Caro, il tuo discorso sulla 'meritocrazia' e l'impegno sarebbe perfetto se parlassimo di fatturato aziendale, ma qui parliamo di relazioni umane, che sono tutta un’altra cosa.
Dici che l’asticella si è alzata per tutto? Certo, ma c’è una differenza enorme. Se lavoro sodo, in palestra o in ufficio, il risultato dipende (quasi) solo da me. Se cerco una relazione, il risultato dipende al 50% da un’altra persona che oggi, a differenza di 40 anni fa, non ha alcun incentivo reale a scendere a compromessi.
Ecco dove il tuo ragionamento fa acqua:
Il paragone con i nonni non regge. Dici che i nostri nonni si accontentavano di poco. Vero. Ma la nonna non aveva in tasca uno smartphone che le mostrava ogni secondo la vita da sogno di migliaia di altre persone, convincendola che il nonno fosse 'mediocre'. Oggi anche la 'cassiera della Lidl' che citi è bombardata da standard irreali che le fanno credere di meritare un CEO palestrato. Non è l'uomo che non vuole lei, è lei che, drogata dai social, non vuole più l'uomo medio.
La 'soluzione A' (farsi il mazzo) è diventata una corsa al ribasso. Tu dici: 'Andate in palestra, lavorate, crescete'. Ok, lo facciamo tutti. Ma se tutti andiamo in palestra e tutti facciamo carriera, l'asticella si alza ancora di più in una competizione infinita dove nessuno vince mai davvero. Non è più corteggiamento, è una selezione darwiniana esasperata dove per ottenere una relazione 'normale' devi fare sforzi da 'fuoriclasse'. Ti sembra un sistema sano o un sistema rotto?
I like sono degli uomini? Certo. Ma questo conferma il mio punto: la domanda è talmente disperata e l'offerta talmente drogata dai social che il valore di un uomo normale è colato a picco. Se un esercito di uomini mette like a qualunque cosa, la percezione di valore della donna schizza alle stelle, rendendo di fatto impossibile per l'uomo medio anche solo iniziare una conversazione.
Non è pianto, è analisi. Chiamare 'piagnisteo' una constatazione sociologica è un modo facile per sentirsi superiori. Il punto non è che non vogliamo darci da fare, è che oggi il 'ritorno sull'investimento' di tempo, soldi ed energia per trovare una compagna è diventato ridicolo. Se per comprare un pane che una volta costava 1€ oggi me ne chiedi 100€, non sono pigro io se non lo compro, sei tu che sei fuori mercato.
La verità è che oggi molte donne preferiscono stare sole piuttosto che rinunciare a un briciolo di libertà per un uomo che non sia il 'top 1%'. E molti uomini, giustamente, iniziano a chiedersi se valga davvero la pena di sudare sette camicie per chi non ha nessuna intenzione di venirti incontro. Tutto qua.
Io comunque nel contesto dove vivo e l'ho già detto in passato vedo la maggior parte , netta maggior parte delle persone accoppiate/fidanzate/sposate, chiaro che tizio random non punta la Canalis, in linea generale la bilancia fra dare e avere fra uomo e donna è sempre bilanciata, mettendo tutto sui due piatti ( estetica, potere economico, intelligenza, carattere, intelligenza, ecc ), chi resta fuori per scelta non sua ( ovvero chi vuole una relazione ma non la trova ) ha sempre dei difetti oggettivi, vuoi che sia brutto o pigro o stupido o tutti quanti insieme, le eccezioni ovviamente esistono ma non sono percentuali molto alte.
Vedi la maggior parte delle persone accoppiate? permettimi di dirti che la tua percezione personale non è una statistica. È quello che in sociologia si chiama bias di conferma: vedi quello che vuoi vedere. Se guardi le coppie formate 10 o 15 anni fa, grazie che le vedi. Ma prova a guardare i dati reali sui nuovi single, sulla denatalità e sul crollo dei matrimoni tra i giovani oggi. Quelli sono fatti, non opinioni basate sul vicino di casa.
Ma il punto più debole del tuo discorso è quello dei 'difetti oggettivi'; La 'bilancia' è truccata. Dici che dare e avere sono bilanciati? Falso. Oggi una donna media ha accesso a una validazione sociale che un uomo di pari livello non avrà mai. Questo sbilancia totalmente il 'potere contrattuale'. Se lei, pur essendo 'normale', è convinta di poter avere il top, la tua bilancia salta. Non è che l'uomo ha difetti, è che il valore percepito dall'altra parte è gonfiato artificialmente dal mercato digitale.
È troppo facile dire che chi resta fuori è 'brutto, pigro o stupido'. È la tipica risposta di chi ha avuto fortuna e vuole convincersi che sia tutto merito suo. Conosco uomini brillanti, con un ottimo lavoro e che vanno in palestra, che restano fuori perché non sono disposti a partecipare a una competizione umiliante o a fare i 'salti mortali' per una persona che non offre nulla se non la sua presenza.
Il tuo è il classico errore del sopravvissuto: 'Io ce l'ho fatta, quindi il sistema funziona'. Non è così. Se un sistema richiede sforzi da atleta olimpico per ottenere una vita normale (casa, famiglia, relazione), non è il singolo a essere difettoso, è il sistema che è diventato inefficiente e tossico.
Dire che chi non trova nessuno ha 'difetti oggettivi' è un insulto all'intelligenza e alla realtà che stiamo vivendo. È come dire che se oggi i giovani non riescono a comprare casa è perché sono tutti pigri, ignorando che i prezzi sono triplicati e gli stipendi rimasti uguali. Qui è lo stesso: il 'prezzo' relazionale è fuori controllo, e chi ha la lucidità di non volerlo pagare non è difettoso, è solo sveglio.