.....: chi mi ospitava è un amico che ha avuto fino a qualche mese fa una relazione con una tipa, relazione ora interrotta.
Eravamo dunque tra soli uomini.
....... Lei invece mi ha proprio rotto il cazzo."
........, ma mia moglie ha proprio rotto il cazzo, ......"
.......anche a me la mia ex aveva proprio rotto i coglioni: e poi comunque io dico che le donne non capiscono un cazzo, in particolare di politica, bisognerebbe levar loro il diritto di voto."
.....credo che sia l'essere single che l'essere accoppiato abbiano elementi pro e contro..."
Ho quotato alcuni passaggi che mi appaiono significativi.
Prendiamola molto alla larga.
Esaminiamo il concetto di
Locus of control, che non si applica tal quale alle relazioni interpersonali, ma che mi sembra un buon punto di partenza. Tutti noi attribuiamo fatti ed eventi della nostra esistenza a noi stessi, come risultati delle nostre scelte ed azioni, piuttosto che ad eventi esterni a noi ed indipendenti dalla nostra volontà e possibilità di intervento. Tra questi due estremi, tutti ci posizioniamo lunga un punto di questo continuum.
La qualità di una relazione interpersonale è (praticamente) sempre il risultato delle abilità e competenze di due persone: sarebbe evidentemente infantile ritenere che tutto il merito (od il demerito) della qualità di tale relazione sia attribuibile ad una sola delle due parti.
Nello specifico di una relazione di coppia uomo-donna (prescindendo dalle sue variabili e sfumature di fidanzati, conviventi, moglie e marito etc), l'insuccesso in termini di sostenibilità nel tempo è il risultato di uno o più di tali fattori:
1) non essersi seriamente interrogati se si è pronti, e se si è
fatti per una relazione di coppia. Generalmente la scelta di 'fare coppia' nasce dalla constatazione (effimera ed ingannevole) di aver trovato un
altro da sè a noi speculare e sufficientemente simile a quella immagine interiorizzata del compagno/a ideale che tutti noi (più o meno coscientemente) creiamo. In altre parole, non ci chiediamo se
noi siamo fatti per la vita di coppia, ma se
l'altro è il tipo giusto per noi. E' evidente l'errore di fondo, potendo noi conoscere l'altro inevitabilmente molto meno di quanto possiamo conoscere noi stessi. Eppure, ci lasciamo guidare dai vantaggi che (più o meno coscientemente) ci attendiamo dall'altra persona. E' un modo di procedere che non adopereremmo mai per altre scelte ed altri impegni. Se ci venisse chiesto di diventare eremiti, piuttosto che ladri, o preti, ci interrogheremmo probabilmente su quanto
noi siamo adatti per una simile scelta di vita, e non ci sogneremmo di lasciarci guidare solo dai supposti 'vantaggi' di una di queste scelte impegnative, durature, e difficilmente revocabili.
2) altro aspetto metodicamente ignorato è il fatto che il 'fare coppia' determina l'insorgenza della 'coppia', realtà emotiva ed interiore per la quale devono morire le due unità di partenza. Se, e solo se, si riesce a condurre questo doloroso passaggio di morte a se stessi, si può poi rimodulare la propria esistenza per porre in primo piano il successo della coppia in quanto tale. Insomma, deve nascere un
noi che sempre, comunque e dovunque deve avere prevalenza su entrambi gli
io
3) terzo aspetto, consiste nel ritenere che una volta diventati coppia, poichè adulti, se ci siamo scelti
bene (leggasi
se mi illudo di aver trovato l'altro 'sufficientemente perfetto'), staremo bene per tutta la vita, perchè così siamo oggi e così resteremo sempre. Errore gravissimo, il quale trascura il
cambiamento al quale inevitabilmente entrambi andremo incontro. La spumeggiante ragazza che oggi esce avendo in tasca solo il cellulare, tra venti anni si preoccuperà di avere con sè la borsa con dentro portafogli, carte di credito, tessera del supermercato, assorbenti di ricambio per emergenza, fazzoletti, accessori per un make - up di emergenza, fazzoletti umidificati, e probabilmente sarà pronta mezz'ora più tardi dell'orario previsto. E se non abbiamo messo in conto tutto ciò, ci incazzeremo, e invece di parlarne insieme ed affrontare il problema, preferiremo evitarlo, concedendoci una pausa di respiro, magari passando un paio di ore con gli amici a guardare una partita di pallone, sfogandoci, spostando il
locus of control dei problemi del nostro menage totalmente all'esterno, ripetendo e ripetendoci (per convincerci) che alla radice di tutti i problemi c'è che:
....... Lei invece mi ha proprio rotto il cazzo."
........, ma mia moglie ha proprio rotto il cazzo, ......"
.......anche a me la mia ex aveva proprio rotto i coglioni: e poi comunque io dico che le donne non capiscono un cazzo, in particolare di politica, bisognerebbe levar loro il diritto di voto."
.....credo che sia l'essere single che l'essere accoppiato abbiano elementi pro e contro..."
Ho ancora da commentare i vostri interventi, ma il caffè per oggi è finito. Torno a prenderlo con voi con calma lunedì.