Beh, che dire, se non grazie a questi meravigliopsi compagni di viaggio.
Tre pensieri musicali come i Nomadi, Rigoletto e Gli altri siamo noi, non è proprio da tutti.
Può anche sfuggire il senso, ai vergini (di musica ed emozioni, s'intende). Ma, pur casualmente postati su questo 3d, sono tre sequenze di una straordinaria portata emotiva.
Mi soffermo con una riflessione in più su quello di Glenda, non tanto per compiacere la fondatrice della vallata, ma perchè nel 1991 Tozzi non vinse Sanremo (pur avendo portato probabilmente il pezzo migliore) proprio per la portata di quella canzone. Troppo trasgressiva, troppo sofisticata, troppo audace per un'Italia che non riesce a guardare oltre al suo naso. E al suo piccolo, squallido giardinetto.
Gli vinse un Cocciante melodrammatico, che cantava una canzone (Se stiamo insieme) che manco lui riusciva a capirne il significato, sfigato com'è. Ma era la classica canzone che mette d'accordo tutti, puttanieri padri di famiglia, ministri cattolici con troie sotto il letto, dirigenti rai con le mogli ai banchetti ufficiali e le amanti negli hotel, vaticano.
Tozzi, per il 1991 è troppo avanti. Troppo distruttivo. Troppo profetico.
Allah come Gesù in chiesa o dentro una moschea. Troppo blasfemo per i bigotti imbecilli.
Famiglie di operai licenziati dai robot e zingari dell'est in riserve di periferia. Non è forse la fotografia delle nostre città di oggi?
Tutti vittime e carnefici. Quanto è attuale, se pensiamo a quel che è successo dalle torri gemelle a Bruxelles.
Tanto prima o poi gli altri siamo noi.
Eppure, forse, questo ancora dobbiamo capirlo.