Il problema, qui, non si argina, che piaccia o meno. A meno che qualcuno di voi non sappia arginare i lati negativi dell'umanità, nel qual caso altro che parlare di zoccole (senza offesa per le mestieranti): li pregherei di ribilanciare la ricchezza, che non chiedo il lamborghini, ma di non dover vendere un rene per aiutare un parente malato, o far studiare un figlio o chessia, quello sì.
Perché ciò di cui stiamo parlando, come dicevano altri, è un problema di tutte le piattaforme di recensione. Se chi offre si comporta male, puoi metterlo in croce lì, se si comporta bene innalzargli un altarino. Ma a chi non è successo di andare al ristorante e, dopo che gli hanno offerto caffè, o amaro, gli sia stato detto di lasciare una bella recensione? O di avere un amico, col locale o il B&B, e di fargli pubblicità senza mai esserci stato davvero? A molti. Non tutti, ma molti sì.
Perché non tutti comprendono il pensiero economico, ci vuole cultura.
Parliamo di un ambiente di mercato, girano soldi, e manco pochi, porco cazzo. Certo, si parla di ciccine, di sesso, di divertimento, ma è un BUSINESS.
Un pensiero economico porta a dire che se siamo tutti onesti e sinceri, le esercenti che si comportano male vengono eliminate dal mercato, lasciando spazio a quelle buone e meritevoli che, con minore presenza di bidoni, potrebbero pure permettersi di abbassare i prezzi.
Ma le pratiche di mercato sono scorrette, si gioca sporco. Quindi i prezzi volano per quelle che sanno di fare bene, le altre raccolgono le briciole mentre le usano per costruire l'impalcatura. Bisogna essere agili, non corretti. Perché corretto equivale a morto, visto che l'economia è peggio della giungla ai tempi in cui gli umani andavano in giro gobbi.
Quindi, da questo, il cliente approfitta. E parte quella del cliente che, per lo sconticino, fa la buona recensione, perché anche il cliente vuole la sua cazzo di fetta, e se è più grande di quella degli altri, tanto meglio, l'individuo medio non si farà certo in quattro per dividerla, con gli altri.
Che poi, la realtà è che anche questa situazione è equivoca. Mi spiego: ipotizziamo mi contatti una ragazza o un'agency, proponendomi un assaggio del loro prodotto ad un prezzo di favore per avere una buona parola. Tale sarebbe pratica scorretta? Dubito proprio! In realtà vediamo questo meccanismo tutti i giorni con le offerte del supermercato, o il menù al ristorante. Spesso proviamo cose diverse proprio perché ci sembrano un rischio minore. Inoltre, a differenza della transizione monetaria al supermercato, si può tornare indietro, infatti:
mettiamo caso che alla pulzella che mi ha proposto di pucciare gratis dica di sì. Le strade sono due: recensione prima, o recensione dopo.
Se mi espongo prima, lei potrebbe tirarsi indietro all'ultimo, ma d'altro canto io posso sempre eliminare la recensione, e una scusa la si trova per farlo a meno che non succeda ogni due per tre.
Se richiedo di essere pagato prima (e in genere chi offre deve anche dare per primo, in questi meccanismi "sottobanco") allora posso fare recensione con i crismi del caso, ma molto probabilmente la recensione sarà effettivamente positiva perché la tipa chiaramente non si comporterà male proprio con me, risultando in un paradosso, perché potrò essere onesto pur partendo da disonesto.
Perché altrimenti penso ad una cosa: chi cazzo va a farsi una scopata di merda, seppur gratis, per poi mettersi pure a gratificarla? Ok che possa succedere ma per logica di mercato non può funzionare così sempre, nemmeno il più delle volte, è per forza una minoranza d'eventi.
Discorso diverso se invece che la prestazione andassero di mezzo i soldi: al che si diventerebbe alla stregua degli influencer, cartelloni pubblicitari umani di minimo valore proprio ma ampissimo verso il pubblico dei pecoroni. E non potremmo farci nulla: come li abbiamo creati, li dobbiamo distruggere, ma le mie proposte delle fucilate non accolgono il favore popolare, in genere. E dato che qui c'è l'anonimato non sarebbe nemmeno semplice come con i volti pubblici.