Dubai trash terza parte
Non nascondo che camminare dietro le due arabe e pensare che da li a poco le avrei manipolate a mio piacimento faceva volare la fantasia a mille, a differenza delle nere e altre etnie che mettevano in sfacciata evidenza la merce, vederle con la tunica e l'hijab (il velo che copre il capo) rendeva la cosa molto intrigante, pensavo a cosa sarebbe accaduto, se si sarebbero spogliate loro, cosa avrei trovato sotto, come sono abituate, del resto era la mia prima esperienza con due arabe. Nonostante l'eccitazione iniziavo a fare anche altre considerazioni, innanzitutto sul luogo dove mi stavano portando e su chi avrei incontrato, non avevo certo voglia di farmi rapinare o peggio, tuttavia, in totale contraddizione con le regole del luogo la prostituzione non è molto gradita e soprattutto da parte delle donne islamiche è un vero tabù.
Insomma un misto di eccitazione e preoccupazione. Arriviamo dopo una decina di minuti nei pressi di uno dei tanti grattaceli, ma invece di entrare dalla porta principale si dirigono sul retro e qui la preoccupazione diventava pesante, una zona non ben illuminata ed all'apparenza non frequentata, decido di continuare a seguirle, ma cerco comunque con lo sguardo vie di fuga, poco più avanti una di loro apre una porta in ferro ed entrano, io la prendo larga cercando di vedere cosa vi fosse oltre la porta e non mi avvicino, poi una di loro socchiude la porta e con la mano mi invita ad entrare.
O la va o la spacca ormai sono in gioco ed entro. Immediatamente mi guardo intorno per vedere se siamo soli e in effetti è così, la ragazza chiude subito la porta e nella stanza siamo solo noi. Sembra pulito, un monolocale che credo fosse poco più che un garage, nonostante sia molto angusto non ci sono cattivi odori e tutto è ordinato. Finalmente sorridono e questo mi rilassa, una versa dell'acqua in un bollitore mentre l'altra mi invita a sedere su un divanetto. Si tolgono il velo scoprendo dei capelli lunghi nerissimi legati a coda.
Non mi parlano, ma si scambiano tra loro frasi che non capisco. Una giocherella con il telefono e avvia una musica degli Abba, forse voleva farmi contento, e si siede vicino, io non aspettavo altro e subito allungo le mani soprattutto per capire cosa ci fosse sotto la tunica, lei mi ferma facendomi segno di aspettare con un sorriso. L'amica nel frattempo con l'acqua del bollitore prepara tre bicchierini di tè e il resto lo versa in una bacinella, porge la bacinella all'amica che prende una tovaglietta. Mi offrono il tè che devo dire era molto buono, e mi invitano a togliere la maglietta che avevo che in effetti era un bagno di sudore (ho dimenticato di dire che di sera nel mese di ottobre la temperatura era intorno i 30 gradi), tolta la maglietta iniziano a pulirmi con la salvietta, lo facevano entrambe e questo mi eccitava molto, diversamente da quanto pensassi la temperatura calda dell'acqua fermava la sudorazione e la pelle rimaneva asciutta, finita la pulizia del corpo, avevo ancora i pantaloni e mi fanno segno di togliere anche quelli, cosa che non mi faccio ripetere e loro mi aiutano. Resto come mamma mi ha fatto e loro senza scomporsi continuano la pulizia, ovviamente tra una risata e l'altra quando arrivano sul fratellino, questo reagisce, ma senza scomporsi finiscono il compitino alternando risatine e carezze maliziose. A quel punto non ne potevo più e ho cercato di infilare le mani sotto lo scafandro della tunica, ma più che capire che erano praticamente nude niente, mi fermano ancora, una di loro si alza, credo fosse la più grande e con eleganza apre la tunica, è di schiena e la fa scivolare via, resta completamente nuda, un corpo longilineo, la pelle ambrata, un sedere rotondo e alto, si gira coprendosi il seno che si teneva su senza reggiseno e l'altra mano sul pube dal quale si vedeva una peluria decisamente folta. Nel frattempo l'amica, che era ancora seduta vicino inizia a muovere la mano dopo pochissimo me ne vengo come un bambino tra le risatine delle due fate. Senza scomporsi riprendono la tovaglietta ripulendo il prodotto della mia prima fatica, non mi ero trattenuto, pur potendo, perché la situazione meritava tutta l'eccitazione. La ragazza nuda mi porge un altro bicchierino di tè e si siede vicino, e finalmente la accarezzo.
Sorridendo le faccio un gesto con il dito come a volerle rimproverare per avermi fatto finire velocemente, ma risponde facendomi capire di non avere fretta, infatti mentre manipolavo la ragazza nuda, la seconda si era alzata e stava procedendo anche lei allo spettacolino, stessa procedura e cade la tunica, mettendo in mostra un corpo meno longilineo, più giovane, e altrettanto bello, i fianchi leggermente più larghi ed il seno meno grande, ma assolutamente una grande figa, decido in quel momento che non c'era confronto con le russe spocchiose che la danno via per un sacco di soldi pensando di essere le uniche al mondo, di fronte a me avevo due fate di una bellezza semplice ed immensa allo stesso tempo.
Il giovanotto riprende vigore in un attimo, solo che questa volta la prima ragazza si adopera di bocca, mentre la seconda si avvicina e si toccare ovunque, sentire quel corpo giovane e sodo tra le mani mi manda in estasi, dopo qualche minuto la più giovane mi si mette a cavalcioni e subito mi viene un colpo pensando di non avere il preservativo, controllo e invece il preservativo c'è, me lo ha infilato senza che nemmeno me ne rendessi conto l'amica mentre mi faceva di bocca.
Insomma si alternano tra loro con una complicità incredibile, fino a quando non si mettono entrambe in ginocchio e concludo sulle boccucce.
Ancora una volta mi ripuliscono, ma questa volta sono veramente sfinito, nel frattempo sono passate due ore abbondanti, senza fretta mi rivesto e loro come sempre mi aiutano, mi asciugano, mi sistemano, mi ridanno la maglietta asciutta, non so come abbiano fatto.
Scopro che sono sorelle (grazie traduttore google) che si sono ritrovate sole dopo la morte dei fratelli e genitori che vengono da una zona rurale dell'interno e che si sono ritrovate nella condizione di dover fare questo lavoro con tutti i rischi che questo comporta, non dimentichiamo che si tratta sempre di un paese mussulmano.
Esco dall'alcova come se mi fossi alzato di mattina, pulito e fresco e il caldo della notte mi aggredisce, loro restano a casa, appena girato l'angolo un arabo mi prende a male parole (credo) probabilmente mi chiede che cazzo faccio dietro il palazzo, non rispondo e me ne vado e inizio a riflettere sul rischio che comunque ho corso, nonostante la grande gratificazione dell'esperienza, se vi capitasse di trovarvi in una situazione simile fate molta attenzione.
segue