Le 4 passate nella notte tra 20 e 21 giugno. Mi aggiro irrequieto per la mia stanza. Un’ultima occhiata sul web, e sul forum leggo
ilbancario ha scritto:So che è difficile, ma per caso qualcuno sarà presente martedì 21 o mercoledì 22?
Io dovrei esserci entrambi i giorni verso sera.
Se qualcuno è in zona ci scambiamo qualche info.
Miserabile ha scritto:Io sarò li il 21, ma molto presto, quasi all'apertura, per problemi di trsferte ho i minuti contati...
Probabilmente non è un segno del destino, ma io voglio interpretarlo come tale. E allora, cari amici, rinuncio ai lodevoli propositi, esternati alcuni giorni fa, di aggregarmi a voi habitué in un prossimo tour e decido di debuttare così, solo e inesperto in un qualunque giorno feriale. È talmente tardi che non me la sento neanche di postare la mia decisione, temendo di poter cacciare un super bidone a seguito della notte insonne. E invece al risveglio sono pronto a partire. Il mio compagno di viaggio sarà il fidato telefonino e la sua finnica navigazione gps gratuita. Resisto all’ultima tentazione, quella di compilare al volo un post it con la girls parade dei punteristi, e decido che sarà l’istinto a guidarmi, con tutti i rischi connessi. E dunque via sull’Autostrada Alpe Adria fino a Tarvisio, dove ho deciso di uscire (ovvio, no? uno spende centinaia di euro con le mignotte, e poi fa economia sugli spiccioli della vignetta). Ma la vera tragedia che si sta consumando è un’altra… assenza segnale gps! E ora? Sono spacciato, penso… a Villach ci arrivo, ma poi che faccio, chiedo ai passanti? Dopo km di vana attesa, decido di tentare il tutto per tutto: smonto il cellulare e faccio quello che ho imparato a fare quasi 20 anni fa ai tempi del walkman: soffio poderoso e spolverata finale con la maglietta. Rimetto insieme i pezzi e… da-da-da, dan, dan! Avviene il miracolo, e questo sì che è un segno! In questo stato quasi mistico vengo guidato facilmente a destinazione. Accosto a destra per parcheggiare: solo targhe italiane! Che ci sia una forza oscura che ci unisce e ci guida? Vabbè, entro e mi preparo ai convenevoli in inglese, ma una giovane connazionale, carina quanto scazzata, mi sciorina rapidamente le house rules nella lingua di Dante e Petrarca. Agli armadietti viene mestamente fuori la mia inettitudine. Mi salva la signora delle pulizie che mi inizia ai misteri dell’orologio senza lancette (geniale rappresentazione plastica della filosofia del luogo) e così supero anche l’ostacolo della cassetta di sicurezza. Saranno più o meno le 16.
Inizio una timida perlustrazione circumnavigando il bancone, una cosa che mi ricorda tanto i tempi della discoteca. Quasi alla fine del giro, vengo abbordato da una formosa bionda appollaiata sul bracciolo di un divano. Parto con la scontata battuta del “è la mia prima volta qui” e lei (forse Angie, ma francamente non ne sono sicuro) espone il menù. A naso sono molto perplesso sulle qualità della ragazza e poi, diciamolo, tutta la letteratura sui missili mi impone una certa iniziale diffidenza, anche se, come sapete meglio di me, là dentro lo stordimento da figa può essere destabilizzante. Comunque resisto declinando gentilmente, e decido che per un ipermetrope come me è sicuramente meglio sfruttare la luce del giorno, peraltro nel contesto di una bellissima giornata di sole. Non c’è molta gente (le ragazze mi diranno poi che siamo sotto la media per un martedì d’estate) e mi guadagno facilmente una sdraio a bordo vasca. Qui realizzo che la prima lingua dell’Andiamo è il veneto, che batte di misura il rumeno.
Sento ancora un certo impaccio, ma mi dico che non c’è motivo per affrettare i tempi e aspetto. A un certo punto due giovani fanciulle fanno capolino dalla porta che dà sull’esterno. Una di queste si avvicina alla vasca e invita uno dei bagnanti a schizzarla (con l’acqua, eh!): questi esegue prontamente e lei reagisce con un cinguettio simpatico di apprezzamento per il refrigerio. Scambia ancora due battute con i conterranei (nonché emuli) della Pellegrini e poi ritorna vicino alla collega, una mora dalla fisicità di tutto rispetto. Ma ho deciso, grazie a quel breve siparietto e alla superba visione che mi si staglia davanti, che è arrivato il momento di rompere gli indugi. Mi alzo, la raggiungo, saluto e chiedo se è libera (mancava solo: mi concede il prossimo ballo?, che poi sarebbe stato ovviamente l’ennesima cover della filodiffusione).
Scopro che sto parlando con RITA, ungherese di Budapest (dice). Posso aggiungere qualcosa alle recensioni già presenti su di lei? Difficile. Dirò semplicemente che io trovo sia bella, brava, simpatica … insomma, mi ha conquistato! La mia prestazione non poteva certamente essere memorabile, a causa del rischio di esplosione quasi immediata, ma grazie soprattutto ai suoi baci e al suo bel modo di fare è stata comunque una bellissima mezz’ora. Doccia e breve social time sulle differenze socioeconomiche tra Italia e Ungheria, sulla condizione giovanile e sul fatto che sembro più giovane rispetto alla mia età. Scendiamo per saldare il dovuto e due giovanotti in accappatoio non possono fare a meno di notare l’avvenenza della magiara, che ricambia con un saluto. Io accenno alla mia ottima prima esperienza, e loro, che mi dicono di essere come me all’esordio, mi regalano una rece al volo su tale biondina 18enne (che non ho poi incrociato) nonché un ammonimento a diffidare delle rumene e optare per le bulgare. Una osservazione da forum, penso, ma non mi azzardo a buttar là l’argomento, visto che oltretutto i due stanno velocemente guadagnando l’uscita.
Col senno di poi mi sento di dire che potrei aver casualmente fatto la conoscenza del Miserabile (confermi?), coincide anche l’orario di uscita…
Devo riprendermi. E penso che ora ci voglia una bionda. Inizialmente provo a parafrasare l’anonimo cinese, sedendomi lungo la riva dei divani e aspettando di veder passare prima o poi il corpo della prossima “vittima”. Ma lo stile mitteleuropeo del luogo fa sì che le ragazze passino discrete accennando al massimo un sorriso. L’unica a spingersi oltre è Monica, morettina bulgara (dice) che si siede vicino a me, si struscia (e lo struscia) un po’, millanta mirabilie nell’arte spompinatoria che, a suo dire, compensano il suo diniego assoluto per il fk. Lei è straconvinta delle sue capacità e insiste invitandomi sopra per un bel bunga-bunga… eh no, guarda, hai proprio sbagliato tipo per questa battuta! Grazie comunque. Peccato, il fisico era minuto ma pregevole.
Capisco che il mio posto non è quello, per cui … un ice-tea, una sdraio in giardino (fanculo alla nuvoletta che si frappone tra me e una minima abbronzatura) e un po’ di relax all’aria aperta. All’esterno poche fanciulle, davvero un peccato in una bella giornata come questa! Avrei voluto vederle tutte fuori! Intanto hanno da poco aperto il bar all’esterno, che a un certo punto si popola di alcune donzelle più caciarone rispetto alla media. È il posto che fa per me, quindi mi avvicino, anche se con l’aria di uno che è lì solo per farsi un drink. La mia vicina di sgabello è decisamente la più esuberante di tutte, praticamente impossibile non sentirla parlare. Dapprima non si cura molto di me, ma poi capisce che sono sensibile alle sue morbide curve da bambolona navigata.
LILLI, bulgara (dice) morona dalle forme debordanti il suo toppino nero, si presenta e dà una possibile spiegazione alla mia domanda sul perché se ne stiano quasi tutte dentro: “Vuol dire che hanno qualcosa da nascondere, che si vedrebbe alla luce del sole!” In breve entro nelle sue grazie e, ancora al bancone del bar, mi tratta come se fossi il suo nipotino, dandomi bacini e accarezzandomi i capelli. “Sembri più giovane!” (e due).
Questa atmosfera neomediterranea, unita al fatto che ama piazzare ripetutamente le mie mani sul suo prosperoso decolleté, spingono il mio implume volatile fuori dal guscio, fino a schiantarsi sulla sua schiena. E’ il segnale che ci avverte inequivocabilmente che è ora di appartarci. “Andiamo su?” “Non si potrebbe andare in una di quelle casette?” (lo ammetto, dopo aver letto le vostre recensioni, è la prima cosa che sono andato a vedere!!!) “Ma lì non c’è la doccia” “E chissenefrega non ce lo metti?” Il tempo per lei di recuperare la borsetta magica e ci avviamo con circospezione (per via dei tacchi di lei) nel refugium peccatorum (a proposito di peccati e di pecche, manca l’attaccapanni!). Non sono convintissimo, in quanto temo velatamente che la tipa si riveli un po’ una sòla, ma devo ricredermi. Lei è sicuramente safada, anzi a tratti una vera panterona che non si risparmia in niente, fk, bbj, daty, 69, missio,.. Io non chiedo di meglio e assecondo la sua fisicità come meglio posso, sfiorando un paio di volte l’incidente portandola con la testa oltre il bordo del materasso a forza di spingere. Peccato per il finale: “Restiamo 1 ora o basta così?” “Non credo di farcela a resistere ancora per molto” Breve pausa. Cambio posizione con lei che mi mette sotto e mi sovrasta, 5-6 pompate a smorza messe bene e giungo svelto alla mia destinazione. Non me la prendo, d'altronde lei è lì per affari, e mi ricompongo comunque soddisfatto, non foss’altro per il grado di maialaggine che ha dimostrato.
La fica, si sa, è come il mare: mette appetito. Perciò passo a rifocillarmi pensando che poi avrei dovuto finalmente pescare una bionda per terminare la giornata. Al bancone vengo contattato da Colett, piccola, anzi, piccolissima biondina evidentemente grande appassionata della settima arte, poiché mi propone subito di raggiungere insieme la sala cinema. La cosa di per sé mi affascina, ma non sono convinto che la mia interlocutrice sia esattamente ciò che sto cercando. Adduco pessime scuse riguardanti la cena appena consumata e passo oltre. Resto per un po’ aggrappato ad un bicchiere di cola, quando mi si fa innanzi una bionda valchiria con un sorriso sornione. Dice che non parla italiano, quindi si passa all’inglese. In realtà MANUELA, slovacca (dice) con anni passati a Vienna, se la caverebbe molto meglio col tedesco, che però è a me sconosciuto. Lei per “conquistarmi” ha comunque ben altre armi da usare: intanto quel popò di tettone un po’ cadenti (ma non per questo non invitanti), poi un bel menù della casa che comprende la “shower together” e ultima, but not least, la tendenza a smanettarmelo amabilmente in pubblico, aprendo di tanto in tanto l’accappatoio per unire l’esperienza visiva a quella tattile. Ci siamo, penso, e via per l’ultimo giro di walzer. In stanza, scesa dai tacchi, finalmente è ad una altezza per me accettabile. "You look younger" (e tre). Lei è certamente scafata e, al contrario di un noto politico della prima repubblica, promette un po’ più di quello che poi effettivamente fa (fk e doccia ci sono, ma un po’ troppo rapidi). Bene orale e la scopata propriamente detta, con nota di merito a una pecorina resa appetitosa dalle sue forme e condita da numerosi suoi “fuck me” e “I want to stay all night long with you inside me” (per quale cifra, domando fra me e me! Ormai sono entrato nel meccanismo…). Benché sia la terza, la conclusione (ventrale) è copiosa e si spande, tanto che lei scherzosamente chiosa: “I don’t like babies!”.
Pago, mi rivesto, saluto, esco. Sono le 20.30 e c’è una bellissima luce fuori. D'altronde oggi è il solstizio d’estate, un momento magico fin dalla notte dei tempi.
Nota di colore per chiudere (e scusate la lunghezza): alla giornata era presente un connazionale evidentemente provato nel fisico a causa di un incidente (è lui stesso a raccontarlo alle ragazze che, apprensive, fanno per consolarlo). Penso che non ci sia migliore spiegazione di come questo luogo possa aiutare a star meglio. Immagino che questo simpatico signore, se non avesse avuto un automobile e le stampelle, sarebbe arrivato lì ugualmente. Magari sui gomiti.
ilbancario ha scritto:So che è difficile, ma per caso qualcuno sarà presente martedì 21 o mercoledì 22?
Io dovrei esserci entrambi i giorni verso sera.
Se qualcuno è in zona ci scambiamo qualche info.
Miserabile ha scritto:Io sarò li il 21, ma molto presto, quasi all'apertura, per problemi di trsferte ho i minuti contati...
Probabilmente non è un segno del destino, ma io voglio interpretarlo come tale. E allora, cari amici, rinuncio ai lodevoli propositi, esternati alcuni giorni fa, di aggregarmi a voi habitué in un prossimo tour e decido di debuttare così, solo e inesperto in un qualunque giorno feriale. È talmente tardi che non me la sento neanche di postare la mia decisione, temendo di poter cacciare un super bidone a seguito della notte insonne. E invece al risveglio sono pronto a partire. Il mio compagno di viaggio sarà il fidato telefonino e la sua finnica navigazione gps gratuita. Resisto all’ultima tentazione, quella di compilare al volo un post it con la girls parade dei punteristi, e decido che sarà l’istinto a guidarmi, con tutti i rischi connessi. E dunque via sull’Autostrada Alpe Adria fino a Tarvisio, dove ho deciso di uscire (ovvio, no? uno spende centinaia di euro con le mignotte, e poi fa economia sugli spiccioli della vignetta). Ma la vera tragedia che si sta consumando è un’altra… assenza segnale gps! E ora? Sono spacciato, penso… a Villach ci arrivo, ma poi che faccio, chiedo ai passanti? Dopo km di vana attesa, decido di tentare il tutto per tutto: smonto il cellulare e faccio quello che ho imparato a fare quasi 20 anni fa ai tempi del walkman: soffio poderoso e spolverata finale con la maglietta. Rimetto insieme i pezzi e… da-da-da, dan, dan! Avviene il miracolo, e questo sì che è un segno! In questo stato quasi mistico vengo guidato facilmente a destinazione. Accosto a destra per parcheggiare: solo targhe italiane! Che ci sia una forza oscura che ci unisce e ci guida? Vabbè, entro e mi preparo ai convenevoli in inglese, ma una giovane connazionale, carina quanto scazzata, mi sciorina rapidamente le house rules nella lingua di Dante e Petrarca. Agli armadietti viene mestamente fuori la mia inettitudine. Mi salva la signora delle pulizie che mi inizia ai misteri dell’orologio senza lancette (geniale rappresentazione plastica della filosofia del luogo) e così supero anche l’ostacolo della cassetta di sicurezza. Saranno più o meno le 16.
Inizio una timida perlustrazione circumnavigando il bancone, una cosa che mi ricorda tanto i tempi della discoteca. Quasi alla fine del giro, vengo abbordato da una formosa bionda appollaiata sul bracciolo di un divano. Parto con la scontata battuta del “è la mia prima volta qui” e lei (forse Angie, ma francamente non ne sono sicuro) espone il menù. A naso sono molto perplesso sulle qualità della ragazza e poi, diciamolo, tutta la letteratura sui missili mi impone una certa iniziale diffidenza, anche se, come sapete meglio di me, là dentro lo stordimento da figa può essere destabilizzante. Comunque resisto declinando gentilmente, e decido che per un ipermetrope come me è sicuramente meglio sfruttare la luce del giorno, peraltro nel contesto di una bellissima giornata di sole. Non c’è molta gente (le ragazze mi diranno poi che siamo sotto la media per un martedì d’estate) e mi guadagno facilmente una sdraio a bordo vasca. Qui realizzo che la prima lingua dell’Andiamo è il veneto, che batte di misura il rumeno.
Sento ancora un certo impaccio, ma mi dico che non c’è motivo per affrettare i tempi e aspetto. A un certo punto due giovani fanciulle fanno capolino dalla porta che dà sull’esterno. Una di queste si avvicina alla vasca e invita uno dei bagnanti a schizzarla (con l’acqua, eh!): questi esegue prontamente e lei reagisce con un cinguettio simpatico di apprezzamento per il refrigerio. Scambia ancora due battute con i conterranei (nonché emuli) della Pellegrini e poi ritorna vicino alla collega, una mora dalla fisicità di tutto rispetto. Ma ho deciso, grazie a quel breve siparietto e alla superba visione che mi si staglia davanti, che è arrivato il momento di rompere gli indugi. Mi alzo, la raggiungo, saluto e chiedo se è libera (mancava solo: mi concede il prossimo ballo?, che poi sarebbe stato ovviamente l’ennesima cover della filodiffusione).
Scopro che sto parlando con RITA, ungherese di Budapest (dice). Posso aggiungere qualcosa alle recensioni già presenti su di lei? Difficile. Dirò semplicemente che io trovo sia bella, brava, simpatica … insomma, mi ha conquistato! La mia prestazione non poteva certamente essere memorabile, a causa del rischio di esplosione quasi immediata, ma grazie soprattutto ai suoi baci e al suo bel modo di fare è stata comunque una bellissima mezz’ora. Doccia e breve social time sulle differenze socioeconomiche tra Italia e Ungheria, sulla condizione giovanile e sul fatto che sembro più giovane rispetto alla mia età. Scendiamo per saldare il dovuto e due giovanotti in accappatoio non possono fare a meno di notare l’avvenenza della magiara, che ricambia con un saluto. Io accenno alla mia ottima prima esperienza, e loro, che mi dicono di essere come me all’esordio, mi regalano una rece al volo su tale biondina 18enne (che non ho poi incrociato) nonché un ammonimento a diffidare delle rumene e optare per le bulgare. Una osservazione da forum, penso, ma non mi azzardo a buttar là l’argomento, visto che oltretutto i due stanno velocemente guadagnando l’uscita.
Col senno di poi mi sento di dire che potrei aver casualmente fatto la conoscenza del Miserabile (confermi?), coincide anche l’orario di uscita…
Devo riprendermi. E penso che ora ci voglia una bionda. Inizialmente provo a parafrasare l’anonimo cinese, sedendomi lungo la riva dei divani e aspettando di veder passare prima o poi il corpo della prossima “vittima”. Ma lo stile mitteleuropeo del luogo fa sì che le ragazze passino discrete accennando al massimo un sorriso. L’unica a spingersi oltre è Monica, morettina bulgara (dice) che si siede vicino a me, si struscia (e lo struscia) un po’, millanta mirabilie nell’arte spompinatoria che, a suo dire, compensano il suo diniego assoluto per il fk. Lei è straconvinta delle sue capacità e insiste invitandomi sopra per un bel bunga-bunga… eh no, guarda, hai proprio sbagliato tipo per questa battuta! Grazie comunque. Peccato, il fisico era minuto ma pregevole.
Capisco che il mio posto non è quello, per cui … un ice-tea, una sdraio in giardino (fanculo alla nuvoletta che si frappone tra me e una minima abbronzatura) e un po’ di relax all’aria aperta. All’esterno poche fanciulle, davvero un peccato in una bella giornata come questa! Avrei voluto vederle tutte fuori! Intanto hanno da poco aperto il bar all’esterno, che a un certo punto si popola di alcune donzelle più caciarone rispetto alla media. È il posto che fa per me, quindi mi avvicino, anche se con l’aria di uno che è lì solo per farsi un drink. La mia vicina di sgabello è decisamente la più esuberante di tutte, praticamente impossibile non sentirla parlare. Dapprima non si cura molto di me, ma poi capisce che sono sensibile alle sue morbide curve da bambolona navigata.
LILLI, bulgara (dice) morona dalle forme debordanti il suo toppino nero, si presenta e dà una possibile spiegazione alla mia domanda sul perché se ne stiano quasi tutte dentro: “Vuol dire che hanno qualcosa da nascondere, che si vedrebbe alla luce del sole!” In breve entro nelle sue grazie e, ancora al bancone del bar, mi tratta come se fossi il suo nipotino, dandomi bacini e accarezzandomi i capelli. “Sembri più giovane!” (e due).
Questa atmosfera neomediterranea, unita al fatto che ama piazzare ripetutamente le mie mani sul suo prosperoso decolleté, spingono il mio implume volatile fuori dal guscio, fino a schiantarsi sulla sua schiena. E’ il segnale che ci avverte inequivocabilmente che è ora di appartarci. “Andiamo su?” “Non si potrebbe andare in una di quelle casette?” (lo ammetto, dopo aver letto le vostre recensioni, è la prima cosa che sono andato a vedere!!!) “Ma lì non c’è la doccia” “E chissenefrega non ce lo metti?” Il tempo per lei di recuperare la borsetta magica e ci avviamo con circospezione (per via dei tacchi di lei) nel refugium peccatorum (a proposito di peccati e di pecche, manca l’attaccapanni!). Non sono convintissimo, in quanto temo velatamente che la tipa si riveli un po’ una sòla, ma devo ricredermi. Lei è sicuramente safada, anzi a tratti una vera panterona che non si risparmia in niente, fk, bbj, daty, 69, missio,.. Io non chiedo di meglio e assecondo la sua fisicità come meglio posso, sfiorando un paio di volte l’incidente portandola con la testa oltre il bordo del materasso a forza di spingere. Peccato per il finale: “Restiamo 1 ora o basta così?” “Non credo di farcela a resistere ancora per molto” Breve pausa. Cambio posizione con lei che mi mette sotto e mi sovrasta, 5-6 pompate a smorza messe bene e giungo svelto alla mia destinazione. Non me la prendo, d'altronde lei è lì per affari, e mi ricompongo comunque soddisfatto, non foss’altro per il grado di maialaggine che ha dimostrato.
La fica, si sa, è come il mare: mette appetito. Perciò passo a rifocillarmi pensando che poi avrei dovuto finalmente pescare una bionda per terminare la giornata. Al bancone vengo contattato da Colett, piccola, anzi, piccolissima biondina evidentemente grande appassionata della settima arte, poiché mi propone subito di raggiungere insieme la sala cinema. La cosa di per sé mi affascina, ma non sono convinto che la mia interlocutrice sia esattamente ciò che sto cercando. Adduco pessime scuse riguardanti la cena appena consumata e passo oltre. Resto per un po’ aggrappato ad un bicchiere di cola, quando mi si fa innanzi una bionda valchiria con un sorriso sornione. Dice che non parla italiano, quindi si passa all’inglese. In realtà MANUELA, slovacca (dice) con anni passati a Vienna, se la caverebbe molto meglio col tedesco, che però è a me sconosciuto. Lei per “conquistarmi” ha comunque ben altre armi da usare: intanto quel popò di tettone un po’ cadenti (ma non per questo non invitanti), poi un bel menù della casa che comprende la “shower together” e ultima, but not least, la tendenza a smanettarmelo amabilmente in pubblico, aprendo di tanto in tanto l’accappatoio per unire l’esperienza visiva a quella tattile. Ci siamo, penso, e via per l’ultimo giro di walzer. In stanza, scesa dai tacchi, finalmente è ad una altezza per me accettabile. "You look younger" (e tre). Lei è certamente scafata e, al contrario di un noto politico della prima repubblica, promette un po’ più di quello che poi effettivamente fa (fk e doccia ci sono, ma un po’ troppo rapidi). Bene orale e la scopata propriamente detta, con nota di merito a una pecorina resa appetitosa dalle sue forme e condita da numerosi suoi “fuck me” e “I want to stay all night long with you inside me” (per quale cifra, domando fra me e me! Ormai sono entrato nel meccanismo…). Benché sia la terza, la conclusione (ventrale) è copiosa e si spande, tanto che lei scherzosamente chiosa: “I don’t like babies!”.
Pago, mi rivesto, saluto, esco. Sono le 20.30 e c’è una bellissima luce fuori. D'altronde oggi è il solstizio d’estate, un momento magico fin dalla notte dei tempi.
Nota di colore per chiudere (e scusate la lunghezza): alla giornata era presente un connazionale evidentemente provato nel fisico a causa di un incidente (è lui stesso a raccontarlo alle ragazze che, apprensive, fanno per consolarlo). Penso che non ci sia migliore spiegazione di come questo luogo possa aiutare a star meglio. Immagino che questo simpatico signore, se non avesse avuto un automobile e le stampelle, sarebbe arrivato lì ugualmente. Magari sui gomiti.