Credo che i confini del concetto di “no prof” siano molto labili e anche soggettivi in base alla persona che affronta l’argomento.
Per il mio punto di vista una ragazza può essere considerata no prof quando la prospettiva di finire a letto rimane timidamente accantonata, seppur evocata in qualche modo.
Una no prof, per me, è una ragazza che ti dice di non essere disposta a concedersi solo perché a monte c’è un’offerta economica in tal senso: non considero professionista nemmeno chi accenna alla possibilità di andare oltre, purché si instauri il giusto feeling.
Mi cascano invece un po’ le braccia quando sento tanti bei discorsi sul fatto che il sesso non deve essere dato per scontato e poi puntualmente quando si va a parlare di tariffe viene spiegato che in caso di attività sessuale dovrà essere riconosciuto un compenso adeguato. Non tanto per la maggiorazione, che comunque è del tutto legittima, quanto piuttosto per tutti i bei discorsi apparentemente “puliti” che si erano fatti fino a quel momento e che poi sono andati a farsi benedire di fronte alla prospettiva di guadagni extra.
Ma anche in questo caso non me la sento di etichettarle come vere e proprie professioniste, quanto piuttosto come furbette che approfittano dell’occasione.
Tutto sta, come dicevo all’inizio, nel capire se c’è effettivamente una discriminante assoluta che collochi da una parte le professioniste e dall’altra quelle che non lo sono.
Secondo me questa discriminante assoluta, valevole per tutti, non c’è, perché ciascuno vede il fenomeno a modo suo e secondo la propria percezione.
Condivido con voi l’ultima ragazza contattata su HW.
Ragazza per certi versi “storica”, perché presente sul sito da almeno un paio d’anni, ma mai contattata prima d’ora. L’altra sera ho fatto il grande passo e in poco tempo ci siamo spostati su Telegram. Le ho fatto tutto il classico discorso arzigogolato che faccio all’inizio specificando di non essere in cerca di escort che la danno soltanto perché pagate e da parte sua la risposta è stata perfettamente accettabile: non mi considero una escort, ma qualcosa di diverso, anche per il tipo di servizio che di solito do.
Wow, penso, che servizio offrirà mai?!
Inizio quindi a chiedere più nello specifico e se ne esce fuori dicendo che è una ragazza non facile, che cerca di puntare molto sul dialogo e che valuta l’eventualità di andare oltre soltanto se l’altra persona la ispira e se c’è il giusto feeling.
Non male, dico tra me e me, è comunque interessante perché non è la solita che spiattella il tariffario dell’fkk.
Le chiedo lumi sulla sua tariffa e risponde dicendo che chiede 350 per due ore e 450 per quattro ore: cavoli, fa pure marketing cercando di invogliarti a scegliere l’offerta da quattro ore!
Le dico quindi che sono interessato ad incontrarla per quattro ore e qui casca l’asino: va bene, però quello è il prezzo per la compagnia a cena o durante un aperitivo e comunque senza nessun contatto. Se vuoi andare oltre le tariffe cambiano.
- Ah si? E come cambiano?
Chiedo 250/300 euro all’ora per un rapporto completo…
A quel punto faccio l’ultimo test e le chiedo se possiamo direttamente evitare lo scazzo della cena e delle chiacchiere e concentrarci direttamente sul sesso, chiedendo se fosse stato possibile vederci esclusivamente per iniziare subito con quello e chiedendo conferma se per due ore il prezzo fosse stato di 500/600.
“Si, fammi sapere con un po’ di anticipo”.
Bene, avevo tutte le informazioni che mi servivano per chiudere definitivamente questa storia. Tra l’altro sono riuscito a smarcarmi in maniera elegante e non polemica perché la signorina ha pure detto di essere disponibile esclusivamente dopo cena o nei fine settimana, giorni e orari che per me sono del tutto impossibili e quindi l’ho salutata con un nulla di fatto.
Eppure, nonostante una persona che si approcci così non stuzzichi minimamente il mio interesse, non sono del tutto convinto che sia una professionista, ma la solita ragazza che cerca di cavalcare l’onda del momento.