Caro Gekkone, se può consolarti, io ho sempre vissuto con disagio e poca spensieratezza questa attività ludica: vuoi per rimorsi economici, vuoi per il disagio di sentirsi sopraffatto dalla spinta ad andare, fatto sta che solo quando i pianeti sono stati perfettamente allineati ho trovato la giusta serenità di godermela fino in fondo, a cuor leggero.
Condivido chi sostiene che se si è single, se l'attività non ti porta alla rovina e se si accetta il rischio di qualche malattia (variabile a seconda della predilezione o meno di FK, BBJ, Daty), sarebbe giusto viverla serenamente.
Ho iniziato "tardi", intorno ai 25 anni, a seguito di anni di passaggi nella strada statale delle prostitute della mia zona, da solo o con amici, solo per guardare come si sarebbe guardato un numero di Playboy. Poi in una serata di ritorno a casa, molto brillo, in una zona periferica in un orario in cui non stava passando nessuno che potesse farmi temere di essere visto, improvviso come un raptus la decisione di accostare, con l'adrenalina alle stelle, per approcciare una prosperosa ragazzona (guarda caso) ma tutto sommato neanche un gran che, per farle segno di salire senza neanche chiedere quanto e cosa, col cuore in gola temendo che passasse qualcuno. Ci appartiamo lì vicino, fatico persino ad avere l'erezione, sono travolto dall'emozione dell'evento, mi concentro sulle tettone, alla fine vengo solo di mano: nè BJ, ne rai1, ne tantomeno FK o BBJ. Torno a casa da mamma e papà inebetito per l'esperienza, senza neanche realizzare se mi è piaciuta o no.
Inutile dire che il fatto ha lasciato il segno dato che da quel momento in poi non smetto più, i primi tempi sempre in strada, poi inizio ad avvicinarmi al mondo loft e abbandono la strada.
La frequenza è moderata, ma preferisco non fare il calcolo di ciò che ho speso in tutti questi anni che è tantino. Mi consolo solo pensando che se fossi stato un tombeur de femme, per avere lo stesso numero di esperienze avrei speso molto di più.
I disagi, dicevamo, li ho sempre avuti per il lato economico (nonostante la consolazione che ho citato sopra), per il rischio di contrarre qualche malanno, per il rischio di essere scoperto in qualche modo dalla compagna del momento e di farla soffrire, ma credo soprattutto per il fastidio di sentirsi non già libero di andare, ma costretto a farlo dalla pulsione.
Negli ultimi anni ho raggiunto forse un minimo di apparente equilibrio, diradando di molto le esperienze, forse godendomele per questo di più, e azzerandole negli ultimi due proprio perchè sentivo come la routine e la noia prevalessero su ogni piacere.