi, può succedere che ci si innamori, che nasca qualcosa in più ma sono situazioni borderline dove vengono meno i ruoli, cliente/pay e se c’è corrispondenza ahiahiahi.

Ritornando alle dimensioni, bella l’analogia con l’auto. Un mio amico ha la Smart e cavolo si va dappertutto, si parcheggia dappertutto e non ci sono problemi. Con la mia? Ahiahiahi, parcheggi problematici, stradine troppo strette, alcuni parcheggi privati e traghetto più costoso. Ahiahiahi.
 
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