Rassegna StamPunter

Chieti: indagati in sette per sesso nei centri massaggi

https://www.ilmartino.it/2019/04/chieti-indagati-in-sette-per-sesso-nei-centri-massaggi/
By Fabio Di Pasquale - 7 Aprile 2019

CHIETI- I poliziotti della squadra mobile hanno scoperto 5 centri massaggio a luci rosse: avvenenti donne asiatiche si prostituivano nei locali di Chieti scalo, Francavilla e Sambuceto. Un business illegale da migliaia di euro al giorno che veniva incentivato con tanto di annunci su internet, anche espliciti. 7 cinesi, di età compresa tra 30 e 54 anni, sono finiti nei guai – a vario titolo – per reati che vanno dallo sfruttamento al favoreggiamento della prostituzione.
Altro che trattamenti per sciogliere la schiena e il collo: l’inchiesta ha svelato un’ampia platea di clienti pronti a pagare un extra per fare sesso, al di là delle prestazioni elencate nella lista “ufficiale” affissa alle vetrate e offerte in stanze ben arredate e con le luci soffuse. Cinque indagati, si legge sul capo d’imputazione, «con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, in qualità di titolari dei centri massaggi, reclutavano e assumevano alle proprie dipendenze, al fine di fare esercitare loro il meretricio», ragazze orientali. Non solo: hanno «tollerato, favorito e sfruttato la prostituzione» e pubblicato sui siti internet le offerte hard. È scattata anche l’aggravante perché «il fatto è stato commesso nei confronti di persone aventi un rapporto d’impiego». Per gli altri due indagati le accuse sono le stesse, fatta eccezione per il favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione.
Gli annunci pubblicitari promettevano pomeriggi indimenticabili con le foto di ragazze in pose hot. In realtà, dietro quei momenti perfetti «per ritrovare equilibrio, serenità ed energia», si nascondevano massaggi rilassanti che finivano «prevalentemente con la masturbazione». Nelle inserzioni si parlava di «ragazze cinesi molto preparate e professionali per farti vivere momenti di relax assoluto in un ambiente pulito e molto riservato. Vieni da noi e dopo un nostro massaggio ti sentirai completamente in forma e molto riposato. E sicuramente ritornerai un’altra volta». Ma non mancavano neppure messaggi in cui si faceva chiaro riferimento a prestazioni sessuali. Gli episodi contestati sono avvenuti, in un centro massaggio di Chieti scalo, in tre di Sambuceto e in uno di Francavilla,
 
https://www.lavocedibolzano.it/40mila-firme-per-rendere-illegale-la-prostituzione-in-olanda/

Un po out Italia, ma dico: perché c'è gente che deve rompere i cosiddetti, ognuno con se stesso sarà libero di fare ciò che vuole se non lede ad altri?
Da quello che ho capito, dovrà essere discussa la questione nel Parlamento olandese, senza obbligo di proporre disegni di legge in merito. Vediamo quale risoluzione risulterà in questione. Forse un bel boomerang per gli stessi meretriciofobici. Non vedo affatto uno Stato criminalizzare un'attività dalla quale ricava tasse, al pari della vendita del tabacco o del gioco d'azzardo!
 
Non ce la vedo proprio la maggiornaza degli Olandesi (e dei parlamentari che li rappresentano) a rinunciare:

a) a una fonte di entrata diretta e indiretta (tutto l'indotto del turismo) non certo trascurabile per un paese di quelle dimensioni;

b) alla tradizione libertaria e tollerante che da secoli fa parte della loro cultura al punto da essere diventata elemento identitario: Paesi Bassi moralisti e bacchettoni? Sarebbe qualcosa di più che rinnegare un semplice "stereotipo": sarebbe ribaltare una delle stesse basi del loro senso di appartenenza nazionale.
 

La parte che più mi preoccupa dell'articolo è la seguente: "Il Centro era dotato [...] di microfoni nelle cabine in modo da registrare i discorsi con i clienti."
Saranno mica in tante, spero, a piazzare i microfoni in stanza come 'sta bastarda? No, perché spiati persino quando si è in cabina con le massaggiatrici è roba da incubo (anche senza arrivare alla possibilità, comunque non trascurabile, di veri e propri ricatti, è la fine di ogni intimità e di ogni privatezza).

Per fortuna che, quando vado in centri massaggi, per lo più frequento quelli cinesi, e le Cinesi hanno sempre posti "ruspanti", al massimo ribasso, che sei sicuro che i microfoni non te li mettono perché figurati se si sobbarcano quella spesa in più! :)
 
Credo che microfoni e telecamere fossero lì per controllare che le ragazze non fregassero in qualche modo la titolare e del cliente ed eventuali ricatti all'ungherese importasse poco. Comunque ho letto di un giro di affari di 70k l'anno, francamente pensavo di più visto la presenza di quattro ragazze.
 
Credo che microfoni e telecamere fossero lì per controllare che le ragazze non fregassero in qualche modo la titolare e del cliente ed eventuali ricatti all'ungherese importasse poco.

Non mi sono spiegato: l'eventuale ricatto sarebbe stato il caso estremo, ma mi starebbe non poco sul culo anche solo essere registrato e/o ascoltato da estranei/e mentre sto facendo le mie cose con una ragazza. Sarò io, ad avere ancora troppo senso della privacy? E considera che comunque non sono certo un tipo dal pudore eccessivo e che non mi faccio problemi ad abbordare una battona stradale anche in pieno giorno o a suonare il campanello di un centro massaggi. Ma essere registrato coi microfoni lo trovo proprio insopportabile.

Comunque ho letto di un giro di affari di 70k l'anno, francamente pensavo di più visto la presenza di quattro ragazze.

Beh, se ho letto bene tra le righe, si trattava di un posto dove ti facevano spendere molto per concedere poco, quindi probabilmente il numero di clienti che finivano per non farsi abbindolare e per scegliere opzioni con un miglior rapporto qualità/prezzo avrà inciso in qualche modo sulle entrate complessive. Da come l'attività era descritta dava l'idea del tipico posto di finto-lusso per spennare i polli, solo che, a lungo andare, non tutti i polli si lasciano spennare.
 
mi starebbe non poco sul culo anche solo essere registrato e/o ascoltato da estranei/e mentre sto facendo le mie cose con una ragazza.
Hey Siri, Ok google, Hey Cortana.

Solo Tarzan e Robinson Crusoe fottono da soli.

(beh, più che altro si segano)
 
Questo, tra l'altro, è uno dei tanti motivi per i quali, assimilandomi senza problemi a Tarzan e a Robinson, non possiedo uno smartphone (e se lo avessi, la prima cosa che farei sarebbe rimuovere gli assistenti vocali).
Purtroppo ce l'hanno le ragazze, hai ragione. Devo dire che non mi capacito di come faccia la gente a vivere tranquilla con questi strumenti (per altro assolutamente superflui).
 
Non mi sono spiegato: l'eventuale ricatto sarebbe stato il caso estremo, ma mi starebbe non poco sul culo anche solo essere registrato e/o ascoltato da estranei/e mentre sto facendo le mie cose con una ragazza. Sarò io, ad avere ancora troppo senso della privacy? E considera che comunque non sono certo un tipo dal pudore eccessivo e che non mi faccio problemi ad abbordare una battona stradale anche in pieno giorno o a suonare il campanello di un centro massaggi. Ma essere registrato coi microfoni lo trovo proprio insopportabile.



Beh, se ho letto bene tra le righe, si trattava di un posto dove ti facevano spendere molto per concedere poco, quindi probabilmente il numero di clienti che finivano per non farsi abbindolare e per scegliere opzioni con un miglior rapporto qualità/prezzo avrà inciso in qualche modo sulle entrate complessive. Da come l'attività era descritta dava l'idea del tipico posto di finto-lusso per spennare i polli, solo che, a lungo andare, non tutti i polli si lasciano spennare.
Senza fare del terrorismo e per dovere di cronaca, stando in tema a questo thread, ho già letto notizie a riguardo di clienti di pays ricattati proprio con relative registrazioni audio/video. Naturalmente, chi è single come me, non esita a svolgere le rispettive denunce, senza pagare un centesimo in questione.
 
Condividendo la tua condizione, Francostars, mi comporterei nella tua stessa esatta maniera. E coltivando la viva speranza che chi si azzardasse a ricattare possa passare guai grossi.
 
Fantastico il passaggio sulle sedie.

I politici si gasano subito, appena c'è da accaparrarsi qualcosa che somigli ad una poltrona
 
Rimini, il ritorno degli alberghi a ore

https://www.ilrestodelcarlino.it/rimini/cronaca/alberghi-a-ore-1.4563708

Rimini, il ritorno degli alberghi a ore
Le prostitute lasciano le strade per evitare le maxi multe
di ALESSANDRA NANNI

Rimini, 29 aprile 2019 - C'era una volta l’albergo a ore. E c’è ancora. Tornato in auge grazie allo spauracchio delle super multe e dell’ordinanza del sindaco che mette in croce i clienti più affezionati delle prostitute sparpagliate sui marciapiedi. «Chi non ha un posto dove andare non lavora», dicono le ragazze. Anche per loro la crisi incalza, raccontano, e se a questo si aggiungono i blitz delle forze dell’ordine, addio stipendio.
Negli ultimi mesi per strada è stata una strage. Ne hanno pizzicati un bel po’, presi sul più bello e marchiati con una sanzione che paga sempre e solo il consumatore. Per romene e ungheresi quella multa è carta straccia e se ne fregano, ma non i clienti che per evitare che finisse nelle mani della moglie hanno versato tutti pronta cassa.
A Rimini ormai si rischia troppo, e gli abituè del sesso a pagamento hanno cominciato a diradare le incursioni. Ed è per questo che le prostitute sono tornate in massa ai vecchi tempi. Di fatto l’albergo a ore non è mai passato di moda, ma adesso sembra essere resuscitato alla grande, per necessità. La maggior parte delle lucciole non può portare clienti nell’appartamento dove vive. Se il padrone di casa non storce il naso per il mestiere che fanno, non può permettersi il via vai notturno che metterebbe i condomini sul piede di guerra.
E allora si va in hotel, dove non si rischia di essere sorpresi con le braghe calate da una pattuglia della Polizia municipale. Le ‘convenzioni’ si sprecano, e pare che i più gettonati come sempre siano quelli ‘lato monte’, frequentati da automobilisti di passaggio o caminionisti, alberghi fatti su misura per chi spera che la sua faccia non resti impressa nella memoria di nessuno.
La strada è diventata più un biglietto da visita. E’ sempre sul marciapiede che le lucciole lanciano l’esca, per poi dirottare il signore in questione in hotel o in appartamento. Nelle ultime settimane, nonostante la crisi le prostitute sono calate in riviera come le rondini. Alle stanziali se ne sono aggiunte altre, quasi tutte romene e ungheresi che sperano nei ponti delle feste per fare un po’ di soldi. Quanto al territorio, è già stato spartito da tempo. Le romene, sicuramente le più numerose, si piazzano in genere sull’Adriatica e nella zona di Miramare, mentre Rimini nord è quasi interamente appannaggio delle ungheresi.
L’area del grattacielo invece è da tempo colonizzata dalle cinesi che stanno crescendo di numero, anche se per tradizione sembrano essere meno vistose delle colleghe. In salita, anche i trans, con un notevole incremento di peruviani che si sono piazzati nella zona delle Celle e che, dicono le forze dell’ordine, hanno spesso il vizio di derubare i clienti. L’età media delle ragazze è 18-20 anni, e per quanto di nazionalità diversa sembra abbiano una cosa in comune: un ‘fidanzato’ albanese. Non si tratta di protettori vecchio stile ma, appunto, compagni di strada. Di quelli che ti tengono d’occhio e ti fanno i conti in tasca, e che guarda caso vengono tutti dallo stesso Paese.
Restano le italiane. Per le prostitute di casa nostra è impossibile fare una stima, anche se non ne sarebbero rimaste molte. Nessuna di loro lavora sulla strada da anni, tutte si sono organizzate in confortevoli appartamenti e la maggior parte è ormai salita al grado di escort.
 
Daspo urbano Porto Sant'Elpidio, allontanamento pronto per le lucciole

https://www.ilrestodelcarlino.it/fermo/cronaca/daspo-urbano-1.4565473

Daspo urbano Porto Sant'Elpidio, allontanamento pronto per le lucciole
La polizia locale segnala le lucciole alla Questura, che valuta la recidiva e poi l'eventuale provvedimento. Controlli potenziati per l'estate
di MARISA COLIBAZZI
Porto Sant'Elpiodio (Fermo), 30 aprile 2019 - Ormai è quotidiana la presenza di agenti della polizia locale, di pattuglie di carabinieri e polizia che circolano in città, effettuano posti di blocco, controllano gli automobilisti. Una presenza assidua sia di giorno che di notte, quando l’attenzione è concentrata sul contrasto alla prostituzione. Con l’approvazione della modifica al regolamento di polizia urbana, è stato introdotto l’istituto del Daspo (prevede l’allontanamento dal territorio comunale di soggetti recidivi nel non ottemperare al divieto di accesso in determinate aree) e, in pochi giorni, sono stati emessi una quindicina di verbali per altrettante prostitute.
«Non è il Comando della polizia locale a emettere il Daspo – precisa il comandante Luigi Gattafoni -. Riscontrato il mancato rispetto degli articoli del regolamento di polizia urbana, noi redigiamo i verbali e sanzioniamo le prostitute che mettono in atto comportamenti vietati in luoghi vietati. Questi verbali sono stati trasmessi alla Questura, dove viene valutata la recidiva e, nel caso, emesso il provvedimento del Daspo». Con la bella stagione in arrivo, è stato predisposto, anche quest’anno, un piano per la sicurezza pubblica.
Sono state previste 100 pattuglie notturne (concentrate soprattutto tra giugno e agosto) nella fascia oraria 19 - 1; 6 pattuglie dalle 21 alle 3; 20 pattuglie dalle 22 alle 4. Sono previsti 20 altri servizi di controllo diurno, cui se ne sommano 23 notturni (antiprostituzione). Decisamente limitato l’utilizzo dello ‘street control’ (misuratore di velocità) nei mesi estivi (10 uscite tra luglio e agosto, nessuna a maggio e giugno). Gli agenti saranno impegnati anche in attività di prevenzione e contrasto allo spaccio di stupefacenti, in controlli e ispezioni sull’abbandono dei rifiuti o sulla corretta raccolta differenziata e, in estate, sarà potenziato anche il servizio sulle spiagge.
Per far fronte a questa mole di lavoro, sono stati assunti 4 nuovi agenti a tempo determinato: uno per 3 mesi, 3 per 7 mesi ognuno, per un costo di 65.830 euro, coperti con i proventi delle sanzioni.
 
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