Ciao a ttutti sono nuovo del forum, non ho mai scritto, perché frequento questi posti molto poco, forse due volte l’anno. L’ultima salita al andiamo, in particolare l’incontro con Zoe, è stata una delle esperienze più negative che mi siano capitate.
Già dalla fase di approccio qualcosa non tornava. Durante la cosiddetta “intervista”, alle domande più che legittime su cosa offrisse in camera, la risposta non è stata chiarezza ma irritazione. Tono infastidito, risposte evasive, fino a una frase fuori luogo che suonava come un avvertimento più che come una risposta. Il messaggio implicito era chiaro: saliamo e poi si vede. Un approccio che non nasce dalla trasparenza. Una volta in camera, il cambio di atteggiamento è stato immediato. Sparita ogni parvenza di gentilezza, subentra un modo di fare freddo, autoritario, quasi aggressivo e solo una gestione meccanica, con continui paletti non chiariti prima. Quando ho espresso il mio evidente disagio, la situazione è degenerata in una discussione inutile, con il tentativo finale di “salvare” la stanza proponendo alternative (un massaggio) che nulla avevano a che fare con quanto lasciato intendere inizialmente.
Si scende e qui arriva il punto più imbarazzante dell’intera esperienza. In zona armadietti il comportamento diventa sguaiato, nervoso, con atteggiamenti e linguaggio fuori luogo (bestemmie). Non è una questione di soldi, quelli vengono comunque pretesi, ma di mancanza totale di autocontrollo e professionalità. In un contesto che già di per sé è borderline, certi comportamenti fanno riflettere su chi hai davanti, prima ancora che su cosa fa in camera.
Onestamente mi sono vergognato per lei. Siamo in un bordello, certo, ma questo non giustifica la totale assenza di civiltà.
Spero di non essere stato polemico. Non era questo l’intento. La mia è una riflessione critica, forse dura, ma nasce dall’esperienza diretta. Quando si parla di certi ambienti è facile essere fraintesi: basta poco per sembrare arrabbiati o prevenuti, mentre il punto è un altro.
Chi frequenta con lucidità cerca divertimento, leggerezza, uno scambio chiaro e onesto. Quando invece subentrano opacità, atteggiamenti aggressivi o dinamiche forzate, è normale fermarsi a riflettere e dirlo apertamente. Non per attaccare qualcuno, ma per non normalizzare ciò che non dovrebbe esserlo.
Mi dispiace per la gestione, perché un locale così vive anche di reputazione, ma per quanto mi riguarda qui finisce.