... è un po’ tardi, ho avuto una giornata piena di cose e non ho ancora cenato, però ho una promessa di LT da mantenere, dunque prima di andare a prendere la bella-di-turno mi fermo davanti ad un negozietto che ha aperto da poco. Pare lindo e moderno, stranamente pieno di luci ed, in barba alla compessità della burocrazia occidentale, offre un incredibile ventaglio di servizi: noleggio auto e moto, taxi, riparazione moto, scuba diving, organizzazione di trastulli per turisti, lavanderia, baretto, alloggio e ristorante con cucina araba/turca/thai/ita/UK. Un grande cartello all’esterno riporta però anche mille combinazioni di fruit-shake, così entro col proposito di chiederne uno da bere in seguito mentre sono alla guida. Tuttavia la scenetta che vedo vale la pena di essere raccontata.
Al centro di una stanza piena di assurdo ciarpame (che va dal carrello dei liquori, alla saldatrice, al trespolo per asciugare i panni) c’è un tizio a petto nudo, indossa solo i pantaloncini, sta allungato su una poltronciona con schienale inclinato. Non è certo un giovanotto, direi tra i 50 e 60, perfettamente abbronzato, con occhiali da sole e basettoni canuti. Potrebbe anche essere italico ma gli parlo in inglese e lui sembra pensare la stessa cosa, dunque ridacchia mentre mi risponde in un inglese che sembra macchiettisticamente scolastico. Parla lentamente, mentre gli ampi gesti della mano destra vengono sottolineati da un sigaro spento. Alla sua sinistra, appoggiato sul pavimento un beverone alcolico piuttosto elaborato. Il quadro è completato da DUE sigorine thai, inginocchiate sul pavimento che stanno praticando un foot massage all’aulico soggettone. E’ così strano in quanto, in genere, per il foot massage l’operattrice è comodamente seduta, ma qui sono due, una per fettone, ed accucciate sul pavimento. Queste due proseguono il loro lavoro e non si voltano neppure un attimo per annotare il visitatore venuto dallo spazio (insomma io). Sembra una roba da imperatore romano o camorrista italico, fate voi. Si fa una breve chiacchieratina, durante la quale, accantonata al volo la possibilità di avere quel che cerco a quell’ora, tizio mi squadra per benino, mi chiede come mai sono entrato nel suo negozio, chiede se cerco donne, e poi decide che è tutto a posto. Fa un segno al tizio thai un po’ male in arnese che mi accorgo solo ora fosse spuntato da non so dove, il quale si ritira silenzioso come un gatto sorridendo in modo sbilenco con la metà dei denti d'ordinanza.
Il nobile signore fa un benevolo cenno con la mano sigarata e mi congeda: “good luck, my friend!”.