Re: CHINA - REGGIO EMILIA - TREND (SUPPL.REPORTER)
vado a raccontare la fantozziana esperienza che ho vissuto.
Giornata atroce sul lavoro con scazzi e controscazzi. sono raffreddato e non posso sfogaremi andando a correre, quindi vado per pompini: quando sono così non mi va neppure di trombare, non voglio fare nulla.
Convinto di avere un trentello nel portafoglio salgo da lei e concordo, appunto per questa cifra, un pompino. Estraggo il portafoglio e, sorpresa, ho solo un deca (a tutt'oggi non ricordo perchè sia uscito un venti senza che la mia mente matematica lo abbia registrato. età?). Ostento tranquillità ma smadonno come un turco, anche perchè sembrava confezionata ad arte per penetrare nella tana: una figura da pezzente che non ho certo voglia di fare.
La tipa non è certo un fiore ma devo ammettere che rispetto alla totalità delle china è più attraente: il puzzo di aglio e fritto nell'appartamento era però eccessivo come in tutte le case di queste girls dagli occhi a mandorla.
Mi dice che con questa cifra non fa nulla e, visto che ormai sono lì e la tipa tutto sommato non è male, esco pensando al bancomat più vicino: a questo punto mi faccio una trombata che tutti gli scazzi dilava e vado a vedere la puntata di annozero in cui si parla di noi punter.
Faccio per avviarmi quando, da una finestra che dalle scale dà sul portone di ingresso, vedo: 1)una famiglia di cinesi (saranno almeno in 5) che caricano una macchina 2) una famiglia di rumeni che scarica le borse della spesa e si avvia verso il portone di ingresso 3)due marocchini seduti sul cofano di una macchina che conversano amabilmente.
Non sono le persone che generalmente incontro in centro al sabato mattina per la consueta vasca, ma mi vergogno ad uscire sotto questa Curva Sud: giro i tacchi e busso a Kory. Le chiedo se mi ospita due minuti due, il tempo di lasciare andare tutti quanti ( o perlomeno alcuni). Lei è un pò divertita, mi guarda senza dire nulla e io le sorrido. Le mostro il decino con l'espessione di chi arriva fino lì, ed allora lei mi fa un gesto eloquente: quello della sega.
Rido, subito dico no, allora lei mi fa cenno di uscire: io penso che siano ancora tutti lì e allora acconsento.
Una sega può essere recensita? Credo di no. Manina morbida e io che la ravano tutta nel mentre. Provo a spingerla per un pompino ma rien a faire, gli accordi sono altri. Sborro copiosamente con la manina non operativa a capocchia sulla cappella per impedire schizzi infausti, in particolare sul notebook acceso a fianco del letto,.
Esco e non c'è nessuno: una avventura diversa, pensando che la merda non pagava e si trombava la D'addario, che è molto meglio di Kory che ho pagato dieci euro per una sega.