Ti ringrazio, il momento è quello che è, le parole di conforto non risolvono la situazione ma sicuramente aiutano molto
Ho perso entrambi i genitori a distanza di 10 anni l'uno dall'altro quando ancora non avevo 30 anni.
Mio padre all'improvviso per infarto, mia madre dopo una breve malattia.
In entrambi i casi ho sofferto, ma non quanto ho sofferto per la perdita, per incidente stradale, di un fratello non ancora 40enne. Con lui avevo un rapporto straordinariamente affettivo, che era viepiù rinsaldato dopo la morte dei genitori.
Col senno di poi, e con un po' di cinismo, il lutto dei genitori non è stata una grave perdita. Loro non hanno sofferto più che tanto, e a noi familiari hanno risparmiato lo stress di doverli accudire in una lunga malattia.
Altro aspetto psicologicamente non indifferente, il ricordo di un parente che, paradossalmente,
quando è morto era ancora vivo, cioè non era diventato (perdonatemi il termine) una larva.
Ho avuto modo di conoscere persone che la morte se la sono veramente sudata. Per un familiare, oltre che pesante fisicamente per l'assistenza, è molto doloroso psicologicamente vedere deperire un proprio caro giorno per giorno. Quando ci si trova in quelle situazioni la morte giunge quasi gradita, anche se, razionalmente, è la constatazione che una parte di te se ne è andata per sempre.
Ma la vita non è altro che trasformazione di energia.
Dopo la morte, più che nel paradiso, a me piace pensare che si ritorna a quell'energia primaria di cui è fatto l'universo.
È solo la consapevolezza che ci rende diversi da un sasso...
Condoglianze @ziohigh