Quanto più un'economia è ricca tanto più, grosso modo, è aperta, e quanto più è aperta, tanto più importa ed esporta, e questo comporta un gran turismo professionale tra paesi, che si somma al turismo da diporto.
La Russia e la Turchia sono certamente meno ricche dell'Europa occidentale, e in questo senso meno esposte ad un contatto diretto con la Cina, ma questo discorso vale anche per Romania, Bulgaria, Ecuador, Bolivia ecc.
Tuttavia prima o poi il contagio arriverà anche lì. Il contagio segue le relazioni commerciali, ora come in passato. Anche la peste si spostava di porto in porto, e quindi dal Mar Nero (dalle basi navali genovesi di Caffa, Chio) arrivò a Genova, e da lì seguì le rotte terrestri e navali del commercio.
Ritengo probabile che Russia, Ucraina, tutta l'Africa e il Sudamerica siano attraversate dal contagio, ma gli Stati Uniti prima di loro, poiché hanno più intensi rapporti commerciali con la Cina e con l'Europa.
Nel medioevo, o ancora nel Seicento, una città poteva chiudere le porte a qualsiasi commercio, isolare il proprio contado, rimanendo autosufficiente dal punto di vista alimentare. Oggi le relazioni economiche sono talmente vaste e profonde che la chiusura del commercio internazionale è impensabile. E se anche fosse possibile, ormai sarebbe probabilmente già tardi, perché questo genere di buoi è molto veloce a fuggire dalla stalla.
Immagino che le americhe siano molto presto davanti a grandi numeri di contagio, perché comunque hanno sicuramente già avuto qualche forma di "inoculo" del virus al loro interno, che lentamente si espanderà.
Incredibile quanto profetiche siano state queste parole.
Se è per questo, c'è gente che ipotizza - da vent'anni - che prima o poi sarà un virus o un batterio ad eliminare il genere umano.
Questo virus ora come ora è molto contagioso e poco letale, ma i virus e i batteri mutano continuamente e casualmente, e una mutazione potrebbe renderlo molto contagioso e molto letale.
Questo, o il prossimo virus.
I casi passati di Ebola, SARS, MERS, "aviaria" hanno acceso una spia che il pubblico, nel suo complesso, non ha recepito.
In generale è difficile, per l'opinione pubblica, valutare correttamente il rischio catastrofe (eventi di scarsissima probabilità ma gravissime conseguenze) ed è questo che porta a fare centrali nucleari (Cernobil, Fukushima), a non rafforzare le dighe di New Orleans (Katrina), o a lasciare, come fece l'Italia, enormi quantità di scorte nucleari in un sito che per poco non è stato investito, nel '94, dalla grande piena del Po (il sito era in Piemonte, nei pressi della Dora Baltea o della Dora Riparia, sarebbe stata una vera catastrofe).
La gente deve prima passarci, per mettersi paura. Così come Cernobil ha accentuato ora la consapevolezza del pericolo dell'energia nucleare, o come Katrina avrà si spera reso gli abitanti di New Orleans più attenti sullo stato delle loro dighe, così c'è da sperare che il coronavirus ci renda tutti più consapevoli di questo rischio (e quindi ci faccia fare più investimenti sul contrasto al prossimo contagio, e soprattutto una più pronta risposta).
E' da notare come la risposta cinese sia stata nel complesso più pronta - e di molto - di quella europea, perché loro c'erano già passati (con la SARS e l'aviaria) e quindi avevano già la consapevolezza del pericolo. Noi abbiamo fatto finta di niente sprecando i due mesi di preavviso, che loro non hanno avuto, finché ci siamo accorti che le malattie contagiose girano il mondo.