I POLLI

Questo però presupporrebbe praticamente una vita di sfruttamento (ossia qualcuno che le obblighi a fare quello che fanno e intendo proprio una persona in carne ed ossa).
Non mi pare sia la norma.
Quindi la mia richiesta riflessione sarebbe: a meno che tu non una bambina dell’asilo (e loro non lo sono, a meno che non spostiamo la discussione sul piano psichico), sai benissimo in che contesto andrai a lavorare.
Perciò, disillusa de che?
La tua riflessione centra il punto: anch io me lo sono chiesto spesso, pare assurdo ma è come se siano cresciute pensando che non andranno a lavorare mai,( cultura che le cresce a suon di slogan PERCHÉ IO VALGO), Appunto sembrano rimaste delle bambine dell asilo, psichicamente lo sono rimaste, visto che lo sforzo di crescere non ti è richiesto se tutto arriva da sè, sono sgambate come adulte anche se giovanissime, ma quello sforzo di crescere nn lo affrontano, per loro la loro bellezza è già una chiave di risoluzione ai problemi della vita.
In questa ottica già il loro lavoro è sentito come un peso che la vita non dovrebbe porre loro, sentito ragionamenti tra loro come “ tu vali molto di più di quello che guadagni ora”
 
La tua riflessione centra il punto: anch io me lo sono chiesto spesso, pare assurdo ma è come se siano cresciute pensando che non andranno a lavorare mai,( cultura che le cresce a suon di slogan PERCHÉ IO VALGO), Appunto sembrano rimaste delle bambine dell asilo, psichicamente lo sono rimaste, visto che lo sforzo di crescere non ti è richiesto se tutto arriva da sè, sono sgambate come adulte anche se giovanissime, ma quello sforzo di crescere nn lo affrontano, per loro la loro bellezza è già una chiave di risoluzione ai problemi della vita.
In questa ottica già il loro lavoro è sentito come un peso che la vita non dovrebbe porre loro, sentito ragionamenti tra loro come “ tu vali molto di più di quello che guadagni ora”
Ogni donna è seduta sulla sua fortuna. Nascere belli o brutti è quasi più iniquo di ricchi o poveri. Ma noi cosa possiamo farci?
 
Importante che la Nausea é tornata ..e per rivedermi nei lap e in giro devono rivolgersi a" Chi La Visto "amesso che loro lo trovano..
Hai salvato il maiale, lo hai lavato e lo hai aiutato, e alla fine è tornato nel fango perché forse è lì che deve stare. Non per questo devi sparire con la coda tra le gambe.
 
Ultima modifica:
Lappere che rovinano la povera gente.! Compreso il sottoscritto sia nel passato che di recente .. Va be che essere umano nasce cattivo di natura ma essere così malvagi a me non riesce !! Bevono fumano sfanculano e inculano clienti a go go ..
vabbe daii ,,,,trattale da mignotte ,,,lap,,,,,night,,,,pseudo scambi coppia ....tutti posti per fottere gente il più possibile ,chi frequenta deve regolarsi , non cadere nelle cazzate che dicono queste,,,che sono solo balle gonfie,,anche io cercherei di sfruttare il più possibile una che ha soldi ,suuu daiii
 
Mah . Se non sono buone a farmi godere un po ...perché le ho frequentate non lo capisco ! !
 
Ma a me della solitudine e del amore non me frega più di tanto ma di provare piacere si interessa... Ma chiudo qua perché divento pesante per il forum.
 
Perchè c'è gente sola e disperata per un pò di compagnia femminile e calore umano. E loro,da attrici provette,fanno finta di darti il calore che tanto brami. Invece ti voglio solo spremere.
Una mi diceva che lavora solo con sposati
Nei lap c'è la ricerca del piacere non mercenario, un mio collega dopo aver ricevuto una trombata megalattica ha trovato l'amore della vita e si è sposato
 
La tua riflessione centra il punto: anch io me lo sono chiesto spesso, pare assurdo ma è come se siano cresciute pensando che non andranno a lavorare mai,( cultura che le cresce a suon di slogan PERCHÉ IO VALGO), Appunto sembrano rimaste delle bambine dell asilo, psichicamente lo sono rimaste, visto che lo sforzo di crescere non ti è richiesto se tutto arriva da sè, sono sgambate come adulte anche se giovanissime, ma quello sforzo di crescere nn lo affrontano, per loro la loro bellezza è già una chiave di risoluzione ai problemi della vita.
In questa ottica già il loro lavoro è sentito come un peso che la vita non dovrebbe porre loro, sentito ragionamenti tra loro come “ tu vali molto di più di quello che guadagni ora”

E qui sovviene un altro mio dubbio: queste non arrivano dall’alta società (perché se lo fossero al massimo sarebbero le proprietarie del locale, non di certo quelle che ci devono lavorare dentro) bensì dalla campagna carpatica, il cui ambiente non è sicuramente di agi e ozi, perciò come possono essere quasi geneticamente disabituate al lavoro schifoso?
 
secondo me bisogna già differenziare le ragazze di 20 anni di adesso con quelle di 10 anni fa. Quelle di adesso sono nate nell'epoca social/influencer e vedono persone simili a loro guadagnare fortune. Alla fine il culo brucia, anche a me che non ne ho 20
 
Uno che va a prostitute e si innamora non è sveglio, è un malato.
Forse è peggio la convinzione di poterle fare innamorare, con la gentilezza e le parole.
Non che le fanciulle in fiore non le meritino, ma non se ne fanno assolutamente niente e non danno loro alcuna importanza.
Tra il romanticone che le porta le rose una volta al mese e il figlio di loro stesse che ogni giorno le porta il grano, scelgono sempre il secondo.
Pretty Woman è solo un film.
 
secondo me bisogna già differenziare le ragazze di 20 anni di adesso con quelle di 10 anni fa. Quelle di adesso sono nate nell'epoca social/influencer e vedono persone simili a loro guadagnare fortune. Alla fine il culo brucia, anche a me che non ne ho 20

Ma i social influencer ci sono praticamente da non più di 10 anni, come fenomeno di massa, queste che fanno, sono a lavorare in un lap a 15 anni? No.
Quindi l’ipotesi potrebbe essere per me buona in partenza ma alla prova dei fatti non regge del tutto.
Poi ripeto, io potrei anche capire il discorso per una ragazza italiana di oggi di 20-25 anni, non ancora per una romena.
 
E per la serie esegesi non richieste:
Capitolo il super pollo

Il "pollo", colui che ingenuamente scambia la performance per autenticità, spende credendo di acquistare non solo un servizio ma una connessione genuina. È il cliente che si innamora, che proietta sull'effimero la sostanza dell'eterno, che confonde i lustrini del lap dance con la realtà. In questa prima fase il pollo è prigioniero dell'illusione, paga per sentirsi speciale, unico, visto.
Poi arriva la Nausea sartriana - quel momento di lucidità brutale in cui il velo si strappa. Il pollo comprende che l'amore che credeva di vivere era effimero, costruito, una merce come le altre. La rivelazione è viscerale: tutto ciò che sembrava autentico si rivela transazione, ogni sguardo aveva un prezzo, ogni sorriso una tariffa, ogni favore un credito morale
È il disgusto esistenziale di chi vede improvvisamente la contingenza delle cose.
Il pollo prova nausea per se stesso, per la propria credulità, per aver scambiato il circo 🎪 con la vita. Prova Nausea per la ballerina e i suoi inganni, le sue bugie.
Ma è qui che avviene la trasfigurazione nietzschiana. Invece di fuggire a frignare, il super pollo abbraccia l'assurdo. Riconosce che non c'è significato intrinseco, che tutto è performance e transazione - non cede alla disperazione, sceglie di continuare a giocare il gioco. È l'amor fati portato nel regno del consumo emotivo: ama il proprio destino di pollo, lo accetta, lo trascende attraverso la consapevolezza.
Il superpollo non è più l'ingenuo che si illude, né il disilluso, È colui che, nella piena coscienza dell'assurdità, continua a donare, continua a partecipare, ma ora con una libertà tragica. Sa che è tutto vuoto, che l'amore è finto, che sta comprando aria e lo fa comunque. Non per ingenuità, ma per scelta esistenziale. Ha creato i propri valori in un universo privo di significato: se tutto è assurdo, allora anche pagare per un'illusione consapevole diventa un atto di affermazione della propria volontà.
Ed è proprio in questa consapevolezza che il super pollo acquisisce una dignità superiore rispetto a tutti gli altri abitanti del microcosmo circense. Le ballerine continuano a recitare la propria parte credendo di controllare il gioco, ma sono schiave della performance quanto i polli: devono fingere desiderio, vendere frammenti di sé, dipendere economicamente dall'illusione altrui. Gli altri rimangono polli inconsapevoli, eternamente in fuga dalla verità o frignano se la lappara gli sfugge dal privé per una pisciata o vivono nella frustrazione dei ricordi di quando eran giovini o persistono nella inclocludenza di una ricerca del piacere impossibile.
Il super pollo invece ha attraversato il fuoco 🔥 della conoscenza e ne è uscito libero. Non ha bisogno di mentire a se stesso come le ballerine, né di sfogarsi nella frustrazione e nella dispersta ricerca del piacere.
La sua ridicolinagge diventa una forma superiore di dignità perché è scelta, non subita. È l'unico veramente libero in quel circo di schiavi - schiavi del denaro, schiavi dell'illusione, schiavi della negazione, schiavi del sesso. Il superpollo, regna sovrano su tutti noi nella sua assurdità consapevole.
 
E per la serie esegesi non richieste:
Capitolo il super pollo

Il "pollo", colui che ingenuamente scambia la performance per autenticità, spende credendo di acquistare non solo un servizio ma una connessione genuina. È il cliente che si innamora, che proietta sull'effimero la sostanza dell'eterno, che confonde i lustrini del lap dance con la realtà. In questa prima fase il pollo è prigioniero dell'illusione, paga per sentirsi speciale, unico, visto.
Poi arriva la Nausea sartriana - quel momento di lucidità brutale in cui il velo si strappa. Il pollo comprende che l'amore che credeva di vivere era effimero, costruito, una merce come le altre. La rivelazione è viscerale: tutto ciò che sembrava autentico si rivela transazione, ogni sguardo aveva un prezzo, ogni sorriso una tariffa, ogni favore un credito morale
È il disgusto esistenziale di chi vede improvvisamente la contingenza delle cose.
Il pollo prova nausea per se stesso, per la propria credulità, per aver scambiato il circo 🎪 con la vita. Prova Nausea per la ballerina e i suoi inganni, le sue bugie.
Ma è qui che avviene la trasfigurazione nietzschiana. Invece di fuggire a frignare, il super pollo abbraccia l'assurdo. Riconosce che non c'è significato intrinseco, che tutto è performance e transazione - non cede alla disperazione, sceglie di continuare a giocare il gioco. È l'amor fati portato nel regno del consumo emotivo: ama il proprio destino di pollo, lo accetta, lo trascende attraverso la consapevolezza.
Il superpollo non è più l'ingenuo che si illude, né il disilluso, È colui che, nella piena coscienza dell'assurdità, continua a donare, continua a partecipare, ma ora con una libertà tragica. Sa che è tutto vuoto, che l'amore è finto, che sta comprando aria e lo fa comunque. Non per ingenuità, ma per scelta esistenziale. Ha creato i propri valori in un universo privo di significato: se tutto è assurdo, allora anche pagare per un'illusione consapevole diventa un atto di affermazione della propria volontà.
Ed è proprio in questa consapevolezza che il super pollo acquisisce una dignità superiore rispetto a tutti gli altri abitanti del microcosmo circense. Le ballerine continuano a recitare la propria parte credendo di controllare il gioco, ma sono schiave della performance quanto i polli: devono fingere desiderio, vendere frammenti di sé, dipendere economicamente dall'illusione altrui. Gli altri rimangono polli inconsapevoli, eternamente in fuga dalla verità o frignano se la lappara gli sfugge dal privé per una pisciata o vivono nella frustrazione dei ricordi di quando eran giovini o persistono nella inclocludenza di una ricerca del piacere impossibile.
Il super pollo invece ha attraversato il fuoco 🔥 della conoscenza e ne è uscito libero. Non ha bisogno di mentire a se stesso come le ballerine, né di sfogarsi nella frustrazione e nella dispersta ricerca del piacere.
La sua ridicolinagge diventa una forma superiore di dignità perché è scelta, non subita. È l'unico veramente libero in quel circo di schiavi - schiavi del denaro, schiavi dell'illusione, schiavi della negazione, schiavi del sesso. Il superpollo, regna sovrano su tutti noi nella sua assurdità consapevole.
poi però quando si sveglia sarà tardi, e i portici di San Babila saranno la sua dimora
 
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