I sensi di colpa come i precetti morali, ma in verità anche i precetti legali, sono nati agli albori di qualsiasi società civile per regolare i rapporti sociali in modo da garantire la minor conflittualità possibili tra gli individui di una stessa comunità, senza i quali, non ci sarebbe più convivenza civile e quindi comunità ma di nuovo conflitti e legge della giungla.
Se non ci fossero precetti morali, sensi di colpa e sopratutto norme di comportamento con valore legale di restrizione parziale della libertà dell'individuo, io potrei rubare, ammazzare e chi più ne ha più ne metta (in pratica commettere quelli che chiamiamo crimini, ma anche ciò che chiamiamo condotto disdicevoli, riprovevoli o comunque discutibili) senza subire alcuna conseguenza (se non subire a mia volta le medesime o analoghe azioni dannose).
Questo porterebbe ben presto all'anarchia, o alla 'meglio' alla legge del più forte, rendendo impossibile qualsiasi società o convivenza (pseudo)civile.
Tutta questa supercazzola per dire che?
Che i sensi di colpa, l'etica e le leggi, benchè noisi, brutti o difficili da rispettare, purtroppo (o per fortuna) servono invece a farci andare il più possibile d'accordo gli uni con gli altri. In modo da (si spera) guadagnarci il più possibile tutti e rimetterci invece quasi nessuno.