<div class="bbWrapper"><b>Mi uppo da solo, ovverossia ritiro su questo vecchio 3d, per una delle notizie della settimana. Mario Vargas Llosa è il destinatario del Nobel 2010 sulla letteratura, e proprio qualche giorno prima avevo preso in prestito, in Sala Borsa a Bologna, il suo <i>Pantaleón e le visitatrici</i> (<i>Pantaleón y las visitadoras</i>, 1973) che riesce ad hoc, giacché vi si narra di un capitano dell'esercito peruviano che viene spedito in Amazzonia per organizzare un servizio di corpivendole a beneficio delle guarnigioni ivi stanziate (dal momento che i soldati di quelle guarnigioni, nei mesi precedenti, anche a causa del clima umido e appiccicoso e bollente e insomma afrodiasiaco della regione amazzonica, si son messi a scorrazzare per il territorio e a stuprare qualunque essere di sesso femminile -- anche animale: scimmie p. es. -- che hanno trovato sul loro cammino). Ottimo organizzatore logistico, il buon Pantaleón mette in piedi questo servizio di 'visitatrici', per l'appunto, tenendo conto e scrupolosamente registrando anche le varie necessità della clientela militare: non solo "semplice e normale prestazione" genitale, ma anche "masturbazione effettuata dalla meretrice (manuale: 50 soles; orale o 'pompino': 200)", "atto di sodomia (in termini volgari 'buco stretto' o 'con cacchina': 250)", "il 69 (200 soles)", "spettacolo saffico o 'lesbicata' (200 soles cadauna)", e "casi più insoliti come quelli di clienti che pretendono dare o ricevere frustate, travestirsi o travestire ed essere adorati, umiliati o persino coperti di feci, stravaganze le cui tariffe oscillano tra i 300 e i 600 soles". Insomma, ci sono una bella serie di menù, pietanze, pratiche, organizzazioni ed effetti dell'apertura, per volere dell'esercito, di una sorta di bordello amazzonico a cielo aperto. Il <a href="http://www.einaudi.it/libri/libro/mario-vargas-llosa/pantale-n-e-le-visitatrici/978880618026" target="_blank" class="link link--external" rel="nofollow ugc noopener">romanzo</a>, con il quale assai si sganascia, non può mancare in questo elenco. Ringrazio anche chi ha dato altre notizie, che al momento non riesco a registrare per mancanza di tempo. Orvuàr <br />
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Lorenzo Venier, <i>La puttana errante</i>, 1530-1531<br />
Idem, <i>La zaffetta</i>, 1530-1531<br />
Pietro Aretino, <i>Sei giornate</i>, 1534-1536<br />
Daniel Defoe, <i>Fortune e sfortune della famosa Moll Flanders</i>, 1722<br />
Alexandre Dumas jr., <i>La signora delle camelie</i>, 1848<br />
Émile Zola, <i>Nanà</i>, 1880<br />
Frank Wedekind, <i>Lulu</i>, 1892-1894<br />
Guido Gozzano, <i>I colloqui</i>, 1911<br />
Marcel Proust, <i>Dalla parte di Swann</i>, 1913<br />
Arthur Schnitzler, <i>Girotondo</i>, 1920<br />
Joseph Kessel, <i>Belle de jour</i>, 1928<br />
Nell Kimball, <i>Memorie di una maîtresse americana</i>, 1932<br />
Elio Vittorini, <i>Il garofano rosso</i>, 1933-1948<br />
Mika Waltari, <i>Sinuhe l'egiziano</i>, 1945<br />
Vladimir Vladimirovi? Nabokov, <i>Lolita</i>, 1955<br />
Truman Capote, <i>Colazione da Tiffany</i>, 1958<br />
Dino Buzzati, <i>Un amore</i>, 1963<br />
Gianni Brera, <i>Il corpo della ragassa</i>, 1969<br />
Mario Vargas Llosa, <i>Pantaleón e le visitatrici</i>, 1973<br />
Gesualdo Bufalino, <i>Argo il cieco, ovvero i sogni della memoria</i>, 1994<br />
Paulo Coelho, <i>Undici minuti</i>, 2003<br />
Gabriel García Márquez, <i>Memorie delle mie puttane tristi</i>, 2004<br />
Belle du Jour, <i>Diario intimo di una squillo perbene</i>, 2005</b></div>