Devo fare una passeggiata nei meandri della mia mente per trovare un sabato così dimesso a Villach.
E nonostante ci rimugini da molto, neppure al picco in negativo avevo trovato una situazione del genere.
Fortunatamente mi sono state sufficienti una manciata di ore di permanenza nel locale, il tempo che avevo a disposizione prima di dileguarmi.
La situazione è questa.
Nel primo pomeriggio il parcheggio è pressoché deserto.
All’ingresso una veloce occhiata e non noto avventori salvo qualcuno in idro, e solo un esiguo numero di ragazze, ma sta per chiudere il ristorante e vado a pranzo.
Solito buffet ma ben presentato e mi dilungo in due parole con l’ottimo Martin, una delle poche certezze, in grado di fare miracoli con pochi mezzi.
Dall’apertura e sino alla prima serata, non più di una trentina di persona e altrettante ragazze nell’arco della giornata.
Con qualche sopravvissuto dello staff e della line up raccolgo diversi sfoghi sui numerosi cambi di gestione e sui problemi del locale. Certo non si respira un bel clima. Nulla che non sapessi, comunque. Ma l’ulteriore conferma che certe professioni non si improvvisano e che serve gente di ben altra risma per gestire un locale del genere. Gente che peraltro latita, dato che in tutta la giornata non ho visto girare, anche se non ce n’era bisogno, un responsabile e neppure qualcuno dello staff e/o sicurezza. Purtroppo chi è veramente capace è in altre faccende affacendato, ed il materiale umano al timone è questo...alquanto rabberciato.
Passiamo al line up.
Veramente mediocre.
Almeno una metà non susciterebbero alcun interesse, fisico o mentale, in nessun avventore con un po’ di esperienza e dotato di una minima capacità di discernimento. Approcci risibili da parte di ragazze poco avvenenti che tentano di abbordare come le galere approdavano con il rostro la propria preda.
Sarò franco: non si può pagare per chiavare certa figa, peraltro alcune anche menzionate qui...ma de gustibus...
Che poi una come Penelope sia ancora a piede libero per FKK ad irretire qualche sprovveduto, anziché nelle patrie carceri, rimane un mistero. Considerazione che vale anche per Gianina (ex Wellcum).
Salvo poco.
Di quelle con cui mi sono intrattenuto più a lungo: le sopravvissute ungheresi orfane di Rita emigrata in terra teutonica in un locale assurto di recente agli onori della cronaca in una trasmissione nazionale; Selena, seppur con qualche piccolo cedimento strutturale; la ex Ruby (ora Lara - in forte recupero dopo che l’avevo vista piuttosto appesantita al Wellcum…certo non ancora ai livelli dei due mesi di calendario 2012, ma ci si sta avvicinando rapidamente e comunque spicca nel grigiore generale imperante) che si conferma solida certezza anche in camera.
Fisico impeccabile e veramente notevole, Larissa (solo omonima della bellezza da calendario nota ai più), magra e mora rumena con capelli neri e lisci seduta al bar fronte macchina caffè, con gran bel seno e piccolo sedere, che però non emana vibrazioni positive, Anzi. Infatti glisso, ma meriterebbe un giro solo per l’avvenenza.
Al contrario emana ottime vibrazioni Vanessa, bulgara ex Margerita, castana occhi azzurri e bel fisico naturale che staziona all’apice del bar vicino alle ungheresi. Molto bella. Molto pacata ed educata. Molto brillante nella conversazione ed eccellente in camera. Un piccolo gioiello.
Un diamante grezzo anche Diana, che a differenza di Vanessa non sa valorizzarsi. Si spaccia per ceca ma è di nota nazionalità, ha un bel viso e seno, ed un sedere rivedibile. La ragazza ha un nonsoché che mi attrae e intenerisce, anche se prova a fare la dura, e ci spendo un po’ di tempo. Tempo impiegato più che altro per correggerne la pessima postura e l’inesistente sorriso. Non a caso con qualche piccolo accorgimento poi ha iniziato ad ingranare, tanto che ad ogni incrociarsi, specie quando incassava, scappava ad entrambi una risata. E si che basterebbe poco. Ma consigli e indirizzi dovrebbero essere dati dalla Direzione, non da qualche volenteroso avventore.
Nel locale grava la solita aria di fumo - meno stantia data la bassissima affluenza - insieme all'odore della logora e scolorita finta pelle.
Nel mio peregrinare tra i due piani del locale, sempre almeno una decina le chiavi appese alla parete. Il saliscendi è solo un ricordo. La musica è veramente orribile e le luci andrebbero un po’ abbassate, questo a vantaggio di molte ragazze. Incredibile che non esista una via di mezzo tra la semioscurità del Marina e Villach.
Cena ottima, mangiata di gran gusto dalla tavolata, che includeva un paio di ragazze, e come sempre ottimo trattamento dalla cucina.
Meno bene il bar. Sorvolo sulla signora bionda che dall’apertura era presente e che si levava di malavoglia e con estrema pigrizia ed indolenza ad ogni richiesta. Molto meglio la giovane biondina del tardo pomeriggio. Aggiungo che, per correttezza verso gli avventori, dovrebbe essere indicato il costo delle consumazioni alcoliche non incluse nel prezzo d’ingresso. Infatti è a pagamento anche il calice di vino, a differenza delle birre e degli spritz (e del vino sfuso nella mensa), che rientrano tra le due consumazioni alcoliche gratuite. Io lo so, ma magari chi lo ha preso credendo fosse incluso non sarà stato contento alla riconsegna del braccialetto, com'è accaduto.
Un piccolo listino prezzi messo qua e là sul bancone, come accadeva tempo fa, gioverebbe.
Bene il dispenser di listerine in bagno, ed in generale la pulizia, sempre "fai da te" in camera. Certo da rivedere con ben altra affluenza.
Sulle mie stanze non ho particolari rilievi.
Ennesima con la Rossa ungherese su cui c’è poco da dire, visto che non c’è una parola per quello che è.
La volpe che le fa leggere i miei post riporti pure questo. Autorizzo.
Per le altre, tutte partecipate e senza sovrapprezzi, ho già scritto sopra.
Peccato il lancio della moneta mi abbia portato a Villach anziché ad Arnoldstein. Lo annovererò tra gli ennesimi tradimenti dell'Euro.