Con le rumene bisognerebbe fare come i tedeschi: arrivano, non chiedono e non dicono il nome, sborrano e vanno via. Invece l’italiano va a puttane e pretende di essere l’unico uomo della loro vita… più patologico di così…
Hai centrato il punto, ma c’è un livello psicologico ancora più profondo:
l’italiano medio non va a pay per trombare va a compensare.
Compensare cosa?
Solitudine, ego ferito, anni di relazioni sbagliate, identità maschile indebolita.
È un cliente che cerca una componente emotiva, non solo sesso e questo lo rende la preda perfetta.
Le ragazze questo lo sanno benissimo: fiutano il bisogno come gli squali fiutano il sangue.
Non è cattiveria, è mestiere.
E infatti riescono a gestire l’italiano quasi senza sforzo.
Il tedesco entra, fa il suo, paga, saluta.
L’italiano entra e vuole sentirsi unico, speciale, “scelto”.
È il cliente emotivamente più redditizio, ma anche il più pericoloso… per sé stesso.
Perché quando hai bisogno di conferme, di carezze psicologiche, iniziano a volare soldi senza senso.
E lì partono le follie:
un’ora a 300€, 500€, pacchetti assurdi, regali, fissazioni, dipendenze affettive mascherate da sesso pay.
Alla fine il punto è semplice:
quando finiscono i soldi, finisce la magia.
La “fidanzatina del locale” scompare più veloce della luce.
E lì l’italiano si sveglia (non sempre) perché capisce di essere stato gestito, non desiderato.
Non è una questione di Romania o Italia è dinamica umana pura.
La donna del pay vende emozioni prima ancora del corpo.
Chi cerca più emozioni che sesso paga il doppio e soffre il triplo.
La verità cinica è questa:
nei locali non vince chi spende di più, ma chi sente meno e resta centrato.
Chi entra lucido, paga il giusto, non eleva nessuna sul piedistallo, non si affeziona e non si lascia prendere per il culo.
Fidelizzarsi ha senso solo quando porta un vantaggio a te.
Altrimenti diventi il classico pollo che paga extra per un’illusione da quindici minuti.
Il pay non è amore, non è affetto, non è cura:
è un mercato.
E nel mercato chi si muove con la testa resta in piedi.
Chi si muove con i sentimenti… si schianta.