Rassegna StamPunter

Gli stessi rischiano, pertanto, una possibile segnalazione all’Autorità Giudiziaria per il reato di favoreggiamento alla prostituzione con possibile conseguenza di sequestro dell’appartamento.

La nostra legge ama la prostituzione stradale.
Chiudendo i bordelli e usando una definizione ampia di favoreggiamento il risultato e' stato questo, una spinta verso la forma piu' pericolosa di prostituzione.
 
http://www.massimofini.it/articoli/lasciateci-almeno-andare-a-puttane

Fini mi è abbastanza simpatico, è un anticonformista che osa parlare male del progresso e della modernità.
Spesso mescola idee originali e coraggiose a delle sciocchezze, ma le prime sono più importanti delle seconde.
Nell'articolo citato non va particolarmente a fondo sugli aspetti legali dell'ordinanza e sembra rivangare i soliti cliché fasulli sulla società beghina e cattolica, quando sappiamo benissimo che all'avanguardia nella guerra ai punter ci sono paesi protestanti come USA e Svezia.
Ma ha il grande merito di ricordare che la prostituzione ha e ha sempre avuto un'importante funzione sociale e soprattutto ha il coraggio di dire

"lasciateci almeno andare a puttane"

Di questi tempi non è poco.
 
http://www.ilrestodelcarlino.it/rimini/cronaca/ordinanza-prostituzione-1.3430204

Rimini, prostituzione, allo studio un'ordinanza che preveda l'arresto per i clienti
Il sindaco Gnassi vuole un provvedimento come quello attivo a Firenze. "Sarà attivo solo in alcune zone, come Miramare"
Pubblicato il 28 settembre 2017

Andare con le prostitute diventa un reato, fino a tre mesi di arresto
Rimini, 29 settembre 2017 - Le multe non bastano. E allora Rimini, come Firenze, intende usare il pugno duro contro i clienti delle prostitute. Chi sarà sorpreso con le lucciole verrà denunciato e rischierà fino a tre mesi di arresto. Ad anticiparlo è stato l’altra sera a Miramare il sindaco Gnassi. «Nei prossimi giorni – ha annunciato – adotteremo una nuova ordinanza analoga a quella del Comune di Firenze, che prevede anche l’arresto per i clienti fino a un massimo di tre mesi».
Come ogni ordinanza in materia di prostituzione, anche questa sarà contingibile e urgente: si limiterà a un determinato periodo dell’anno e sarà in vigore solo in alcune zone della città. E Miramare sarà ovviamente tra queste. Il comandante della polizia municipale, Andrea Rossi, ci sta già lavorando: l’ordinanza potrebbe entrare in vigore già a novembre. «Vediamo se tiene, perché l’Italia è il Paese dei ricorsi e dei controricorsi», ha allargato le braccia il sindaco, ricordando le varie ordinanze impugnate dagli avvocati delle lucciole negli anni addietro.
Ma il tentativo verrà fatto, anche perché le maxi multe da 10mila euro «sono servite», ma fino a un certo punto, come ha riconosciuto lo stesso Gnassi l’altra sera. Sono state un deterrente, ma poi si è trovato puntualmente il modo di aggirarle, da parte sia delle lucciole che dei clienti. La piaga della prostituzione è stata una delle questioni sollevate dai presenti in sala, in particolare dall’albergatore Corrado Della Vista, che ha rilanciato anche il problema degli appartamenti sovrafollati. Gennaro Mauro, consigliere comunale di Movimento per la sovranità nazionale, ha puntato il dito sulla possibilità per le attività di ampliare e riqualificare gli spazi esterni, e su questo Palazzo Garampi è pronto a fare la sua parte.
Nel corso della serata Gnassi e gli assessori presenti hanno fatto anche il punto sulle opere previste a Miramare. Confermata la riqualificazione di lungomare Spadazzi, che partirà alla fine della prossima estate, forse già in agosto. Anche perché il Comune ha ricevuto 1,6 milioni di euro di fondi europei, e deve partire per non perdere i finanziamenti. Altri lavori in partenza (per 3,1 milioni di euro) quelli per migliorare la viabilità tra il Trc e l’aeroporto, con nuove rotatorie e nuovo sottopasso ciclopedonale, e il rialzo del sottopasso di via Cavalieri di Vittorio Veneto. A chi ha chiesto informazioni sul destino dell’ex colonia Novarese, Gnassi ha assicurato che il Comune sta facendo di tutto per riaverla, per poi riassegnarla a investitori privati. Ci sarebbero interessamenti anche da parte di un gruppo arabo.
ma. spa.
 
http://www.ilrestodelcarlino.it/rimini/cronaca/ordinanza-prostituzione-1.3430204

Rimini, prostituzione, allo studio un'ordinanza che preveda l'arresto per i clienti
Andare con le prostitute diventa un reato, fino a tre mesi di arresto


Ma il tentativo verrà fatto, anche perché le maxi multe da 10mila euro «sono servite», ma fino a un certo punto, come ha riconosciuto lo stesso Gnassi l’altra sera. Sono state un deterrente, ma poi si è trovato puntualmente il modo di aggirarle, da parte sia delle lucciole che dei clienti.

a parte la licenza poetico-giuridica del "andare con le prostitute diventa reato", che è per il momento impossibile con un'ordinanza, si noti la coglioneria delle maxi multe che "sono servite ma fino a un certo punto... ", cioè a un cazzo, i poveri cristi beccati in flagranza di pompino ringraziano
 
a volte mi capita di passare davanti alla sede principale del RdC nell'area di Villanova, appena fuori Bologna.
C'è un grande edificio, un enorme parcheggio e... non ci ho mai visto più di poche auto (direi 3-4-5).

Insomma, la mia fantasia è che quel baraccone sia sostanzialmente tutto vuoto e ci siano delle scimmiette assieme a qualche computer che automaticamente copiano e incollano le notizie d'agenzia.
 
http://www.massimofini.it/articoli/lasciateci-almeno-andare-a-puttane

Fini mi è abbastanza simpatico, è un anticonformista che osa parlare male del progresso e della modernità.
Spesso mescola idee originali e coraggiose a delle sciocchezze, ma le prime sono più importanti delle seconde.
Nell'articolo citato non va particolarmente a fondo sugli aspetti legali dell'ordinanza e sembra rivangare i soliti cliché fasulli sulla società beghina e cattolica, quando sappiamo benissimo che all'avanguardia nella guerra ai punter ci sono paesi protestanti come USA e Svezia.
Ma ha il grande merito di ricordare che la prostituzione ha e ha sempre avuto un'importante funzione sociale e soprattutto ha il coraggio di dire

"lasciateci almeno andare a puttane"

Di questi tempi non è poco.

Personalmente anche questa frase "Adesso, dopo la liberazione sessuale, questo problema non si pone più. Per i giovani. Non per i vecchi che conservino ancora un po’ di libido." la trovo fuori dal mondo. Apprezzo in ogni caso il fatto che rivendichi il diritto di andare a puttane pubblicamente, cosa di questi tempi più unica che rara.[FONT=&quot][/FONT]
 
Domanda da profano: ma la polizia municipale può procedere all'arresto? e sulla base di una ORDINANZA comunale?
 
risposta da dilettante del diritto: no di certo un'ordinanza non può disporre arresti e affini, ci vuole una legge

questi fanno denuncia alla procura della repubblica perché il puttaniere non ha rispettato l'ordinanza

il reato "denunciato" è "inosservanza dell'ordine dell'autorità" che prevede appunto l'arresto sino a tre mesi

prima ci vuole un rinvio a giudizio e poi una condanna, quindi la strada per il carcere è lunga (per un incensurato credo che non succederà di certo per questo...)

chiaro che puntano all'effetto terrifico di avviare una trafila penale con tutti i costi relativi

i professionisti del diritto mi correggano :wink:
 
Intervengo brevemente in OT. L'arresto dell'art. 650 del Codice Penale non è l'ammanettamento, ma la pena detentiva delle Contravvenzioni penali, che si distinguono da quelle amministrative. Questo non sempre viene chiarificato dagli stessi media.
 
Quella notizia è un po' mistificata. In effetti, i casi d'ammanettamento sono previsti solo i delitti e non le contravvenzioni (art. 380 e 381 Codice di Procedura Penale).
 
http://www.ilrestodelcarlino.it/rimini/cronaca/ordinanza-prostituzione-1.3463542

Rimini, prostituzione, il vescovo vuole l'ordinanza contro i clienti
Monsignor Francesco Lambiasi nel suo intervento per festa del patrono San Gaudenzo, invita a seguire l'esempio di Firenze. "I primi passi sono stati già fatti, ora proseguiamo su questa strada"
Pubblicato il 14 ottobre 2017

Rimini, 14 ottobre 2917 - Il Comune di Rimini segua l'esempio di Firenze ed "emetta quanto prima un'ordinanza contro lo sfruttamento della prostituzione e la riduzione in stato di
schiavitù", approfittando del fatto che "il decreto Minniti, convertito in legge lo scorso aprile, consente ai sindaci di emettere un'ordinanza contro chi ottiene prestazioni sessuali a pagamento". A spronare il Comune in questo senso è, nel corso del suo intervento in occasione della festa del patrono San Gaudenzo, il vescovo Francesco Lambiasi.

Nel suo discorso, Lambiasi tiene comunque a sottolineare che "da qualche tempo anche a Rimini si registra un'inversione di tendenza che mostra di voler affrontare la piaga vergognosa della
prostituzione per il verso giusto, secondo il cosiddetto modello nordico". In pratica, spiega, "anche da noi, grazie alla collaborazione dell'amministrazione, della magistratura e delle forze dell'ordine, e con il contributo importante delle associazioni per la tutela delle vittime di tratta", si è cominciato a sanzionare "il cliente e non le donne che, se arrivano sulla strada, sono già state oggetto di compravendita, soprusi e umiliazioni".

Non sono "prostitute, ma sono state prostituite", sintetizza il vescovo, secondo cui "difendere la loro dignità e libertà non è moralismo, perché lo stupro che subiscono non è un 'atto contro il pubblico pudore, ma un orrendo crimine". Ecco perché, chiude Lambiasi, "occorre creare una nuova cultura del rispetto, di cui abbiamo disperatamente bisogno in Italia, dove lo stillicidio ripugnante del femminicidio deriva proprio dall'idea disumana che della donna si può fare ciò che si vuole".
 
http://www.repubblica.it/salute/201...ost-178409843/?ref=RHPPBT-BH-I0-C4-P1-S1.4-T1

Scadono i brevetti, arriva un'ondata di farmaci low costScadono i brevetti, arriva un'ondata di farmaci low cost.
Anche il Cialis, concorrente del Viagra, avrà presto il suo generico. Ma è solo il più noto di tredici prodotti il cui prezzo sta per crollare
di MICHELE BOCCI - 16 ottobre 2017

IL 2017 è l'anno d'oro dei generici e il 12 novembre sarà la sua data simbolo. Quel giorno scadrà il brevetto del Cialis, il blockbuster dei medicinali di fascia C, cioè con prescrizione ma a carico dei pazienti. Nessun'altra molecola di quella categoria incassa così tanto dagli italiani, circa 146 milioni l'anno. Il noto farmaco contro la disfunzione erettile è solo uno dei 13 che in questi mesi hanno visto o vedranno cadere i diritti legati al marchio, con conseguente calo del prezzo. Anti ipertensivi e anti colesterolo, farmaci contro l'osteoartrosi e l'ipertrofia prostatica benigna, oppure prodotti costosissimi dispensati solo in ospedale e altri ancora: il loro giro d'affari è di oltre un miliardo di euro, quasi completamente a carico del servizio sanitario nazionale visto che si tratta di medicinali rimborsati, in fascia A. La stima è che l'ingresso del generico abbatta i prezzi di circa il 60%. Il calcolo su quale sarà il risparmio è piuttosto facile: 600 milioni di euro.

Cialis è ormai da un pezzo il nome di uno dei farmaci più conosciuti, secondo come notorietà solo al Viagra, che per l'appunto affronta lo stesso problema di salute, anche se il primo ha un effetto di 36 ore contro le 4 del concorrente. Oggi in Italia se ne vendono circa 1,7 milioni di confezioni. Diventeranno generici i dosaggi del principio attivo tadalafil da 10 e 20 milligrammi, e non quello da 5. Si tratta di un medicinale piuttosto caro, una compressa, a seconda delle confezioni, può costare 15-20 euro. È probabile che i consumi aumentino sensibilmente, come è successo al sildenafil (cioè il Viagra), che dopo aver perso il brevetto nel 2013 ha visto raddoppiare le confezioni vendute, oggi 2,5 milioni.

Ma se tra i prodotti a carico dei cittadini diventa generico il primo in classifica per gli incassi, tra quelli pagati dal sistema sanitario vedrà un abbattimento dei costi quello piazzato al secondo posto. Il Crestor, cioè la rosuvastatina, potrà essere venduto da qualunque azienda farmaceutica dal 30 dicembre prossimo. Serve ad abbattere il colesterolo ed è usatissimo. Ogni anno il sistema spende circa 270 milioni di euro per acquistarlo. A dimostrazione del fatto che ci si aspetta molto dall'apertura del mercato, sono ben 16 le aziende che hanno chiesto di fare il generico del Cialis e quello del Crestor, come ha reso noto l'associazione dei produttori Assogenerici, anche se poi non è detto che tutti arrivino alla vendita in farmacia.

Quest'anno, e in parte minore anche l'anno prossimo, stanno scadendo gli ultimi brevetti dei farmaci che si comprano in farmacia. Poi la partita si sposterà prevalentemente su medicinali biologici e in generale su prodotti che vengono somministrati o consegnati al pazienti direttamente dagli ospedali.

L'ingresso sul mercato dei generici fa abbassare i prezzi anche dei cosiddetti "originator", cioè dei medicinali di marca, perché li espone alla concorrenza ma in molti casi non gli fa perdere la leadership del mercato. Come dicono i dati di Assogenerici, solo il 28,5% del volume di vendita dei prodotti a brevetto scaduto viene venduto sotto forma di equivalente, il resto ha il brand. E infatti negli ultimi anni gli italiani hanno speso in farmacia circa un miliardo ogni 12 mesi per pagare la differenza tra il costo del generico, che è a carico del sistema sanitario, e il farmaco di marca a brevetto scaduto.
 
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