Katia è ucraina. L'unico particolare somatico di questa ragazza che non incontra il mio gradimento è il naso, la cui punta appare già da lontano di lunghezza un po' sproporzionata. Per me Katia potrebbe frequentare locali ben più affollati di clientela, come il Marina ad esempio, nelle cui sale ho visto aggirarsi (numerose) donne con corpi meno attraenti del suo.
Non conosce l'italiano e si esprime in inglese. E' mora, alta poco meno di 170 cm., proporzionata; ha belle gambe e un posteriore carnoso, prominente e sodo. In sintesi, ricorrendo a una locuzione che non sono solito adoperare - ma che rende bene la reazione da lei suscitata nel sottoscritto -, Katia mi attizza non poco. Venerdì scorso, come ho scritto poco sopra, ho fatto una tappa al Margerita soltanto per incontrarla di nuovo, e lei non ha deluso le mie aspettative, fondate, peraltro, su un primo incontro catalogabile come eccellente (ho fornito qualche particolare in un precedente post). Anche il secondo incontro è stato caratterizzato da una straordinaria intensità...
Mentre ci salutavamo, prima di andare via, mi ha chiesto: "Quando torni?", e quando ho risposto: "Non lo so", lei ha insistito: "E chi lo sa?". Non mi sarebbe costato nulla dire: "Tornerò non appena potrò" (e potrebbe essere vero...). Invece, ho stupidamente risposto: "Solo Dio lo sa".
P.S. 1) Io ho parcheggiato, entrambe le volte, nello spazio antistante la villa, davanti al vialetto d'ingresso; 2) Cosa penso dopo aver vissuto simili esperienze? "Se a me è andata così, anche ad altri è andata, o potrebbe andare, allo stesso modo".