Anch'io non saprei dove andare a parare...
per spiegare le decine di cause concomitanti che hanno fatto crescere l'ISIS ci vorrebbe un trattato...
un altro ce ne vorrebbe per analizzare le ragioni che hanno reso la Francia il suo principale obiettivo.
Quella complottistica è una chiave di lettura fra tante, certamente la più semplice ma non per questo quella esatta.
Voglio solo postare una pagina di Octave Mirbeau che ho letto stamattina in cui traspare bene, secondo me, l'annichilimento di un individuo al cospetto di forze che non è in grado di governare ma di cui è, suo malgrado, parte:
Oh, sì! Il giardino dei supplizi!... Le passioni, gli appetiti, gli interessi, gli odi, la menzogna; e le leggi, le istituzioni sociali, e la giustizia, l'amore, la gloria, l'eroismo, le religioni non sono altro che i suoi fiori mostruosi, gli abominevoli strumenti della sofferenza umana... Ciò che oggi ho visto, ciò che ho sentito, esiste, grida, urla oltre questo giardino, che per me è soltanto un simbolo, uguale in tutto il mondo... E per quanto cerchi una pausa di calma, un riposo nella morte, non li trovo, non li trovo in nessun luogo...
Vorrei... sì, vorrei rassicurarmi, mondarmi l'anima e la mente con ricordi del passato, col ricordo di visi noti e familiari... Chiamo in mio aiuto l'Europa, le sue ipocrite civiltà, e Parigi, la mia gaia Parigi del piacere... […] Sono tutti quelli e tutte quelle che ho amato o creduto d'amare, piccole anime indifferenti e frivole, sulle quali ora si stende l'indelebile macchia rossa... E sono i giudici, i soldati, i preti che dovunque, nelle chiese, nelle caserme, nei templi della giustizia s'accaniscono nell'opera di morte... Ed è l'uomo-individuo, è l'uomo-folla, è la bestia, è la pianta, il singolo elemento, insomma tutta la natura che, spinta dalle forze cosmiche dell'amore, si precipita al massacro, credendo di appagare, oltre la vita, i furibondi desideri […] che la divorano e che sgorgano da lei