@Alphamanxxx hai ragione, i 3 euro dei cioccolatini non possono essere considerati un vero regalo ma sono molto importanti nella filosofia di questo thread, molto più che regalare un profumo o un indumento intimo. Sono uno spartiacque.
I tre euro in cioccolatini, tu, cliente, li stai portando ad una prostituta che, fino a prova contraria, non è una tua vera amica e vi incontrate solo per scopare. Quindi immagino che tu fai questo piccolo gesto per "ingentilire" l'incontro.
Ma nella vita normale, se ti capita l'occasione, a chi li porti i cioccolatini?
Li porti ad un'amica che conosci da tempo, ad una parente, a qualche ragazzino figlio di amici, oppure li porti alla fruttivendola che così ti lascia una mela in più o alla signora degli alimentari che, chissà, magari ti lascia una bella fetta di mortadella?
Voglio dire che i regali fatti dove il rapporto è solo commerciale, e con le pay è esattamente così nella stragrande maggioranza dei casi anche se l'hai già incontrata 10/20 volte e sei un suo fidelizzato, lasciano il tempo che trovano, sono senza senso, sono stucchevoli, sfiorano il patetico.
Poi è comprensibile che molti si sentano nel rapporto con la pay, unici, speciali e colti da romanticismo di cioccolata, floreale o di altre cose. Lo posso dire perché in questo tipo di tunnel ci sono passato anch'io e vedevo le cose in un certo modo.
Poi quando ho capito che mentre io salivo le scale del residence felice col mio regalo in mano, lei era in bagno ad usare il collutorio dopo il pompino appena fatto a qualcuno mai visto prima o sul bidet a rinfrescarsi la pussy dopo le acrobazie col cliente appena uscito, il "romanticismo" mi è come sparito e le mie prospettive sono cambiate, perché sempre e solo di rapporto commerciale si tratta e nessun regalo sposta l'equilibrio di quel tuo incontro.
Non ho la verità in tasca, parlo solo delle mie esperienze passate, e c'è voluto tempo per capire come stavano davvero le cose, quando ci sei dentro tutto sembra più sfumato, e quello che mi raccontavano gli altri mi interessava poco, e l'esperienza, purtroppo, è valida, decisiva, solo se la si vive sulla propria pelle.