Riprovo a fare il post perché il messaggio era troppo lungo e forse sono stato bloccato come spam.
Allora
Rispondo a entrambi gli utenti che mi hanno citato perché mi offrite lo spunto per toccare il vero nervo scoperto di questa epoca.
Al primo utente: Dici che trovare la 'riserva di caccia' è il vero problema. Vero, ma il punto è che oggi quella riserva è inquinata. Non è solo questione di voler Britney Spears o il modello X. Il problema è che oggi una ragazza, mentre cena con te, ha in tasca un algoritmo che le mostra h24 coppie che fanno viaggi più costosi, regali più grandi e sorprese più spettacolari.
Non è solo 'estetica', è competizione con una messinscena digitale perenne. L’uomo medio oggi non deve solo essere gradevole, deve lottare contro un’illusione: quella che la felicità sia sempre 'un post più in là'. Alla fine ti ritrovi a correre per accontentare una persona che, per bombardamento mediatico, è portata a essere strutturalmente scontenta e invidiosa di ciò che vede sugli schermi. Questo è ciò che rende la caccia 'usurante': non la fatica di uscire, ma il fatto di sentirsi sempre 'non abbastanza' rispetto a una realtà filtrata.
Al secondo utente: Parli di 'dissonanza cognitiva' e DNA, ma dimentichi il contesto. Dici che se avessimo 3 messaggi al giorno da donne sceglieremmo la più figa. Certo! Ma il punto è esattamente questo: l’uomo medio quei 3 messaggi non li ha, la donna media (anche quella meno appariscente) ne ha 300.
Questo crea uno squilibrio di potere che 30 anni fa non esisteva. Trent'anni fa la ragazza di 20 anni non aveva 500 uomini in tasca che le facevano i complimenti ogni volta che cambiava pettinatura. Doveva confrontarsi con la realtà del suo quartiere. Oggi la 'capacità delle donne di stare senza sesso' di cui parli è alimentata dal fatto che la loro fame di attenzione è saziata dai social. Hanno il frigorifero dell'ego pieno di validazione gratuita, quindi possono permettersi di alzare il prezzo del 'prodotto' (se stesse) a livelli folli.
In conclusione per entrambi:
Il mio discorso sulla 'scelta di dignità' non nasce dal fatto di non voler 'sudare sette camicie', ma dal rifiuto di partecipare a una farsa. Se la società spinge la donna a essere perennemente scontenta perché 'il vicino di Instagram ha l'erba più verde', e se l'uomo deve farsi carico di questa frustrazione cercando di colmare un vuoto incolmabile, allora il gioco è truccato.
Non è che non vogliamo la 20enne o che siamo pigri. È che abbiamo capito che oggi, per una relazione (seria o free), ti viene chiesto un investimento che non ha più senso. Preferire il focus su se stessi significa smettere di rincorrere un traguardo che viene spostato ogni volta che lei apre un'app. Se questo lo chiamate 'cedere', io lo chiamo smettere di scommettere su un tavolo dove il banco bara.