E' passato abbstanza tempo tra le mie gite ed il loro racconto.
Temo che molti dettagli si perderanno nonostante ne tenga traccia. Avendone fatte diverse, potrebbero intersecarsi un po’, ma sono sicuro avrete pazienza. Butto giù queste impressioni sfumate come viene.
Arrivato sempre alle prime ore di apertura con amici. Un bel gruppo di provenienza eterogenea.
Così come eterogenea è l’esperienza di frequentazione di chi lo compone.
Che sia la signora bionda o la bella Barbara, l’accoglienza è sempre stata buona.
Carico come sempre prendo la prima che capita, ovvero Tina. Bella ragazza, ma nulla di trascendentale. Fa il suo e nulla di più. Ma tant’è, è servita allo scopo. Ora posso mangiare.
Colazione abbondante e mista dolce/salto.
Rientro in arena, e presento qualche ragazza agli amici.
Adela, Dana, Ramona, Wiky…per una gita…Miriam, Megan, Ribana per un’altra…
Decanto un po’ le loro doti, tra il serio ed il faceto.
Vaghi ricordi delle salite più lontane, quindi ometto.
Ricordo la stanza con Adela, che mi convince quando, dopo una mia battuta, mi mostra il suo dito medio…rende di più quando è un po’ incazzata…Dio quanto mi piace quella bella mascella squadrata e quello sguardo profondo. Come Ramona, non ti guardano, ti esaminano. In camera è grandissima, assolutamente, sebbene la interrompa sul più bello…mi spiace shatzi, ma sono io il cliente…
Presenti Dilara (bellissima), Raluca (assolutamente fuori categoria e con il reggiseno rosa…e basta…), Rachel (veramente notevole), Dora (solita stronza), Ramona, Mariola, Karin, Athene. Parecchie da calendario.
Colpisce molto Monique, sia in versione abitino nero stetch con il bel seno esposto, che all naked con straccetto rosa alla vita. Fisico straordinario e naturale, su viso schiacciato. Perfetta indossatrice di passamontagna, direi. Tira da impazzire Monique, ma puzza di missile da un chilometro. Certo che l’incedere con quel sedere all’infuori, non lascia indifferenti…
“Cifosi biblica” la definisce scherzosamente un grande amico - un gigante - nel riferirsi al di lei posteriore.
Ritrovo anche qualcuno che non vedevo da un po’. E conosco nuovi personaggi, che hanno fatto un lungo viaggio e che saluto calorosamente e ringrazio per l’invito, sperando di andarli a trovare nelle loro terre al più presto.
A distanza ravvicinata di tempo noto parecchi nuovi arrivi tra le ragazze, che non mi dispiacciono per nulla.
Donatella, Ionela (ormai lì da un po’). Alessia e Crina in fuga dal Wellcum.
Graditissimo rientro di Antonia, bella come l’avevo lasciata prima partisse in Olanda, quando faceva coppia con Polina, entrambe bulgare. Fisico – come chi ha visto i calendari…o lei dal vivo – fuori immaginazione. Ma purtoppo non avevo grandi energie quado era libera, e ci siamo limitati sempre a parlare in inglese.
Altre, molto apprezzabili, ma i cui nomi mi sfuggono.
La protagonista femminile della prossima camera, è una giovane donna ungherese dai capelli rossi. Alta 170 cm, pesa circa 55 kg, direi. Carattere meraviglioso. Le camere con lei si perdono in ere sconfinate, sia come tempo che come numero.
Bella anche Rita, con seno e naso nuovi, presente ad una gita, e come sempre spiritosa la Susi, che ho visto una volta sola, dato che un’altra è stata praticamente sequestrata tutto il giorno da un amico.
Ramona stranamente non è alle macchinette la prima parte della giornata, così me la godo un po’, in sala ed in camera, tra sesso e confidenze. Fa coppia con Wiky, che vedo con carattere e folta chioma diversi… e che coppia! Lascio la prima all’arrivo del suo cliente abituale.
C’è sempre una bella atmosfera. Frizzante. Le ragazze girano, camminano, si propongono.
Si vede movimento, cosa che amo.
La musica ha finalmente trovato volumi e note giusti, ed il giusto crescendo durante la giornata.
C’è molta gente, in questo periodo. O magari li avrò trovati io nelle salite. Benchè il tempo non sia ancora dei migliori per fruire del giardino, in una giornata qualche orso comunque uscirà a stendersi sui divanetti e sedie a dondolo.
Paula, Sybil, Ribana, Raluca stazionano nel solito divanetto. Sybil è scatenata. Vuole comprarsi un nuovo cellulare, e chiede ai clienti, da par suo, di contribuire con una “rata”. Paula ed io ridiamo ai suoi approcci. Convince quattro ragazzi e li porta su tutti. Credo in un’ora abbia finito di pagarlo, il telefono…e non mi stupisce. Non sarà la bellezza “nature” dei primi calendari, ma – benché vistosa – il fisico è notevolissimo e personalmente ho avuto sempre belle prestazioni. Da Globe.
Paula, la piccola fluturashule portocaliu, ha una parigina bianca. Abbronzata. Sebbene sia nuda, scoppia e fuoriesce dappertutto. Piena di rigoglio. Una creatura tutto sesso. Sporca e pura come deve essere il sesso. Una maledizione.
Saliamo per l’ennesima camera. Difficile reggere il peso di tanta bellezza. Faccio da contrappeso con le mie vecchie e stanche ossa, un po’ di mestiere, e la bravura della ragazza, che mi tira fuori forze che neppure io sapevo di avere. Grande camera come sempre.
Le code di sopra aumentano, all’avanzare delle ore, durante tutte le giornate, ma nulla di insormontabile con un po’ di pazienza. Ne ho viste di peggiori. E poi non sono in fila alle poste.
Mirella presente ad una gita, con nastrino attorno alla testa è notevole come sempre, e come sempre non mi esimo, anche perché il ritiro è imminente. Lei è rimasta uguale dal primo calendario. Bellezza naturale e non artefatta come se ne vedono poche, e per me, sempre ottima professionista, cosa che posso dire solo in parte per Jasmin (ora mora), ormai fissa a Villach dopo Ingolstadt. Grande fisico naturale la seconda, cui fa da contraltare un carattere lunatico, non sempre all’altezza.
Ma non si può volere tutto. A chi interessa siede sempre su un bracciolo del divano sotto la scalinata.
La cena è eccellente, e posso parlare per quanto ho mangiato con gli amici, che per quanto ho provato di diverso dagli altri. Che sia il filetto al pepe verde con verdure gligliate annaffiato da vino bianco, o il pollo con le patate e la pasta coi carciofi, tutto è ottimo. Compreso il dolce con le fragole. Caffè e amaro. Sigaretta, e disquisendo con il mio ospite su come sia questa o quella ragazza, sulle impressioni sul locale e su consigli e programmi vari, mi guardo attorno al tavolino.
Alexandra, in abitino a rete fucsia, ed un paio di ragazze, Rachel e Raluca, di guardano.
Sono stremato dalla lunga e intensa giornata, dopo cena, sul tardi.
Eppure, a guardare bene, rimane un lumicino di voglia. Certo, servirebbe la ragazza adatta.
E chi meglio di Erika, che tenevo d’occhio da tutto il giorno?
Anche lei come le altre aveva lavorato molto, tanto che ero riuscito a salutarla “come si deve” solo prima di andare a cena, mentre lei attendeva, fumando, l’amica seduta al tavolino riservato.
Avevamo scambiato poche parole.
Poi la fame aveva prevalso, e l’avevo lasciata sola ad attendere.
Quando mi è scatta la molla, lei era in camerino.
Ho deciso di aspettarla subito appena dentro il cinema, di modo da vederla quando usciva. E da farmi vedere.
In sala solo un attempato orso che guarda il film, toccandosi di quando in quando.
In una delle stanzine del cinema una ragazza opera di solfeggio con maestria, colpi secchi e decisi. Scoprirò poi che è Miriam.
Esce Erika. Montagna di capelli neri, mossi, con qualche colpo di sole. Occhialini. Avvolta nell’asciugamano.
Le sorrido e con l’indice la invito ad entrare. Ero appoggiato al muro vicino allo schermo.
Si appoggia con la schiena al petto, prende le mie mani e le appoggia sui seni, dimenando il sedere che – grazie alle zeppe – è ad altezza perfetta. Esce Miriam con la bocca piena.
E noi entriamo nell’altro stanzino.
L’ormone prende il sopravvento e sistemato rapidamente e malamente un asciugamano, neppure mi levo l’accappatoio che la faccio cominciare. Notevole come sempre Erika. Comunque la si metta.
Un orgasmo profondo mi libera anche lo stomaco, ed esco molto soddisfatto.
Onoro Erika e mi dedico all’area relax, dopo avere preso un paio di asciugamani alla reception.
Francamente, in questo, non vedo il problema. Al Globe fanno così, al World gli asciugamani praticamente sono in un mobile a fianco della reception. A leggere certe critiche mi viene da pensare a quelli che fumavano nei ristoranti prima lo vietasse la legge, o alla patente a punti e quelli che non mettevano le cinture. Ciò che è normale altrove, lo diverrà anche da noi con un po’ di educazione, abitudine e tempo.
Poi una bella doccia (ho sempre trovato acqua calda in stanza e negli spogliatoi) ed un rapido giro di saluti.
Mi vado a vestire in spogliatoio.
Di fronte allo specchio mi sistemo l'abito, e butto l’occhio verso la porta.
Saluto Ribana, in piedi in attesa di incassare.
Lo stesso Susi, che però si avvicina per darmi un bacio. Esito quando le sue labbra si avvicinano alla guancia, ritraendomi un pò.
“Cos’hai fatto con quella bocca?” le faccio sorridendo. “Stronzo” e scoppia a ridere.
Chiudo con Wiky.
Mi strizza l’occhio. Wiky “…fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia”.
Vederla allontanarsi dopo avere riscosso, è un’immagine difficile da dimenticare.