Non sono d'accordo proprio perché non considero i contagiati e i positivi al tampone come la stessa popolazione. I positivi al tampone sono una piccola parte (non sappiamo quanto piccola) rispetto ai contagiati.
Nella prima fase del contagio (o di quella che si credeva essere la prima fase del contagio), diciamo la fase Codogno, si facevano molti tamponi perché si cercava il paziente 0.
Trovare il paziente 0 all'inizio del contagio è importante perché, da lui, puoi cercare di ricostruire tutti i contagi (tutti i contatti, e i contatti dei contatti, e i contatti dei contatti dei contatti ecc.) e hai buone probabilità di isolare il contagio in poche settimane, con tanto lavoro e tanta pazienza.
Non avendo trovato il paziente 0, la strategia è stata abbandonata. I buoi erano a quel punto già fuori della stalla. A questo punto il tampone è servito solo ad indirizzare l'attività terapeutica o almeno l'attività di prevenzione su soggetti sintomatici. Il "significato" del tampone a questo punto è completamente cambiato. Non ha più alcun valore statistico, ha solo valore di ausilio alle politiche di profilassi.
All'estero faranno esattamente quello che abbiamo fatto noi, cioè non prenderanno misure difficili da accettare politicamente finché non si sarà creata una situazione tale per cui quelle misure saranno condivise dalla popolazione.
C'è differenza tra uno statista e un politico. Lo statista è lungimirante, è più intelligente del cittadino medio, agisce per il bene del Paese. Il politico è un cittadino medio (o mediocre, come nel caso dei nostri), ha paura dell'impopolarità, ed agisce per il bene della propria rielezione.
Quindi lo statista può prendere decisioni impopolari, il politico no.
Il suffragio universale produce molti politici e pochi statisti.
Infatti i nostri sindaci si chiamano Raggi e Sala, i nostri presidenti di regione si chiamano Zingaretti e Zaia, e i nostri ministri degli esteri si chiamano Di Maio, e sono tutti incapaci di fare ragionamenti diversi dal "quisque de populo".
Zaia fino a quattro giorni fa si lamentava dell'inclusione delle tre province venete nella zona arancione e due giorni dopo ha chiesto il coprifuoco. Sala ha appoggiato la campagna #milanononsiferma che probabilmente è alla base dell'emergenza sanitaria lombarda, Zingaretti la campagna "abbracciamo un cinese" cioè una minimizzazione totale del rischio epidemia, che per lui era molto meno di un'influenza, e via così.
Uno statista avrebbe cominciato a lavorare sui reparti di rianimazione a gennaio, quando gli stessi problemi li hanno avuti in Cina e non era pensabile che non li avremmo avuti anche noi, seppure con un ritardo più o meno grande a seconda dell'efficacia delle misure di contenimento adottate in Cina.
Non è da persona intelligente pensare che si possano mettere in quarantena 15 milioni di persone e fermare il contagio. Quando sei a quel livello di diffusione, la speranza è rallentarlo. Che sarebbe arrivato qui era ovvio già da gennaio.